Al teatro Verdi di Padova arriva lo ‘Sconcerto’ di Elio e Mangoni

Roma, 6 nov. (AdnKronos) – Né melologo né opera lirica, ma un raffinato intreccio di diversi linguaggi espressivi, di musica e parole, ‘Sconcerto. Teatro di musica per attore e orchestra’ dal 13 al 18 novembre anima il palcoscenico del Teatro Verdi di Padova con Elio, Luca Mangoni e l’Orchestra di Padova e del Veneto. Frutto dell’incrocio di tre differenti sensibilità e competenze artistiche, quella di Elio, dello scrittore e poeta Franco Marcoaldi e del compositore Giorgio Battistelli, dopo una prima versione del 2010, ‘Sconcerto’ torna sulla scena con la nuova produzione del Teatro Stabile del Veneto e dell’Orchestra di Padova e del Veneto, nuovamente insieme nel segno della preziosa collaborazione avviata nella scorsa stagione con le Lezioni di suono.

‘Sconcerto’ si presenta come una sorta di ‘Prova d’orchestra’ felliniana al contrario, in cui non sono i musicisti a ribellarsi, ma è Elio stesso nei panni di direttore d’orchestra (nel 2010 il ruolo era stato di Toni Servillo) a entrare in confusione perdendo ogni capacità di dirigere: “Ho troppo mondo nella testa” dice. Il tentativo di mettere ordine nei propri pensieri prende così la forma di un lungo e allucinato monologo continuamente bagnato dal suono degli strumenti, dalla musica che lambisce la parola. E il disordine viene a occupare la scena. Ad accompagnare Elio in questa nuova avventura, Luca Mangoni che sul palcoscenico si mescola con i musicisti dell’Orchestra di Padova e del Veneto, diretti dal maestro Marco Angius.

Autore della musica, Giorgio Battistelli, già noto al pubblico padovano che ha avuto modo di conoscerlo nel corso della scorsa stagione con le ‘Lezioni di Suono’, presenta uno stile che abbraccia la complessità e l’imperfezione, dialogando tra passato e presente per creare una musica sempre tesa e impegnata in grado di suscitare continue riflessioni.

La regia dello spettacolo, infine, è curata da Daniele De Plano, abituato a lavorare tanto con l’opera quanto con il teatro di prosa, con il cinema e con la televisione: per la Rai ha curato diverse apparizioni televisive dell’OPV come le ‘Lezioni di Suono’ e la partecipazione alla Biennale 2017.

‘Sconcerto’, quasi-opera, quasi-performance, quasi-melologo, è alla fine puro teatro: uno spettacolo, per dirla con Artaud, in grado di “aprire un varco nel linguaggio per arrivare a toccare la vita”. In scena dal concerto si passa così allo ‘sconcerto’, che poi è la condizione esistenziale più consona al tempo presente. Dietro alla convenzione del ‘concerto’ come rito collettivo non si tarda, infatti, a individuare una porta d’accesso alle grandi crepe della contemporaneità: al disorientamento morale, ideologico, politico, esistenziale che sembra pervadere il momento attuale.

D’altra parte, però, ‘Sconcerto’ non si pone come una semplice presa d’atto rassegnata. Nello spettacolo la voce si fa strumento musicale e spetta a Elio prestare la sua al testo, costruendo una partitura che suona e risuona nelle orecchio dello spettatore. Martedì 13 novembre il concerto è anticipato dalla replica riservata alle scuole alle ore 10,30. Venerdì 16 alle ore 18, inoltre, si terrà il tradizionale incontro con gli artisti organizzato dal Teatro Stabile del Veneto nel foyer del Teatro Verdi.

Il Teatro Stabile del Veneto è uno dei più importanti teatri di produzione d’Italia. Fondato nel 1992 dalla Regione del Veneto e dai Comuni di Padova e di Venezia è sostenuto anche dal ministero dei Beni Culturali. La Stagione concertistica dell’Orchestra di Padova e del Veneto è realizzata con il sostegno del ministero dei Beni Culturali, della Regione del Veneto, del Comune di Padova e di Fondazione Antonveneta.

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