Cultura


latr316 novembre 20183min80

Napoli, 16 nov. (AdnKronos) – Radiografie, riflettografie e molte altre tecniche diagnostiche non invasive, che servono per ‘guardare’ dentro il corpo umano, sono sempre più spesso utilizzate nell’attività di studio e restauro delle opere d’arte per restituire i capolavori al loro originario splendore e, a volte, per scoprire i ‘pentimenti’ e le tecniche segrete dei grandi Maestri.

Su questo tema Fondazione Bracco, nell’ambito della XVII Settimana della Cultura d’Impresa di Confindustria, ha invitato storici dell’arte, istituzioni ed esperti a confrontarsi martedì 20 novembre 2018 presso la Città della Scienza di Napoli. Nel corso del convegno, intitolato “Art from inside: la diagnostica per immagini applicata al patrimonio culturale”, verrà illustrato come il contributo della scienza permetta di raggiungere importanti evidenze nell’attribuzione dell’opera, nella tecnica e nel processo creativo dell’artista e nella datazione di un manufatto. Verranno raccontati casi concreti, come la storia delle enigmatiche Dame ritratte dai fratelli Pollaiolo, i segreti delle opere di Caravaggio o gli antichi misteri del “Violino Piccolo“ Storioni del 1793.

“Sia come Azienda, sia come Fondazione, da sempre abbiamo dato vita a progetti in cui il connubio arte e scienza è stato la nostra stella polare”, afferma Diana Bracco, Presidente di Fondazione Bracco. “Siamo convinti infatti dell’importanza per l’analisi e la cura del patrimonio culturale dell’imaging diagnostico, un settore di medicina avanzata in cui siamo leader globali. Per noi l’arte e la scienza sono due facce dello stesso amore per il sapere e per il bello che da sempre accende il desiderio degli uomini”.

Al convegno interverranno Gaetano Daniele, Assessore Cultura e Turismo, Comune di Napoli, Antonio Marchiello, Assessore Attività produttive e Ricerca scientifica, Regione Campania e Vito Grassi, Presidente Unione Industriali Napoli e di Confindustria Campania; Roberto Montanari, Direttore del Centro Scienza Nuova dell’Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa” di Napoli, che porterà l’attenzione sul rapporto tra uomo e tecnologia, nonché sui temi della visualizzazione delle informazioni e del loro rapporto con il patrimonio storico-artistico; Rossella Vodret, Storica dell’arte, già Soprintendente Speciale per il Polo Museale Romano, che racconterà quanto emerso nel corso degli studi diagnostici propedeutici alla grandiosa mostra “Dentro Caravaggio” di cui Fondazione Bracco era Partner, e che tanta curiosità hanno destato nelle oltre 400 mila persone che hanno visitato la mostra a Palazzo Reale di Milano nel 2017; Marco Malagodi dell’Università di Pavia, Responsabile del Laboratorio Arvedi dislocato all’interno del Museo del Violino di Cremona, che illustrerà come un violino “piccolo” del 1793 ritrovato da poco possa diventare il baricentro di un sistema di diagnostica, nonché di ricerca nazionale e internazionale, un vero e proprio “messaggio dal passato ritrovato in una bottiglia”; Annalisa Zanni, Direttrice del Museo Poldi Pezzoli di Milano, che svelerà i segreti delle quattro Dame e dei molti capolavori usciti dalle botteghe dei fratelli Pollaiolo e Anna Imponente, Direttrice del Polo Museale della Campania, che focalizzerà il proprio intervento sulle numerose attività diagnostiche svolte dalle istituzioni culturali del territorio.

Al termine del convegno, moderato dalla giornalista Maria Cava e concluso da un intervento di Diana Bracco, il pubblico avrà la possibilità di partecipare a una visita guidata a “The Beauty of Imaging”, la Mostra ideata da Marco Balich e curata insieme a FeelRouge Worldwide Shows, Mauro Belloni e lo Studio Giò Forma di Florian Boje e realizzata dal Gruppo Bracco nel 2017 alla Triennale di Milano in occasione del suo 90° anniversario, e riproposta quest’anno a Napoli.

L’evento di Fondazione Bracco fa parte della 17a edizione della Settimana della Cultura d’Impresa di Confindustria. “Un’iniziativa che riconosce nella cultura un driver fondamentale per lo sviluppo economico sostenibile e diffuso sui territori e alla quale noi di Bracco partecipiamo tutti gli anni”, conclude Diana Bracco.



latr314 novembre 20181min20

Milano, 14 nov. (AdnKronos) – Nell’ambito di una collaborazione con Intesa Sanpaolo, dal 20 novembre prossimo al 20 gennaio 2019, la Estorick Collection of Modern Italian Art di Londra, museo dedicato all’arte italiana del ventesimo secolo, ospita due dipinti di Umberto Boccioni appartenenti alle collezioni d’arte di Intesa Sanpaolo ed esposti in modo permanente nelle Gallerie d’Italia, il museo della Banca a Milano: ‘Tre donne’ e ‘Officine a Porta Romana’. Le due tele di Boccioni si trovano così a dialogare con una selezione di opere del maestro appartenenti alla collezione permanente della Estorick, istituzione impegnata da venti anni a diffondere l’arte italiana presso il pubblico inglese.

Questo special display metterà a fuoco di passaggio dell’artista dal Divisionismo, al suo incontro con il Futurismo e l’impatto dell’estetica cubista. Accanto alle due importanti opere di Intesa Sanpaolo si troveranno altri capolavori di Boccioni come ad esempio il famosissimo Idolo Moderno che segna il passaggio all’estetica del Futurismo da parte del maestro.

Dopo le collaborazioni con il Metropolitan Museum di New York, l’Hermitage di San Pietroburgo e con numerose altre istituzioni artistiche internazionali, si aggiunge un nuovo capitolo all’impegno di Intesa Sanpaolo per diffondere all’estero la cultura italiana e il talento artistico del nostro Paese. Il prestito dei due dipinti rientra nell’ambito del piano trinnale Progetto Cultura di Intesa Sanpaolo.



latr314 novembre 20181min20

(AdnKronos) – Le due opere rappresentano dal punto di vista artistico l’avvicinamento di Boccioni al Futurismo. L’imponente olio raffigurante le Tre donne del 1909-1910 è un dipinto che fu esposto da Boccioni alla “Permanente” di Milano del 1910 e raffigura certamente la madre e la sorella dell’artista, mentre l’altra donna è stata identificata come l’amica Ines ritratta altre volte dal pittore. In questa tela, che rimane per certi versi divisionista, si avverte un doppio registro a cui Boccioni attinge nella ritrattistica dopo la firma del Manifesto futurista. Officine a Porta Romana segna invece uno dei momenti rilevanti nell’opera dell’artista e rappresenta una delle più interessanti fasi nell’analisi della tecnica divisionista, grazie alla quale Boccioni sarà sempre più spinto a sviluppare le traiettorie dinamiche del gesto. In quest’opera l’artista rappresenta infatti una società in pieno sviluppo, in un contesto urbano che si fa sempre più frenetico e dinamico.

“Con il Progetto Cultura, con le straordinarie raccolte d’arte di proprietà e le Gallerie d’Italia a Milano, Napoli e Vicenza, Intesa Sanpaolo – ha sottolineato Michele Coppola, direttore Arte, Cultura, Beni Storici Intesa Sanpaolo – rinnova una tradizione delle banche italiane che risale al Rinascimento, interpretandola in chiave internazionale, nelle relazioni con istituzioni culturali di tutto il mondo. L’impegno in arte e cultura è strutturale e connaturato alla nostra Banca. Siamo un player internazionale anche nel promuovere, con responsabilità e passione, il valore, l’identità e la bellezza artistica del nostro Paese. La partnership con la prestigiosa Estorick Collection di Londra ne è forte testimonianza e permette di valorizzare, attraverso i capolavori di Boccioni custoditi nelle due collezioni, un grande maestro del Novecento italiano.”



latr313 novembre 20181min20

Milano, 13 nov. (AdnKronos) – Per promuovere la cultura “come Stato cosa possiamo fare? Spendere. E’ la prima cosa che ho capito e non è banale. La nostra capacità di spesa non è quella che ci meriteremmo”. Così il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, intervenendo all’inaugurazione dell’anno accademico di Fondazione Milano, che raccoglie le Scuole civiche milanesi di Musica, Teatro, Cinema, Interpreti e traduttori. Lo Stato, sottolinea, “ha un suo ruolo nel promuovere questi settori che sono tra i più dinamici che abbiamo e sui quali il paese deve puntare”.

“In Italia gran parte della spesa culturale viene fatta dagli enti locali. A volte manca il coordinamento. Che non porta titoli su giornali, è lento e faticoso, e non è la prima scelta per chi vuole fare carriera politica, ma è importante”. Un altro aspetto di cui si deve occupare lo Stato è che “deve dare quattrini, ma non inondare di soldi il settore: le economie che hanno speso di più in cultura – rammenta – sono state le economie socialiste. Perché volevano fare passare un messaggio omogeneo. Io sarò contento fino a quando ci saranno spettacoli diversi, che anche detesterò, ma sarà perché non siamo dentro il pensiero unico”.

Qui, aggiunge, “non stiamo parlando del futuro della lingua italiana ma del lavoro delle persone”. E una piaga che riguarda anche il mondo della cultura in senso lato è proprio il “precariato che produce una incertezza esistenziale non degna. Anche questo è un aspetto – conclude Bonisoli – a cui metteremo mano”.



latr32 novembre 20181min70

Milano, 2 nov. (AdnKronos) – Il 4 novembre sarà ancora ‘Domenica al museo’, l’iniziativa del Comune di Milano che prevede l’ingresso gratuito in tutti i musei civici la prima domenica di ogni mese. Sarà quindi possibile visitare gratuitamente i Musei del Castello Sforzesco – Museo della Pietà Rondanini, Pinacoteca, Museo d’Arte Antica, Museo delle Arti Decorative, Museo degli Strumenti Musicali, Museo della Preistoria e Protostoria – il Museo del Novecento, la Collezione permanente del MuDeC (e le due mostre ‘Capitani coraggiosi’ e ‘Se a parlare non resta che il fiume’), la Gam, il Museo Archeologico, il Museo di Storia Naturale, l’Acquario, la Casa Museo Boschi Di Stefano e lo Studio Museo Francesco Messina.Aperti gratuitamente anche La Pinacoteca di Brera e Armani/Silos.

Per l’occasione il Castello Sforzesco propone il nuovo programma di ‘Bimbi al castello’, con laboratori creativi e attività didattiche che porteranno i bambini a scoprire i cortili e i musei della fortezza milanese.

Il calendario delle attività prevede ‘La leggenda dell’ippocastano’ con ritrovo all’Infopoint alle 10.45 – 11 – 12.30 (7/11 anni). Nell’antico parco ducale dovevano esserci magnifici alberi, come nell’attuale parco Sempione. Non era ancora conosciuto però uno degli alberi più belli, il castagno d’India, o ippocastano, sul cui arrivo in Europa si racconterà la bellissima leggenda nata dalla fantasia dell’artista cantastorie Giarcarlo Perempruner. I bambini osserveranno dal vivo queste magnifiche piante e le confronteranno con i più begli alberi dipinti nei quadri della Pinacoteca, per creare poi insieme un’originale composizione di foglie con la tecnica del frottage.



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