Fatti-del-giorno


latr313 gennaio 20191min40

(AdnKronos) – Roma. Sono saliti a 1,2 miliardi i danni provocati dal diffondersi della Xylella fastidiosa, il batterio che provoca il rapido disseccamento dell’olivo, che avanza inesorabilmente in Puglia dove è comparsa per la prima volta nell’ottobre del 2012, quando fu data la prima segnalazione di anomali disseccamenti su un appezzamento di olivo. E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione in occasione della manifestazione degli agricoltori scesi in piazza a Monopoli. A questo punto serve un deciso cambio di passo con risorse per gli agricoltori colpiti e le necessarie “eradicazioni chirurgiche” che, sottolinea la Coldiretti, se fossero state fatte prima avrebbero risparmiato alla Puglia e all’Italia questa situazione drammatica. In questo contesto, è importante la presentazione alla prossima conferenza Stato Regioni del decreto per far partire il piano di interventi per fermare la Xylella fastidiosa in Puglia che il Ministro per le Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio ha annunciato alla manifestazione della Coldiretti a Roma. Di fronte ad uno scenario apocalittico la tempistica è essenziale, affinché le linee programmatiche entrino in vigore almeno in funzione della ripresa vegetativa per consentire i reimpianti, gli innesti e favorire adeguamenti e programmazione delle attività dei frantoi. In sei anni, sottolinea la Coldiretti, si sono susseguiti errori, incertezze e scaricabarile che hanno favorito l’avanzare del contagio che dopo aver fatto seccare gli ulivi leccesi ha intaccato il patrimonio olivicolo di Brindisi e Taranto, arrivando pericolosamente a Monopoli, con effetti disastrosi sull’ambiente, sull’economia e sull’occupazione.



latr313 gennaio 20191min30

(AdnKronos) – Roma. “La Tav è un’opera antimoderna. Non c’è nulla di moderno in quella infrastruttura”. Ad affermarlo il senatore M5S, Gianluigi Paragone, nel corso dell’intervista a ‘In Mezz’ora’ su Rai Tre. “Mi auguro che questo progetto venga assolutamente lasciato. E’ un’opera che non serve”, ha detto sottolineando che il corridoio transeuropeo, Lisbona-Kiev, dove si inserisce la linea Torino-Lione, “non c’è più”. “Non credo – ha quindi aggiunto – che la Tav sarà un incidente per il Governo”.



latr313 gennaio 20191min20

(AdnKronos) – Roma. “Come sta il paese? Aspettiamo i dati sull’ultimo trimestre 2018. Non vedo una recessione, vedo una situazione di stagnazione”. Ad affermarlo il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’. “Credo che alla fine il governo abbia saputo prendere le decisioni giuste nell’interesse dell’Italia. Le scelte -dice- non sono mai facili, specie in una fase di forte rallentamento economico: tra giugno e settembre e poi in seguito il quadro italiano ma anche europeo, il nostro come conseguenza di quello generale, è fortemente cambiato. E si è posto il dilemma se accentuare una politica espansiva per farvi fronte o stare più attenti al deficit, che in una frenata tende a peggiorare”.



latr313 gennaio 20191min00

(AdnKronos) – Roma. “Non c’è mai stata una lettera di dimissioni, neppure nella mia testa. È chiaro che se in futuro il governo impazzisse…”. A dichiararlo è il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, un’intervista al ‘Corriere della Sera’. “Anche Salvini si dimetterebbe se il governo aprisse le strade all’immigrazione. Ma un ministro dell’Economia -dice- non si dimette così, alla leggera, c’è un senso di responsabilità. Alla fine si è dimostrato che il dialogo con Bruxelles è sempre rimasto aperto”.



latr313 gennaio 20191min00

(AdnKronos) – Roma. L’Autorità Nazionale per il petrolio e il gas del Regno del Bahrain (Noga) e Eni hanno firmato oggi un Memorandum d’Intesa con l’obiettivo di perseguire future attività di esplorazione nel Blocco 1, un’area offshore ancora in gran parte inesplorata situata nelle acque territoriali settentrionali del Regno del Bahrain. L’area copre una superficie di oltre 2.800 km2 con una profondità d’acqua che va da 10 a 70 metri. Alla firma hanno partecipato Mohamed Bin Khalifa Al Khalifa, ministro del petrolio del Bahrain e presidente di Noga, e Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni. “Questa alleanza strategica con Eni -dichiara Al Khalifa- è un passo importante per lo sfruttamento delle risorse naturali nell’offshore del Regno. Con la firma di questo memorandum puntiamo a iniziare varie discussioni per valutare tutti gli aspetti rilevanti in termini tecnici e commerciali per le potenziali attività di esplorazione e di sviluppo in tempi brevi”. “Siamo molto contenti della firma di questo accordo e dell’opportunità di esplorare il potenziale del Blocco 1. Questo memorandum -dichiara Descalzi- consentirà a Eni di iniziare a collaborare e investire in un Paese che è stato uno dei primi nel Golfo a produrre petrolio e che ora punta a svelare il suo potenziale offshore. Entrare in Bahrain ci consentirà anche di espandere la nostra presenza in una regione chiave del Medio Oriente, in linea con la nostra strategia di diversificazione del nostro portafoglio esplorativo in bacini petroliferi con potenziale produzione di idrocarburi liquidi, mantenendo quote di partecipazione significative in fase esplorativa”.