Nazionale


latr321 gennaio 20191min00

(AdnKronos) – La distribuzione delle docenti è molto eterogenea per dipartimenti, restando storicamente più bassa nelle scienze dure, ad accezione di biotecnologie e bioscienze, e più alta nelle scienze sociali ed economiche. Come la tendenza nazionale, seppur in miglioramento, si riscontra purtroppo ancora una diversa velocità di accesso ai ruoli superiori per le donne, che arrivano più tardi al livello di prima fascia.

Il primo Bilancio di genere di Milano-Bicocca sarà presentato giovedì alle 11 in Sala Rodolfi alla presenza del rettore Cristina Messa e di Francesca Zajczyk, delegata al coordinamento per la redazione del bilancio di genere. Il volume è a cura del comitato scientifico composto da Marina Calloni, Roberto Cornelli, Carla Facchini, Carmen Leccardi e Tiziana Vettor. “Siamo orgogliosi di questi risultati che testimoniano – afferma il rettore Cristina Messa – l’impegno di Milano-Bicocca nel sostenere i diritti di donne e uomini favorendo la loro crescita personale e professionale in egual misura. Sono ancora tante le azioni e gli interventi in programma per il futuro, ma il nostro Ateneo, come altri, può continuare questo cammino fino a essere un modello per altre Istituzioni”.

“Il primo bilancio di genere d’Ateneo – aggiunge la professoressa Francesca Zajczyk, delegata al coordinamento per la redazione del bilancio di genere – curato dal Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale, ha evidenziato le azioni trasversali messe in atto dall’Università. Gli indicatori mostrano come Milano-Bicocca, Ateneo giovane, abbia investito in misura più equa, rispetto alla media nazionale, sulla professionalità della comunità accademica, anche grazie alla presenza di donne ai vertici dell’Università”.



latr321 gennaio 20191min60

Roma, 21 gen. (AdnKronos) – Indra, società globale di consulenza e tecnologia, ha messo a punto uno scudo intelligente chiamato Arms (Anti Multisensor System Rpas) che rileva la presenza di droni a chilometri di distanza neutralizzandoli nel momento in cui invadono lo spazio aereo. La società, si legge in una nota, ha testato la soluzione nei Paesi dove questo tipo di minaccia è più comune e pericolosa. La soluzione, si legge nella nota, “può prevedere la neutralizzazione di un singolo drone con un intervento ‘chirurgico’, così come eliminare il pericolo di un gruppo di droni adottando misure più aggressive, fino ad attivare una cupola di protezione completa”.

Proteggere un aeroporto, sottolinea Indra, “è molto complesso in quanto non è possibile alterare il traffico o interferire con i sistemi degli aerei. La capacità del sistema di Indra di modulare la risposta in base all’entità del pericolo è quindi fondamentale, tanto quanto la possibilità di essere integrata con i sistemi della torre di controllo al fine di incrociare le informazioni rilevando immediatamente qualsiasi oggetto che vola senza autorizzazione”.

La presenza di droni ha portato questo Natale alla chiusura di aeroporti come quello di Gatwick, causando disagi a migliaia di passeggeri e danni economici stimati in milioni di sterline. La stessa situazione si è ripetuta recentemente a Heathrow per un’ora, accendendo i riflettori del mondo intero sulla sempre maggiore necessità di sistemi anti-drone per le infrastrutture chiave di una nazione. La situazione vissuta dagli aeroporti di Londra non è nuova. Nell’agosto del 2017, anche lo scalo di Arlanda, a Stoccolma, è stato costretto a chiudere per un’ora per lo stesso motivo. Dubai è un altro aeroporto che ha vissuto un evento di questo tipo.



latr321 gennaio 20191min50

(AdnKronos) – I piloti di tutto il mondo, rileva Indra, “riportano regolarmente casi di minore gravità, ma che generano grandi incertezze. Inoltre, il rischio impatta su molte altre aree e strutture. Gli impianti industriali, le centrali nucleari, le infrastrutture, gli edifici ufficiali, le prigioni, gli stadi sportivi o qualsiasi luogo in cui si svolge un evento pubblico possono affrontare lo stesso problema. Un drone può essere, infatti, usato per invadere la privacy delle persone, spiare, perpetrare un attacco o semplicemente per causare un incidente involontariamente, quando si scontra con un veicolo o una persona. Controllare i droni è, tuttavia, molto difficile in quanto alcuni sono estremamente piccoli e volano a bassa quota e velocità. Possono inoltre apparire in modo inaspettato e decollare da qualsiasi punto lasciando poco margine di reazione”.

Lo sviluppo di una soluzione integrata efficace, sottolinea Indra, “richiede pertanto una profonda expertise in diverse aree: tecnologia radar, difesa elettronica e comunicazioni di comando e controllo. Il giusto mix di tutte queste capacità è fondamentale per offrire a ogni cliente lo ‘scudo’ di cui ha bisogno, dal momento che non ci sono due spazi uguali da proteggere. Il sistema Arms di Indra è stato progettato su forti criteri di flessibilità e adattabilità, grazie ad una gamma di sensori per il rilevamento, quali radar, telecamere a infrarossi e sensori a radiofrequenza che svolgono le attività di identificazione dei velivoli”.

La soluzione di Indra utilizza i metodi di soft-killing più efficaci per proteggere gli ambienti civili e neutralizzare tutti i modelli di droni disponibili sul mercato. Può all’occorrenza anche essere adattata per incorporare elementi di hard-killing, che possano abbattere il drone, sebbene questi metodi siano più tipici nell’ambito militare, in cui è necessario affrontare droni tecnologicamente più avanzati e potenzialmente più pericolosi.



latr321 gennaio 20191min50

(AdnKronos) – “Nel complesso, il comparto dei nuovi mutui immobiliari con finalità d’acquisto ha mostrato segnali di recupero mentre le richieste di surroga hanno fatto registrare un rallentamento, soprattutto nella prima parte dell’anno. Più vivace l’andamento dei prestiti, in particolare grazie alla dinamica di quelli personali che si sono caratterizzati per un ritmo di crescita decisamente positivo”, aggiunge Capecchi.

“In questo contesto, per cogliere tutte le opportunità di un mercato che dovrebbe proseguire il suo percorso di consolidamento anche nel 2019, ancorché in trasformazione, le aziende di credito dovranno costruire un’offerta sempre più mirata, personalizzabile e digitale, che esalti l’esperienza di ricerca e di acquisto del prodotto desiderato in chiave customer experience; una nuova proposizione in grado di intercettare e fidelizzare una clientela in continua evoluzione e incline a prendere le proprie decisioni di spesa sul web, anche sulla base di giudizi espressi da altri consumatori”, spiega.

“In quest’ottica appare fondamentale gestire in modo diverso le opportunità di contatto offerte dai canali digitali, implementando strumenti ad hoc che consentano processi agili e veloci, in grado di assicurare l’easy-board della clientela senza tralasciare le adeguate verifiche antifrode e antiriciclaggio nonché la valutazione ‘one-click’ della sostenibilità dell’operazione, in accordo da un lato con le esigenze dei clienti, e con gli obblighi normativi dall’altro”, conclude Capecchi.



latr321 gennaio 20191min40

Venezia, 21 gen. (AdnKronos) – In Veneto nel 2018 aumenta il numero di richieste di credito delle famiglie, ed in particolare le richieste di nuovi mutui e surroghe hanno fatto registrare un aumento del +3,2% rispetto all’anno 2017, in controtendenza rispetto alla flessione registrata a livello nazionale che è risultata essere pari a -0,6%.

Lo sottolinea l’ultimo aggiornamento del Barometro CRIF – che rileva in modo puntuale l’andamento delle richieste di prestiti e mutui da parte delle famiglie (vere e proprie istruttorie formali, non semplici richieste di informazioni o preventivi online) interrogate su EURISC – il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che raccoglie i dati relativi ad oltre 85 milioni di posizioni creditizie – mette in evidenza una sostanziale crescita delle richieste di credito da parte delle famiglie italiane nell’anno 2018 appena concluso.

A livello provinciale, si rileva una crescita abbastanza generalizzata con gli incrementi più consistenti a Treviso (+5,3%), Padova (+4,1%) e Venezia (+3,5%). L’unica provincia che si è caratterizzata per una contrazione delle richieste è stata Rovigo, con un -1,5%. Relativamente agli importi medi richiesti, invece, si registra un aumento complessivo rispetto alla precedente rilevazione del 2017. La provincia di Verona guida la classifica regionale con 136.533 Euro mediamente richiesti, seguita da Padova (127.918 Euro) e da Treviso (126.717 Euro). Il valore medio più contenuto, al contrario, è quello richiesto nella provincia di Rovigo, con 105.179 Euro.