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Treviso, 14 ott. (AdnKronos) – Suole, stop ai “furbetti” della mensa a Treviso. Questa mattina a palazzo Trissino l’assessore all’istruzione Cristina Tolio ha fatto il punto sulle irregolarità riscontrate nella fruizione del servizio mensa nelle scuole primarie e dell’infanzia comunali e statali.

“Ad un anno dall’operazione di risanamento attivata in assessorato – ha puntualizzato l’assessore Cristina Tolio – confermo che il 99% degli utenti paga il servizio mensa. Un dato estremamente positivo che ci conferma che la strada intrapresa dalla nostra amministrazione è corretta. Purtroppo gli uffici dei servizi scolastici hanno rilevato all’interno dell’1% qualche episodio spiacevole che vogliamo segnalare fin da subito, perché le cattive abitudini vanno stoppate nel momento in cui nascono, per evitare che diventino virali”.

L’assessore Tolio ha spiegato che con il nuovo gestionale si parte dal presupposto che i bambini sono considerati tutti presenti a scuola e quindi hanno diritto a mangiare in mensa; spetta al genitore segnalare l’eventuale assenza del figlio per evitare l’addebito del pasto non consumato.

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Pistoia, 14 ott. – (AdnKronos) – All’interno dell’oasi naturalistica Dynamo Camp, due giorni di sport e solidarietà oltre le barriere. Protagonisti della seconda edizione di Medical Device Challenge sono stati gli amministratori delegati, manager e lavoratori delle imprese dei dispositivi medici insieme agli atleti della Fispes, Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali. La due giorni, organizzata da Confindustria Dispositivi Medici a sostegno delle attività di terapia ricreativa dedicate a bambini e ragazzi con patologie gravi di Dynamo Camp, ha visto gli oltre 150 partecipanti sfidare i propri limiti in quattro sfide diverse (staffetta in carrozzina, corsa bendata, getto del peso, rigori con le stampelle), mettendosi nei panni di persone con disabilità.

“Quest’anno – spiega Massimiliano Boggetti, presidente di Confindustria Dispositivi Medici – proviamo ad andare oltre la produzione di dispositivi medici per vivere l’esperienza della loro applicazione nello sport e nella vita. Questa due giorni è rivolta verso chi ha avuto una disabilità, per permettergli non solo di vivere una vita normale ma addirittura di tornare a fare una delle cose più belle, che è lo sport. Siamo orgogliosi di essere qua con loro per celebrare ciò che facciamo ogni giorno”.

Secondo il Presidente Fispes , Sandrino Porru, “Esperienze come queste ci aiutano a vivere meglio insieme. Questo appuntamento non deve essere solo una bella emozione del momento ma deve diventare un punto di partenza per costruire un cammino volto al bene comune. Stare insieme all’interno dello sport vuol dire soprattutto abbattere quelle barriere culturali che non ci permettono di vedere le abilità nella disabilità”.

“Con eventi di questo tipo – afferma Vito Nigro, direttore di Dynamo Camp – si può andare oltre, arrivando a vere e proprie situazioni in cui l’inclusione è alla base di tutto ciò che si fa. La nostra attività come Dynamo Camp è volta a creare esperienze in cui i ‘nostri’ ragazzi possano scoprire che una medesima situazione ha più possibilità e qui, molto spesso, arrivano a toccare con mano che scegliere è possibile per tutti”.

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Roma, 14 ott. (AdnKronos) – Quattro grandi elettrodomestici dismessi dagli italiani su dieci non arrivano mai agli impianti di trattamento autorizzati. Finiscono, invece, in impianti non autorizzati, mercatini dell’usato o abitazioni private.

E quanto emerso dall’indagine condotta dall’associazione Altroconsumo in collaborazione con il consorzio Ecodom su 205 Raee-Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche provenienti da località su tutto il territorio nazionale. Presentata oggi a Roma, l’inchiesta è la prima ad aver sfruttato su larga scala la tecnologia satellitare per monitorare le rotte dei rifiuti elettronici domestici.

Per verificare dove finiscono i Raee consegnati dai privati alle isole ecologiche comunali o ai negozianti per essere inviati verso un trattamento di qualità, Altroconsumo ed Ecodom hanno posizionato un tracker Gps su ognuno dei 205 Raee oggetto dell’indagine in modo da poterne monitorare gli spostamenti in tempo reale, dal momento della loro uscita dalle case dei consumatori fino alla distruzione finale.

Nel dettaglio, su un campione valido di 174 Raee (per altri 31 non è stato possibile effettuare un’analisi completa perché il dispositivo Gps ha interrotto anticipatamente la trasmissione o perché il Raee è ancora in viaggio) solo 107 esemplari (pari al 61% del totale) sono effettivamente approdati in impianti autorizzati, in grado di garantire un trattamento corretto dal punto di vista ambientale. Gli altri 67 esemplari (il 39% del totale) sono stati sottratti alla filiera formale, finendo in impianti non autorizzati oppure in mercatini dell’usato o in abitazioni private.  

La ricerca ha visto la partecipazione di volontari da tutte le Regioni italiane, dai 65 Raee ritirati in Lombardia, all’unico rifiuto del Molise. Gli elettrodomestici monitorati sono stati frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavastoviglie e asciugatrici (i cosiddetti grandi bianchi), compresi nei Raggruppamenti R1 e R2.

Nel 2018, secondo i dati del Centro di Coordinamento Raee, i Sistemi Collettivi operanti in Italia hanno raccolto oltre 310mila tonnellate di Raee, pari al 42,8% della media in peso delle nuove apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato negli ultimi tre anni. L’Unione Europea ha imposto agli Stati Membri un target minimo di raccolta che nel 2019 è passato dal 45% al 65%.

L’indagine di Altroconsumo ed Ecodom ha permesso di stimare che, solo per quanto riguarda i Raee dei Raggruppamenti R1 ed R2, almeno 44mila tonnellate di Raee non vengono conteggiate perché si disperdono. Mentre se fossero inseriti nelle statistiche ufficiali, questi ‘flussi sommersi’ permetterebbero al nostro Paese di raggiungere già oggi un tasso di raccolta pari al 47%, certamente più vicino al target del 65% fissato dall’Europa.  

L’indagine ha portato alla luce molti degli elementi che pregiudicano il corretto funzionamento della filiera dei Raee. “I due aspetti più critici nel nostro Paese sono da un lato l’incompletezza del quadro normativo (basti pensare alla mancata emanazione, dal 2014 ad oggi, del Decreto sulla qualità del trattamento dei Raee oppure all’assenza di regole sulla preparazione per il riutilizzo dei Raee) e dall’altro l’insufficiente livello di controlli sulla filiera (alcuni esempi: verifica dei codici Cer sui rifiuti in uscita dalle isole ecologiche, controlli di processo negli impianti di trattamento, ispezioni negli impianti che gestiscono rifiuti metallici ecc…)”, sottolineano Ecodom e Altroconsumo in una nota congiunta.  

“L’auspicio mio e di Ecodom è che questa ricerca possa dare ai decisori istituzionali, che nei prossimi 10 mesi devono completare il processo di recepimento del pacchetto di Direttive sull’Economia Circolare, indicazioni chiare sulle misure legislative da adottare per far emergere i flussi sommersi di Raee, che oggi tengono l’Italia lontana dagli obiettivi di raccolta fissati dalla Comunità Europea”, sottolinea il presidente di Ecodom, Maurizio Bernardi.  

“Questa indagine dimostra che a fronte di un quadro normativo favorevole a economia circolare e recupero delle materie prime, la filiera mostra ancora vaste e preoccupanti sacche di illegalità. Urge un intervento coordinato delle istituzioni per fermare chi lucra e potenzialmente scoraggia i comportamenti corretti. Da parte nostra abbiamo segnalato i risultati dell’inchiesta al ministero dell’Ambiente e siamo pronti a collaborare con le Forze dell’Ordine”, dice Ivo Tarantino, Responsabile Relazioni Esterne Altroconsumo.

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Palermo, 14 ott. (AdnKronos) – E’ Daria Biancardi la vincitrice della XII edizione di New York Canta – Festival della musica italiana a New York che si è svolto al Master Theatre di Brooklyn. Con il singolo “Come una danza” – scritto da Cassandra Raffaele – Daria è salita sul palco e incantato pubblico e giuria di esperti. Alle 2 di notte, ora italiana, Daria ritira il premio e vede, finalmente, coronato il suo sospirato american dream: “Non riesco ancora a crederci. Per la prima volta nella mia vita, nella città dove tutto può succedere, ho vinto. Ho il cuore pieno di emozione e gratitudine”.

Il sogno americano che si avvera. Daria si era trasferita nella Grande Mela nel 1999 dove, sbarcando il lunario facendo la cameriera, inseguiva la sua passione: il canto. A 20 anni di distanza, la città che non dorme mai l’ha accontentata. “Sento di dovere dire grazie a tante persone, a Mario Fundarotto della Gianfaby Production che, dopo la mia famiglia è la persona che ha più creduto in me, forse più di quanto l’abbia mai fatto io stessa. Ai miei genitori per esserci sempre, al mio compagno Massimiliano Osman, per avermi fatto sempre vedere il meglio che c ‘è in me, a mia figlia Eden che ha dato senso a TUTTO. E poi voglio ringraziare Cassandra Raffaele per avere scritto un brano che è riuscito a creare un ponte sull’oceano e Riccardo Piparo per la produzione artistica impeccabile. Grazie a New York Canta per aver realizzato un sogno. Grazie ai miei compagni di viaggio, cantanti talentuosissimi e persone meravigliose. Grazie New York. I will never forget this night”.

“New York Canta” da 12 anni punta i riflettori sulla tradizione della musica popolare italiana in America e nel mondo. La manifestazione – ideata e diretta da Tony Di Piazza e organizzata dall’Associazione Culturale Italiani New York con la “Scuola di teatro Renato Rascel” – prevede la partecipazione di 10 artisti italiani, provenienti dallo Stivale e dal resto del mondo. Presentato dalla giornalista Monica Marangoni, la kermesse canora – che è stata trasmessa in mondovisione da RAI Italia – ha ospitato il rapper Clementino, Fausto Leali e Sasà Salvaggio oltre ai direttori musicali Beppe Stanco e Cesare Rascel. Ma l’avventura americana non è finita qua perché – prima di tornare in Italia – Daria parteciperà alla parata del “Columbus Day”, sulla 5ta strada, in rappresentanza del festival NY Canta e della tradizione artistica italiana.

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Milano, 14 ott. (AdnKronos Salute) – “La speranza è che in futuro la tecnologia che c’è dietro terapie geniche come il Voretigene neparvovec possa essere utilizzata anche per le malattie in cui, oltre alla componente genetica c’è quella ambientale, come la cataratta, il glaucoma o la degenerazione maculare senile”. E’ l’auspicio di Francesca Simonelli, docente di Malattie dell’apparato visivo nel dipartimento di Oftalmologia dell’università di Napoli e responsabile del Centro studi Retinopatie ereditarie, intervenuta a Milano a margine del convegno “Distrofie retiniche – le risposte della ricerca e il contributo del paziente”, organizzato da Retina Italia Onlus, commentando le potenzialità ai fini della ricerca della terapia genica Voretigene neparvovec.

“Queste terapie sono adatte a malattie monogeniche, quindi legate alla mutazione di un singolo gene e per questo si prestano molto alle malattie dell’occhio”, ha concluso Simonelli, sottolineando come “in questo campo, infatti, siano in corso nel mondo una serie di sperimentazioni su altre malattie dell’occhio”.


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