Cronaca


latr318 novembre 20181min50

Roma, 18 nov. (AdnKronos) – Una madre ed il figlio disabile sono morti in un incendio divampato questa notte intorno all’una in una palazzina di due piani in una frazione del comune di Sarnano in provincia di Macerata. Si è salvato soltanto il padre, disabile, grazie all’intervento dei carabinieri di San Ginesio. L’uomo, nato nel 1950, è stato trovato tra le fiamme su una sedia a rotelle ed è stato ricoverato in ospedale a Macerata per intossicazione da fumo. I militari intervenuti sul posto hanno riportato ustioni alle mani. Lo riferiscono i carabinieri di Macerata.

Una vera tragedia familiare quella che si è consumata nella frazione marchigiana. L’abitazione era completamente circondata da fiamme e fumo. La donna, ritrovata arsa all’interno di un ripostiglio dai vigili del fuoco di Tolentino, Sarnano, Amandola e San Ginesio, sopperiva in tutto alle esigenze del coniuge e del figlio 37enne, ritrovato nella stanza da letto. Ancora da accertare le cause dell’incendio, ma secondo le prime informazioni si ritiene che non sia di origine dolosa. Potrebbe essere stato provocato accidentalmente da una candela o dal camino, per una scintilla o del carbone finito su un divano.



latr318 novembre 20181min20

Milano, 18 nov. (AdnKronos) – Questa mattina un uomo di 47 anni è stato trovato morto sdraiato su una panchina di via Sidoli, a Milano, in zona Dateo. Il 118, intervenuto intorno alle 9 dopo le segnalazioni dei passanti, ha trovato l’uomo, verosimilmente un senza fissa dimora, già in rigor mortis. Il clochard è morto probabilmente per il freddo: nelle ultime 48 ore, le temperature a Milano sono scese di circa 10 gradi.



latr317 novembre 20181min60

Palermo, 17 nov. (AdnKronos) – “Conosco la Sicilia della luce e del lutto. Dei primi e degli ultimi. Voglio ripartire dalla mia terra. Mi candido alle primarie del Pd siciliano, insieme a tutti voi #AvantiSicilia”. Lo annuncia sui social il senatore Pd Davide Faraone.



latr317 novembre 20181min80

Cagliari, 16 nov. – (AdnKronos) – E’ stato recuperato il cadavere di un altro migrante annegato nel a 5 miglia a nord ovest dell’isola del Toro, poco più che uno scoglio, a sud dell’Isola di Sant’Antioco, nel Sulcis. Sale dunque a due il numero delle vittime accertate. Proseguono le ricerche di altri 7 dispersi.

Stanno operando nell’area di ricerca due motovedette della Guardia Costiera, la Cp812, e la G204 della Guardia di Finanza e un elicottero dell’Aeronautica militare dell’80° Csar di Decimomannu.



latr317 novembre 20181min80

Trapani, 17 nov. (AdnKronos) – Maxi sequestro di beni nel Trapanese. Svariati beni immobili (52 appartamenti, 9 villini, 11 magazzini, 8 terreni e 19 garage) autovetture, conti correnti e società – per un valore stimato di circa 21 milioni di euro – sono stati confiscati a due imprenditori considerati “collusi con esponenti delle ‘famiglie mafiose’ della provincia, attivi nel settore edile, che hanno operato nel lucroso settore dei lavori appaltati da enti pubblici in Sicilia”.

L’operazione è stata compiuta da Polizia e Guardia di Finanza di Trapani su provvedimento emesso a conclusione di analisi condotte dagli agenti della Divisione Anticrimine, svolte in collaborazione con la Divisione Anticrimine e il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Trapani.I risultati delle indagini, scrivono gli investigatori, hanno evidenziato “l’appartenenza dei due imprenditori a un gruppo di imprenditori che ‘Cosa Nostra’ ha utilizzato, su mandato di , allo scopo di esercitare, per oltre un decennio, il condizionamento nelle fasi di aggiudicazione di appalti, nell’esecuzione delle opere e nelle forniture”.In particolare il vertice mafioso gestiva tramite i due imprenditori e altri imprenditori i meccanismi di controllo illecito sull’aggiudicazione dei lavori pubblici e sull’esecuzione dei lavori, prevedendo che l’impresa aggiudicataria versasse una percentuale ai funzionari pubblici corrotti e alla famiglia mafiosa di Trapani. Dalle indagini è emersa la strategia di ‘Cosa Nostra’ di aggressione al sistema degli appalti, secondo le direttive date alla consorteria mafiosa da Messina Denaro: un sistema di “fagocitazione occulta degli appalti, di infiltrazione in interi settori produttivi, nonché del sistema politico e amministrativo di questo territorio”.



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