latr323 Settembre 20196min2

Roma, 21 set. (AdnKronos) – Padiglioni e banchine del Salone Nautico prese d’assalto dai visitatori già dall’apertura in questa terza giornata della manifestazione. Una gran folla di operatori del settore e appassionati del mare ha approfittato dello splendido sole di questa mattina a Genova per scoprire tutte le novità della 59esima edizione dell’appuntamento irrinunciabile per gli addetti del comparto e per chi ama il mare e la nautica. In mattinata il Convegno “Genova Hub dell’economia del mare”, a cura di ministero dello Sviluppo Economico, Ice Agenzia, Regione Liguria, Comune di Genova, Ucina Confindustria Nautica, Salone Nautico, ha posto al centro il tema attualissimo della Blue Economy e sulle opportunità offerte dalle economie del mare.

“Compito del Cluster è favorire le occasioni di collaborazione tra le diverse realtà che operano in diversi settori della Blue Economy. – ha detto Giovanni Caprino, vicepresidente Cluster Tecnico Nazionale Big – Per allineare e integrare le roadmap e la azioni di ricerca e le imprenditorialità regionali e nazionali con quelle europee e mediterranee avendo al centro la sostenibilità del mare. La caratteristica di fondo del Cluster è la sua struttura aperta anche oltre gli 85 soci che lo compongono per favorire le occasioni di collaborazione”.

Presente alla manifestazione anche Carlo Ferro presidente Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

“Ice crede molto nel Salone Nautico. A dimostrazione – ha affermato Ferro – Ice ha incrementato del 20% il suo sostegno. La Blue Economy è un’incredibile opportunità per i territori che guardano al futuro e che puntano all’inclusione dei giovani. Il mare non è da sfruttare ma un patrimonio da esaltare, soprattutto come occasione per i giovani”. “Per questo lo stand al Salone di Ice ha dato spazio a cinque start up che Ucina ha selezionato con grande attenzione per interessare diversi settori. Le start up sono infatti dedicate ai nuovi materiali, al riciclo della fibra di carbonio, alla propulsione elettrica, alla connettività e ai sistemi di comunicazione”.

“Il nostro impegno è spostare la città da un passato di grandi aziende a una città impostata sulle nuove tecnologie. – a dirlo è stato Alfredo Viglienzoni, direttore dell’Area Tecnologica e Innovazione del Comune di Genova – Per questo cerchiamo di implementare e abilitare lo sviluppo di aziende innovative e abbiamo avviato un progetto strategico completamente orientato alle peculiarità del territorio con la creazione di uno spazio nell’ambito del Porto Antico in cui generare innovazione e aggregazione. Un incubatore e un acceleratore interamente delegato alla Blue Economy”.

Attilio Raimondi, Senior Expert Ee e responsabile attuazione del Piano Energetico Regionale dell’Emilia Romagna ha detto: “Per ogni intervento è necessario avere una visione dell’economia del mare a lungo periodo e che coinvolga tutti i settori. Abbiamo riassunto il nostro approccio al tema della Blue Economy nella pubblicazione ‘Tra la terra e il Mare’ che raccoglie le analisi e le proposte per la pianificazione dello spazio marittimo della nostra regione”.

Massimiliano Pulice, ceo Arcadis: “Il tema delle dismissioni da parte dello Stato di grandi aree sul mare è di assoluta attualità – ha spiegato – perché gli investitori esteri sono pronti a investire in operazione che interessano questi spazi. Occorre essere in grado di dare certezze perché, contrariamente a quello che si può pensare, gli investitori sono pronti ad assumersi dei rischi a fronte di tempi certi. Ci sono grandi occasioni che stanno cercando in giro per il mondo dove fermarsi. Occorre non perdere queste opportunità”.

“La mission del Distretto è creare le condizioni per attivare fondi di finanziamento per attività di ricerca di investimento per pubblici e privati – ha detto Davide Marini, Distretto Ligure delle Tecnologie Marine – E al momento sono attivati più di 100 progetti per un importo complessivo di 100 milioni di euro che hanno ricadute dirette sul territorio ligure. A cominciare da nove progetti di ricerca industriale più uno di formazione attivati in collaborazione con il Miur. Il nostro obiettivo è creare un punto d’incontro tra domanda e offerta tecnologica tra imprese e ricerca”.

Nella stessa mattinata, nel corso del Convegno, “Come finanziare le Pmi ad elevato potenziale di innovazione”, introdotto da Piero Formenti, vice presidente Ucina Confindustria Nautica e realizzato a cura di Confindustria Bruxelles in collaborazione con Ucina, sono stati presentati due strumenti di sostegno alle Pmi che hanno il fine di trovare finanziamenti per sviluppare business plan ad elevato potenziale di innovazione.

Il primo strumento da poco istituito dalla Comunità europea è l’European Innovation Council e prevede un investimento da parte della Ue in aziende che vogliono sviluppare idee e applicazioni distruptive andando a finanziare anche innovazioni che non esistono ancora sul mercato ma con una potenzialità molto elevata di rivoluzionare il relativo segmento di mercato. Il primo bando di questo nuovo strumento sarà pubblicato l’8 di ottobre.

Nella seconda parte del convegno è intervenuta Francesca Natali del fondo di private equity ed è stata illustrata la potenzialità di finanziamento con strumenti di venture capital e private equity per le Pmi. Nel settore della nautica c’è stata la testimonianza di Francesco Pirro gruppo Sno che ha presentato l’esperienza di sviluppo del brand B. Shiver, attraverso l’investimento strategico che ha effettuato Meta Group.

“Parliamo di nuove caratteristiche di aiuto all’investimento, – ha affermato Leonardo Pinna, Confindustria Bruxelles – per sostenere gli imprenditori affinché loro progetti possano essere finanziati da fondi comunitari, passando direttamente dalla Comunità Europea senza intermediazioni. L’European Innovation Council costituisce una nuova frontiera di investimenti e un importante acceleratore, capace di aiutare aziende a velocizzare i processi di crescita”.

“L’Unione Europea sta cercando nuovi strumenti per permettere alle imprese di portare sul mercato progetti all’avanguardia – ha proseguito – all’interno della piattaforma europea per poter essere competitivi. Inizialmente tutti i finanziamenti erano a fondo perduto, adesso grazie all’European Innovation Council ci sono finanziamenti di 15 milioni che hanno danno un boost grazie allo strumento dell’Equity. Questi finanziamenti sono dedicati alle PMI e alle Startup che si trovano nella fase di avvio di un nuovo progetto”.

“Tale progetto – ha precisato Pinna – deve essere un progetto ad alto rischio ed allo stesso tempo visionario, che non è riuscito a trovare finanziamenti altrove. L’Unione Europea vuole finanziare aziende che saranno, in quattro o cinque anni, leader nei mercati mondiali, intercettando progetti visionari. Finanziamenti che vanno dai 500.000 fino ai 2,5 milioni di euro. Esistono tre criteri per giudicare il progetto: eccellenza, impatto e assieme a chi si porta avanti il progetto. Esiste inoltre una scala per stabilire quel è il grado di innovazione dell’azienda”.

“Questi finanziamenti permettono agli imprenditori di guardare al futuro con serenità. ha detto Francesca Natali, Meta Group Srl – L’investitore vuole aiutare l’azienda a trovare il denaro più giusto per quel progetto. Valutare la capacità di attrarre denaro verso un’impresa privata per presentarsi con successo verso i finanziatori. L’investitore scommette sulle capacità di rapida crescita di un’azienda. Il venture dopo un po’ esce dall’azienda sperando di ricevere indietro i propri soldi aumentati. ‘Invest to exit’ mettere soldi su progetti con alto rischio di fallimento per uscire alla scadenza con un buon guadagno”.

Infine, Francesco Pirro del gruppo Sno Yachts/ B Shiver ha raccontato che “nel 2008, durante un periodo di profonda crisi, abbiamo pensato di aderire a questo progetto. L’azienda è cosi riuscita a crescere, vendendo barche in tutto il mondo, riuscendo inoltre ad entrare nel mercato Usa. Facciamo parte del gruppo Sno, ma siamo riusciti ad aprire un sito all’avanguardia solamente Novamarine. Meta Venture ha creduto in noi fornendo capitale, adesso possiamo così affrontare investimenti importanti”.

latr322 Settembre 20191min6

Genova, 22 set. (AdnKronos)

“Abbiamo deciso di aprire delle presenze settimanali di funzionari Ice a disposizione delle imprese in ogni regione per un giorno alla settimana e presto apriremo anche a Genova”. Lo ha detto all’Adnkronos Carlo Ferro, presidente di Ice-Agenzia a Genova a margine della sua partecipazione al forum Genova-Hub dell’Economia del Mare, promosso nel Breitling Theatre organizzato all’interno del Salone Nautico di Genova.

Ferro ha parlato dell’impegno sui territori e in particolare di quanto realizzato e in via di realizzazione in Liguria. “Credo che stiamo facendo oggi con la città di Genova e con la Liguria cose molto importanti – ha sottolineato – Nel capoluogo ligure per esempio abbiamo portato la primavera scorsa una società della Silicon Valley che si è insediata qua al Porto Antico con il proprio headquarter europeo, è una bella cosa perché sono posti di lavoro del futuro. Su Savona le cose che si stanno facendo con la Cina credo siano importanti perché l’40% del nuovo terminal è un investitore cinese. L’attenzione quindi è grande su tutti i settori per le imprese e soprattutto per le piccole e medie imprese”.

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Milano, 21 set. (AdnKronos) – Il sistema moda italiano è un settore chiave per l’economia italiana generando 24 miliardi di euro di valore aggiunto, secondo uno studio realizzato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, che domani partecipa, a modo suo, alla Milano Fashion Week. Il gruppo ospiterà la sfilata Next Trend, che si svolgerà alle 18 nello storico Palazzo delle Colonne di via Verdi. A sfilare saranno dieci stilisti italiani provenienti da Bologna, Firenze, Mantova, Milano, Napoli, Udine e Vercelli.

Secondo lo studio, il sistema moda italiano rappresenta il 10,6% del manifatturiero e occupa circa 500 mila addetti, ovvero il 13% degli addetti occupati complessivamente nella manifattura italiana. Non si tratta solo di un’eccellenza nazionale: poco meno del 40% del valore aggiunto generato dal sistema moda dell’Unione Europea è associabile all’Italia, una quota pari a tre volte quella tedesca, quattro volte quella spagnola e cinque volte quella francese.

latr321 Settembre 20191min6

(AdnKronos) – Nei primi sette mesi del 2019 il fatturato del sistema moda è aumentato a prezzi correnti del 3% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente, grazie al traino della filiera della pelle (+8,1% tendenziale). Segnali di tenuta sono poi venuti dalle vendite di abbigliamento (+0,8%), mentre i produttori più a monte del tessile hanno accusato un lieve calo (-1%). Ancora una volta le imprese italiane del sistema moda hanno conseguito ottime performance sui mercati esteri, dove hanno messo a segno una crescita delle esportazioni pari al 7,9%, con punte del +10,8% nella filiera della pelle e un progresso del 9,9% nel comparto dell’abbigliamento.

“La moda è uno dei settori trainanti non solo per la città di Milano, ma soprattutto per l’economia del Paese. La nostra Banca diviene piattaforma di crescita offrendo alle imprese non solo il supporto finanziario necessario, ma anche una opportunità di visibilità durante un evento importante come la fashion week e una spinta ulteriore verso la crescita nei mercati esteri”, osserva Stefano Barrese, responsabile divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo.

Le dieci imprese ospiti domani in passerella saranno Franco Ferraro, Gazel, Hanita Push, Minavara, Mantù, Martino Midali, Oblique Creations, Oliveira Fabiana, Soloblu, Stefano De Lellis.

latr321 Settembre 20191min6

Milano, 21 set. (AdnKronos) – Cresce l’export della moda italiana e nei primi sei mesi dell’anno vale 28 miliardi di euro. E’ quanto rileva uno studio della Camera di commercio di Milano-Monza Brianza-Lodi. Nel primo semestre del 2019, il business all’estero è cresciuto del 7,3% rispetto allo stesso periodo un anno fa, con la Svizzera tra le maggiori destinazioni insieme a Francia, Germania e Stati Uniti. In Svizzera la crescita è del 54,6%, dovuta soprattutto a borse e pelletteria (l’export italiano nel settore passa infatti dai 900 milioni del 2018 a 1,8 miliardi del 2019). Seguono Francia (2,9 miliardi, +8,2%) e Germania (2,3 miliardi). Quarti gli Stati Uniti con 1,7 miliardi (+8,9%).

Le prime due province sono Firenze e Milano con circa 4 miliardi di export in sei mesi. Solo di abbigliamento, Milano esporta 1,5 miliardi in sei mesi. Poi c’è Vicenza con 2,3 miliardi complessivi, di cui 1,2 miliardi di articoli da viaggio e pelletteria. Seguono Treviso e Prato che superano il miliardo complessivo di export e sono specializzate rispettivamente in calzature e tessuti. Toscana e Lombardia sono quindi protagoniste della moda italiana con 6,9 miliardi di export, e rappresentano ciascuna un quarto del totale italiano.


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