latr314 marzo 20191min20

New York, 14 mar. (AdnKronos) – Il boss della famiglia Gambino, il 53enne Francesco ‘Frank’ Calì, è stato ucciso ieri sera in un sanguinoso agguato davanti alla sua residenza di Staten Island, a New York. Secondo quanto riferiscono fonti della polizia, l’uomo è stato trivellato con sei colpi di arma da fuoco al petto e poi investito da un camioncino blu Hilltop Terrace, in Todt Hill, alle 21.15 circa, ora locale.

I medici lo hanno portato con urgenza all’ospedale universitario di Staten Island, dove è deceduto per le ferite riportate. Secondo i media si tratta del primo assassinio di rilievo negli ambienti della criminalità organizzata di New York da oltre 30 anni. L’ultimo omicidio di un boss è infatti avvenuto nel 1985.

Noto come ‘FrankieBoy’, Calì è stato membro del comitato direttivo della famiglia Gambino per diversi anni e nel 2015 ne è diventato il capo, al posto del sessantatreenne Domenico Cefalù. Originario della Sicilia, Calì ha profonde radici nella mafia siciliana e sua moglie è la nipote del boss italoamericano Giovanni ‘John’ Gambino. Anche suo fratello Joseph e il cognato Peter Inzerillo fanno parte della cosca.

latr313 marzo 20193min19

Londra, 13 mar. (AdnKronos) – Brexit, è caos. Il Parlamento britannico approva con 312 voti a favore e 308 contrari l’emendamento della conservatrice Caroline Spelman che respinge del tutto l’ipotesi di un’uscita ‘disordinata’ dall’Unione europea. La Camera dei comuni britannica ha approvato, poi, con 321 voti a favore e 278 contrari l’emendamento del governo che respinge l’ipotesi di un’uscita dalla Ue senza accordo il 29 marzo. Poco prima aveva bocciato con 374 voti contrari e 164 a favore, l’emendamento, a firma dell’ex ministro conservatore Damian Green, cosiddetto compromesso Malthouse, che chiedeva all’esecutivo di procedere con una proroga dell’articolo 50 fino alla mezzanotte del 22 maggio prossimo, data alla quale il Regno Unito dovrà lasciare l’Ue.

“La mozione del governo che sarà presentata” giovedì “fissa a mercoledì prossimo la scadenza per approvare un accordo sulla Brexit” ha annunciato lo speaker della Camera dei comuni, John Bercow, precisando che “se per allora sarà approvato un accordo, il governo chiederà una proroga dell’articolo 50 fino al 30 giugno. Ma se non sarà approvato, il governo avrà bisogno di un’estensione più lunga, che richiederà la partecipazione del Regno Unito” alle elezioni europee del prossimo 26 maggio.

“Se si vuole evitare un no deal, bisogna votare un accordo” ha detto la premier britannica Theresa May, dopo il voto alla Camera dei comuni, sottolineando come ci sia stata “una chiara maggioranza” contro un’uscita senza accordo e assicurando che chiederà una proroga dell’articolo 50. “La mozione che presenteremo domani indicherà la scelta fondamentale di questa aula. Se la Camera dei comuni troverà un modo nei prossimi giorni per sostenere un accordo, permetterà al governo di cercare un’estensione breve, tecnica, limitata dell’articolo 50 – ha affermato la May, ancora senza voce, in una breve dichiarazione – per dare il tempo di approvare la legislazione necessaria e ratificare l’accordo che abbiamo raggiunto con l’Ue”. “Ma – ha continuato la premier – lasciatemi essere chiara: un’estensione tecnica breve sarà offerta solo se abbiamo un accordo. Dunque, la Camera deve capire ed accettare che, se non è disposta a sostenere un accordo nei prossimi giorni e non è disposta a sostenere un’uscita senza accordo il 29 marzo, allora sta indicando che c’è bisogno di una proroga molto più lunga dell’articolo 50. Una tale estensione richiederà indubbiamente che il Regno Unito partecipi alle elezioni europee del maggio prossimo. Non penso che sarebbe la giusta soluzione”. “Ma la Camera – ha concluso – deve affrontare le conseguenze delle decisioni che prende”.

Una proroga dell’articolo 50 è adesso “inevitabile” ha detto anche il leader dell’opposizione laburista, Jeremy Corbyn. “Troviamo una soluzione per affrontare la crisi che ha di fronte questo Paese e le sue profonde preoccupazioni”, ha esortato.

La Commissione Europea, afferma un portavoce, “prende atto dei voti di questa sera alla Camera dei Comuni. Ci sono solo due modi per lasciare l’Ue: con o senza un accordo”. “L’Ue è preparata per entrambi. Per togliere il ‘no deal’ dal tavolo, non basta votare contro il ‘no deal’: bisogna arrivare ad un accordo. Abbiamo raggiunto un accordo con il primo ministro britannico e l’Ue è pronta a firmarlo”.

latr313 marzo 20192min18

Londra, 13 mar. (AdnKronos) – Brexit, è caos. Il Parlamento britannico approva con 312 voti a favore e 308 contrari l’emendamento della conservatrice Caroline Spelman che respinge del tutto l’ipotesi di un’uscita ‘disordinata’ dall’Unione europea. La Camera dei comuni britannica ha approvato, poi, con 321 voti a favore e 278 contrari l’emendamento del governo che respinge l’ipotesi di un’uscita dalla Ue senza accordo il 29 marzo. Poco prima aveva bocciato con 374 voti contrari e 164 a favore, l’emendamento, a firma dell’ex ministro conservatore Damian Green, cosiddetto compromesso Malthouse, che chiedeva all’esecutivo di procedere con una proroga dell’articolo 50 fino alla mezzanotte del 22 maggio prossimo, data alla quale il Regno Unito dovrà lasciare l’Ue.

“Se si vuole evitare un no deal, bisogna votare un accordo” ha detto la premier britannica Theresa May, dopo il voto alla Camera dei comuni, sottolineando come ci sia stata “una chiara maggioranza” contro un’uscita senza accordo e assicurando che chiederà una proroga dell’articolo 50. “La mozione che presenteremo domani indicherà la scelta fondamentale di questa aula. Se la Camera dei comuni troverà un modo nei prossimi giorni per sostenere un accordo, permetterà al governo di cercare un’estensione breve, tecnica, limitata dell’articolo 50 – ha affermato la May, ancora senza voce, in una breve dichiarazione – per dare il tempo di approvare la legislazione necessaria e ratificare l’accordo che abbiamo raggiunto con l’Ue”. “Ma – ha continuato la premier – lasciatemi essere chiara: un’estensione tecnica breve sarà offerta solo se abbiamo un accordo. Dunque, la Camera deve capire ed accettare che, se non è disposta a sostenere un accordo nei prossimi giorni e non è disposta a sostenere un’uscita senza accordo il 29 marzo, allora sta indicando che c’è bisogno di una proroga molto più lunga dell’articolo 50. Una tale estensione richiederà indubbiamente che il Regno Unito partecipi alle elezioni europee del maggio prossimo. Non penso che sarebbe la giusta soluzione”. “Ma la Camera – ha concluso – deve affrontare le conseguenze delle decisioni che prende”.

Una proroga dell’articolo 50 è adesso “inevitabile” ha detto anche il leader dell’opposizione laburista, Jeremy Corbyn. “Troviamo una soluzione per affrontare la crisi che ha di fronte questo Paese e le sue profonde preoccupazioni”, ha esortato.

La Commissione Europea, afferma un portavoce, “prende atto dei voti di questa sera alla Camera dei Comuni. Ci sono solo due modi per lasciare l’Ue: con o senza un accordo”. “L’Ue è preparata per entrambi. Per togliere il ‘no deal’ dal tavolo, non basta votare contro il ‘no deal’: bisogna arrivare ad un accordo. Abbiamo raggiunto un accordo con il primo ministro britannico e l’Ue è pronta a firmarlo”.

latr311 marzo 20193min18

Kiev, 11 mar. (AdnKronos) – Al Bano è stato inserito nelle persone considerate come “una minaccia per la sicurezza nazionale” in Ucraina, come emerge dall’elenco aggiornato nei giorni scorsi pubblicato sul sito del ministero della cultura a Kiev in risposta a una richiesta dei servizi dell’Sbu, scrive il Kiev Post. Sono 147 gli artisti inseriti in questa lista sin dal 2015. Fra loro, anche il regista russo Nikita Mikhalkov. Il cantante non ha mai fatto mistero della sua ammirazione per Putin, che ha anche incontrato nel 2017. “Io una minaccia per la sicurezza dell’Ucraina? Ma figuriamoci: io sono una persona normale, che canta. Non ho mai fatto politica” dice il cantante pugliese all’Adnkronos. Ad Al Bano viene rimproverata la sua pubblica ammirazione per Putin e il cantante ribatte “se qualcuno merita di essere nominato in positivo io lo faccio” aggiungendo subito che “non ho mai fatto neanche una dichiarazione contro l’Ucraina. Io porto canzoni di pace e non di guerra e non a caso il brano ‘Libertà’ è stato inserito tra quelli di maggior successo proprio in Ucraina”. “Anni fa mi successe qualcosa del genere con l’Azerbaijan: avevo cantato in una città armena senza sapere del vecchio conflitto tra i due paesi, ma non avevo cantato contro l’Azerbaijan, avevo solo cantato in Armenia. Poi ci ciano chiariti e ora sono amato anche in Azerbaijan”. “La mia coscienza, allora come oggi, è libera tranquilla, non ho mai fatto o detto niente contro l’Ucraina. Mi hanno chiesto in tutte le parti del mondo perché vado in Russia e ho sempre risposto che vado perché mi chiamano per cantare, come è normale; poi sulla Russia dico quel che penso senza volere offendere o criticare altri Paesi. Passerà anche questa, ci chiariremo, non vedo l’ora di incontrare l’ambasciatore dell’Ucraina in Italia per capire meglio”.

Nei giorni scorsi l’Ucraina aveva annunciato la sua decisione di non partecipare all’edizione di quest’anno del concorso canoro Eurovision (che si terrà a maggio in Israele) dopo che la cantante più votata e quindi scelta dal broadcaster nazionale Maruv aveva rifiutato di accogliere le richieste imposte dagli organizzatori, fra cui la cancellazione dei concerti che aveva previsto in Russia, e la stessa cosa hanno poi fatto i successivi tre artisti nella classifica.

BORGHEZIO LO DIFENDE – “Esprimo totale condanna nei confronti del provvedimento – dice l’eurodeputato della Lega Mario Borghezio -, totalmente illegittimo ed infondato, con il quale l’Ucraina ha decretato l’ostracismo nei confronti di Al Bano, uno fra i migliori rappresentanti della musica leggera e della canzone popolare italiana nel mondo”. “Farò sentire immediatamente la mia voce a Strasburgo sia in forma scritta che orale ed esprimo fin d’ora totale solidarietà all’artista, noto ovunque come cantore dei sentimenti di pace, fratellanza e libertà”, conclude il leghista.

NON SOLO ALBANO – Ma nella lista nera dell’Ucraina non compare, ovviamente, solo Al Bano. Insieme al cantante, ultimo aggiunto lo scorso 6 marzo, compaiono altre 146 persone, fra cui l’attore francese Gerard Depardieu e quello americano Steven Seagal, entrambi fan dichiarati di Vladimir Putin e cittadini onorari russi.

Ma anche Yuliya Samoilova, la cantante russa in sedia a rotelle che era stata candidata da Mosca a Eurovision 2017, edizione ospitata proprio in Ucraina, innescando nuove polemiche incrociate fra i due paesi ex fratelli. Colpito dal bando anche il crooner originario del Donbass noto anche come il ‘Frank Sinatra sovietico’ Yosip Kobzon, ora 77enne deputato alla Duma e il suo collega serbo Goran Bregovic. Molti degli artisti considerati come minaccia alla sicurezza nazionale ucraina si sono esibiti in Crimea o ne hanno sostenuto l’annessione alla Russia.

latr311 marzo 20191min21

(AdnKronos) – “Dopo una triste ricerca, da parte della squadra di soccorso, della scatola nera dell’aereo B737- Max 8 che si è schiantato vicino alla capitale etiope Addis Abeba, pochi minuti dopo il decollo di domenica mattina, Ethiopian Airlines annuncia che il Registratore Digitale dei Dati di Volo (DFDR) e il Registratore di Voce della Cabina di Pilotaggio (CVR) sono stati ritrovati”, si legge nella nota.

“Nel frattempo, Ethiopian Airlines Group – prosegue l’aviolinea – ha sospeso immediatamente le operazioni commerciali di tutti gli aeromobili Boeing 737-Max 8 dopo il tragico incidente; mentre si presume che la causa dell’incidente si trovi nei dati della scatola nera”.

Ethiopian Airlines “ha continuato a monitorare la situazione da vicino con tutte le parti interessate e sta fornendo tutto il sostegno necessario alle famiglie delle vittime nei suoi centri di assistenza familiare negli aeroporti di Addis Abeba e Nairobi”.


© Copyright by Eslife Innovation S.r.l.s. All rights reserved. – P.IVA 02667580811 | Testata numero 210 del 18 gennaio 2018 – Registrata presso il tribunale di Marsala | Direttore responsabile: Mariella Ballatore