Esteri


latr315 gennaio 20191min70

Gerusalemme, 15 gen. (AdnKronos) – Tre carabinieri italiani, a quanto apprende l’Adnkronos, si sono rifugiati nella sede dell’Unwra a Gaza e sono assediati dalle forze di Hamas. Sarebbero 4, invece, gli italiani secondo il sito del Jerusalem Post. Per il quotidiano l’ambasciatore italiano Gianluigi Benedetti avrebbe incontrato oggi il leader di Hamas Ismail Haniyeh nel tentativo di risolvere la crisi che va avanti da 48 ore.

A quanto si legge, ieri i quattro si sono rifiutati di fermarsi a un posto di blocco di Hamas. Hanno proseguito con la loro auto e sono stati inseguiti dagli uomini del movimento palestinese che controlla Gaza. Gli italiani sarebbero muniti di armi automatiche.

Secondo il sito, malgrado l’Unwra confermi che si tratta di cittadini italiani, Hamas sarebbe preoccupato della possibilità che si tratti di israeliani che usano passaporti italiani.



latr315 gennaio 20194min110

New York, 15 gen. (AdnKronos) – Infuriato con gli alleati Nato per la vicenda dei finanziamenti all’Alleanza, lo scorso anno Donald Trump, in diverse discussioni riservate con membri della sua squadra di sicurezza, ha parlato della possibile uscita degli Stati Uniti dalla Nato. E’ quanto rivela il New York Times, sottolineando come una mossa così clamorosa sarebbe il compimento di uno dei principali desideri di Vladimir Putin, cioè l’indebolimmento, se non la fine, dell’Alleanza Atlantica, da 70 anni deterrente dell’aggressività prima sovietica ora russa in Europa.

Secondo le fonti citate dal Times, che nei giorni scorsi ha rivelato che nel 2017 l’Fbi ha avviato un’indagine per stabilire se l’allora appena insediato presidente lavorasse per la Russia, nei giorni del burrascoso vertice della Nato dello scorso luglio, durante i quali Trump ha attaccato duramente gli alleati accusandoli di non rispettare gli impegni presi di finanziamento alla Difesa, il presidente ha detto ai suoi funzionari di non vedere il senso di continuare in un’alleanza militare che si presenta solo come una perdita per gli Stati Uniti.

Secondo la ricostruzione del Times, l’allora capo del Pentagono Jim Mattis, ora licenziatosi per polemica con la decisione di ritirarsi dalla Siria, e il consigliere per la Sicurezza Nazionale riuscirono ad evitare ogni riferimento al ritiro, mossa che potrebbe ridurre drasticamente l’influenza di Washington e rafforzare Mosca per i prossimi decenni.

Ma ora ex ed attuali membri dell’amministrazione temono che, di fronte a nuove polemiche sui finanziamenti alla Nato, Trump possa ritornare su queste minacce. Interpellati dal Times, portavoce della Casa Bianca si sono limitati a fare riferimento alla dichiarazione dello scorso luglio di Trump in cui ha riaffermato l’impegno “molto forte” degli Stati Uniti in seno di un’Alleanza “molto importante”.

L’ex comandante in capo delle forze Nato, l’ammiraglio James Stavridis, ha detto che “anche solo parlare dell’idea di lasciare la Nato, tanto più farlo effettivamente, sarebbe il regalo del secolo a Putin”. E sarebbe, ha aggiunto parlando al Times, “un errore geopolitico di dimensioni epiche”.

FRATTINI – Franco Frattini, ex ministro degli Esteri, all’Adnkronos commenta così lo scenario delineato dal New York Times: “Gli Stati Uniti non usciranno dalla Nato, ma c’è il rischio concreto di un disimpegno. E quando l’America smette di collaborare con i suoi alleati, si crea il caos”. “Trump, sin dall’inizio del suo mandato, ha definito la Nato un’organizzazione obsoleta perché ritiene che non sia rispondente alle esigenze contemplate dalla linea ‘America First’. Il presidente degli Stati Uniti dice che gli altri paesi sono consumatori di sicurezza, mentre l’America è l’unico produttore”, afferma Frattini, a Mosca per partecipare al Gaidar Forum. “Se questi propositi si concretizzassero, sarebbe un problema drammatico. L’Europa si sta dimostrando totalmente incapace di elaborare una difesa propria. Se potessi dire che c’è una linea europea sarei meno preoccupato”, prosegue.

“La Nato, a mio avviso, non sarà abbandonata dagli Stati Uniti. Ma c’è il rischio di un disimpegno di Washington. E quando l’America smette di collaborare con i suoi alleati, si crea il caos”, ribadisce. Si va incontro al “rischio di un rallentamento della Nato, con l’Europa che somiglia ad un vaso di cristallo in mezzo a vasi di metallo molto solidi”. “Azzardo un’ipotesi: Trump non condivide che la Nato mostri la faccia feroce con la Russia e faccia poco di più. Non abbiamo visto grandi operazioni antiterrorismo o su altri teatri: per l’America, non ha senso continuare a pagare per un’organizzazione che ha come compito principale quello di sostenere i paesi baltici e la Polonia di fronte alla Russia”.

TRICARICO – Il generale Leonardo Tricarico, già capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, oggi presidente della Fondazione Icsa, afferma all’Adnkronos: “Oggi rinunciare alla Nato sarebbe un gravissimo errore, e non solo da parte degli Stati Uniti. Tuttavia, andrebbe avviato un profondo processo di revisione dell’Alleanza creando nuovi basi su cui discutere dei veri rischi della collettività. Non certo della ‘finta’ aggressione di Putin”. Secondo Tricarico, che negli anni ’98-99 fu comandante delle forze aeree italiane durante il conflitto in Kosovo, sarebbe inoltre auspicabile che gli States “anziché paventare lo scioglimento, cessino di abusare della loro posizione da ‘azionisti di maggioranza’ indirizzando i comportamenti della stessa Organizzazione”.

“Una delle prime affermazioni di Trump in materia di politica di Difesa – ricorda Tricarico – è stata quella di definire ‘obsoleta’ la Nato e a dire la verità il concetto non è destituito di fondamento, seppure grossolano. Ad ogni modo tale affermazione non ha mai avuto alcun effetto concreto, se non la ripetuta lamentela degli Stati Uniti di sopportare in massima parte gli oneri dell’Alleanza”. Se si vogliono trovare però delle ragioni in quel che pensa il presidente Usa, “è vero che la Nato avrebbe bisogno, come l’Europa, di una rivisitazione della sua ragion d’essere”. Quel che non va incoraggiata, semmai, “è una politica di inclusione di paesi dell’Est Europa. La Nato non ha bisogno di new entry ma solo di un profondo processo di revisione”.



latr315 gennaio 20191min110

Washington, 15 gen. (AdnKronos/Dpa) – Con i cuochi della Casa Bianca assenti a causa dello shutdown, Donald Trump, di cui è noto l’amore per il fast food, ha organizzato un banchetto a base di 300 hamburger, pizza e “molte, molte patatine fritte” per i giocatori della squadra della Clemson University, vincitori del campionato universitario di football.

“La ragione per cui abbiamo dovuto fare questo è lo shutdown, volevamo che tutto fosse perfetto e quindi abbiamo ordinato fuori” ha spiegato il presidente accogliendo gli ospiti di fronte ad una tavola imbandita alla Casa Bianca con gli hamburger nelle scatole delle principali catene di fast food, McDonald’s, Burger King e Wendy’s. Tutto “grande cibo americano”, ha detto. “Se è americano, mi piace, è tutta roba americana”, ha aggiunto.

La portavoce della Casa Bianca, Sara Sanders, ha poi twittato per addossare ai democratici la colpa del blocco delle attività del governo, arrivato al 24esimo giorno, per il loro rifiuto di finanziare il Muro. E spiegare che il presidente “ha pagato di tasca propria per il catering dei alcune delle principali catene di fast food americane”.



latr314 gennaio 20191min100

Varsavia, 14 gen. (AdnKronos) – E’ morto Pawel Adamowicz, il sindaco di Danzica accoltellato ieri sera sul palco di un concerto di beneficenza di fronte a migliaia di persone. Lo rendono noto fonti mediche citate dall’agenzia Pap. Colpito da un fendente vicino al cuore, era stato sottoposto a un intervento chirurgico di cinque ore per quella che veniva descritta come una “grave ferita al cuore”. I medici avevano sottolineano la necessità di molte trasfusioni: così a Danzica erano stati organizzati punti per la raccolta di sangue per il sindaco. Esponente di punta dell’opposizione al governo della destra populista, guidato dal partito ‘Diritto e Giustizia’, dal 1998 era alla guida della città che diede i natali a Solidarnosc. Adamowicz, esponente di ‘Piattaforma civica (Po)’, era molto noto in Polonia e all’estero come un forte sostenitore dei diritti della comunità Lgbt e dei migranti e rifugiati, in controtendenza con il crescere dei sentimenti anti-immigrati nel Paese. “Io sono un europeo e quindi per natura sono aperto”, aveva detto in un’intervista al ‘Guardian’ aggiungendo: “Danzica è un porto e deve sempre essere un rifugio per chi arriva dal mare”.



latr314 gennaio 20191min60

Varsavia, 14 gen. (AdnKronos) – Un fendente vicino al cuore. E’ in gravi condizioni il sindaco di Danzica, Paweł Adamowicz, accoltellato domenica sera sul palco di un concerto di beneficenza di fronte a migliaia di persone. Esponente di punta dell’opposizione al governo della destra populista, guidato dal partito ‘Diritto e Giustizia’, che dal 1998 è alla guida della città che diede i natali a Solidarnosc, Adamowicz è stato sottoposto ad un intervento chirurgico di cinque ore per quella che viene descritta come una “grave ferita al cuore”.

I medici sottolineano la necessità di molte trasfusioni: a Danzica sono stati quindi organizzati punti per la raccolta di sangue per il sindaco. E’ stato inoltre indetta una manifestazione contro la violenza. Adamowicz, esponente di ‘Piattaforma civica (Po)’, è molto noto in Polonia e all’estero come un forte sostenitore dei diritti della comunità Lgbt e dei migranti e rifugiati, in controtendenza con il crescere dei sentimenti anti-immigrati nel Paese. “Io sono un europeo e quindi per natura sono aperto” ha detto in un’intervista al ‘Guardian’. “Danzica è un porto e debba sempre essere un rifugio per chi arriva dal mare”.