Politica


latr321 gennaio 20191min70

Roma, 21 gen. (AdnKronos) – “D’ora in poi quelli che vogliono sbarcare glieli portiamo a Marsiglia, chiederò a Ue sanzioni contro quei paesi che colonizzano l’Africa”. Lo dice a Rtl 102.5, Luigi Di Maio, puntando il dito contro la Francia di Macron. “Si parla solo degli effetti, dei morti in mare, ma la Ue ignora quello che la Francia fa in Africa”, aggiunge: “La Francia stampa il franco delle colonie con cui si fa finanziare parte del suo debito, per far stare gli africani in Africa basta che i francesi se ne stiano a a casa loro”.

La stessa linea era stata indicata ieri da . Ospite di Fabio Fazio a Che Tempo Che Fa su Rai1, l’ex parlamentare M5S alla domanda del conduttore su quale sia la sua soluzione al problema dei migranti ha risposto: “Salverei le persone e le porterei a Marsiglia, fino a che non si crea un incidente diplomatico con la Francia il problema non si risolve”. E ha continuato: “Non saranno certo i porti chiusi o il muro di Trump a fermare queste migrazioni”.



latr320 gennaio 20192min170

Rooma, 20 gen. (AdnKronos) (di Francesco Saita) – di Francesco Saita

La nuova vita di Renzo Bossi all’ombra del Cremlino: oggi founder e ceo della Resil Srl, azienda attiva in Russia nel campo dell’import-export e dei rapporti internazionali. Una vita di cui il secondogenito di Umberto Bossi, fondatore della Lega, fresco di una condanna a 30 mesi per le spese pazze in Pirellone (dove sedeva da consigliere leghista tra il 2010 e il 2012), non parla volentieri. “Come sapete – dice all’AdnKronos Bossi jr noto come ‘il Trota’ – dopo aver lasciato la politica mi occupo ormai di agricoltura, nella nostra azienda” del Brenta “produciamo formaggi e salumi”. “E non mi occupo più di Lega, anche se di tanto in tanto qualcuno di quelli con cui stavo in Regione lo sento e lo vedo”, aggiunge ancora. A quanto risulta all’AdnKronos, però, il rampollo trentenne di Bossi, già al centro della cronaca per la vicenda della laurea ‘acquistata’ nel 2012 in Albania, è ora di casa nel Paese di Putin, tanto da aver fatto stampare anche la carta stampata dell’azienda in cirillico. “Sì – ammette Renzo Bossi – ho anche questa mia società, mia al 100%. Nata nel 2014, oltre che in Russia è attiva anche in Gran Bretagna e Svizzera”. “Noi – spiega – sosteniamo le aziende commercialmente e sviluppiamo per loro import-export”. Bossi jr guida la Resil srl, che ha sede a Milano. Azienda che – come si legge nel sito internet – “vuole affiancarsi alle piccole e medie imprese italiane, che vogliono far conoscere ai mercati esteri l’alta qualità del made in Italy”. Una start up che si descrive “come una realtà dinamica e snella che, abbinata a un alto livello di professionalità e competenze riguardanti le dinamiche imprenditoriali e finanziarie, guida i propri clienti attraverso le opportunità che i mercati offrono quotidianamente”. “Resil – scrivono dal gruppo – sta sviluppando un’ampia rete internazionale di contatti e partnership consolidate da continui scambi interculturali e interdisciplinari in grado di poter fornire nuovi canali commerciali attraverso progetti con una solida base di conoscenze a livello globale”. Renzo Bossi divenne il Trota a metà settembre di quasi undici anni fa. A chi, in quel 13 settembre del 2008, alla falde del sacro Po, sul Monviso, al padre Senatur chiedeva se Renzo sarebbe diventato il suo delfino, il leader in camicia verde spiegava che “per ora, è una trota”. Augurandosi che piuttosto che la politica avrebbe preferito per il suo ragazzo gli studi: “Mi piacerebbe che facesse Economia e Commercio e diventasse commercialista che è più sicuro”.



latr320 gennaio 20192min110

Roma, 20 gen. (AdnKronos) – “Presidente Conte, vuoi essere trasparente al 100 per cento? Allora portaci quella fattura…”. E’ l”appello’ che la Iena Antonino Monteleone rivolge al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, circa la fattura emessa per avere difeso insieme con Guido Alpa, nel 2002, l’Autorità della privacy da un ricorso della Rai. Conte e Alpa però negano da mesi di essere stati soci in affari e di avere quindi emesso due fatture separate. Di questa vicenda si occuperà la puntata di stasera delle ‘Iene’ su Italia 1.

“Ci eravamo lasciati a ottobre con Conte che diceva che c’erano fatture separate, allora – racconta Monteleone all’AdnKronos -, ci siamo rivolti al Garante della privacy chiedendo l’accesso agli atti, ma l’Autorità ci ha risposto a novembre con dieci pagine per motivare il diniego, motivazioni che il nostro avvocato ritiene paradossali. Per questo abbiamo fatto ricorso al Tar. Se si scoprisse che c’è stata una fattura unica, significherebbe che i due erano soci in affari e quindi il concorso da professore ordinario di Conte all’Università di Caserta andrebbe nel cestino perché Alpa era presidente della commissione – aggiunge Monteleone – L’avvocato Alpa alla nostra richiesta si è opposto, ma Conte, che abbiamo incontrato all’inaugurazione dell’Anno Accademico della Sapienza, ci ha detto che sono state emesse fatture separate. Alla nostra richiesta di mostrarci la sua fattura, però, è sembrato vacillare”.

“Il premier fa il ‘furbo’ – aggiunge la Iena – perché dice che la fattura è del 2002, quando invece è stata emessa e pagata nel 2010 e lui deve conservarla per dieci anni. Questa reticenza per noi è sospetta, noi siamo qui e se Conte vuole la fattura può darcela. Sull’altro fronte, quello dell’autorità, il presidente Antonello Soro ci risponde: ‘ci vediamo al Tar’. Hanno trasformato la fattura di un avvocato in segreto di Stato. Eppure si tratta di documenti emessi da un ente pubblico. Conte, vuoi essere trasparente al 100%? Allora portaci la fattura. Io sono convinto che il Tar, che si esprimerà a marzo, svelerà tutto, perché se dovesse darci torto, significherebbe stracciare via del tutto la normativa Foia (Freedom of information act del 2016, ndr)”, conclude Monteleone.



latr320 gennaio 20191min110

Roma, 20 gen. (AdnKronos) – “Mi intristisce quello che dice Salvini in mare, perché manca di umanità, è un cinico”. Intervistato dall’Adnkronos, non usa mezzi termini Gregorio De Falco, ex senatore dei Cinque Stelle espulso dal Movimento come ‘ribelle’ e ora passato al gruppo Misto. “Non so se ci sarà una Norimberga come dice Leoluca Orlando – spiega -, ma un giudizio morale c’è comunque”.

E’ vero, continua De Falco, “che statisticamente sono diminuiti gli sbarchi, ma sono aumentate di molto le morti, bisogna riflettere”. Per l’ufficiale della Guardia Costiera “la tesi che con la loro presenza in mare le Ong possano essere di ‘stimolo’ per far partire gli scafisti con a bordo i migranti, in realtà non sembra trovare riscontro nei fatti, almeno in base agli studi che abbiamo”.

Da De Falco anche un messaggio al leader del M5S: “A Di Maio ricordo che noi abbiamo sempre detto ‘nessuno rimanga indietro’ e non abbiamo escluso da questo la povera gente o chi è naufrago”. Il capo politico dei Cinque Stelle ha puntato nelle scorse ore ha puntato il dito contro gli effetti perduranti del colonialismo in Africa, dicendo che “l’Europa ipocrita pensa agli effetti di cause che non ha mai affrontato”.



latr319 gennaio 20191min130

Roma, 19 gen. (AdnKronos) – “Di Maio usa un ‘bignami’ della geopolitica un po’ datato forse preso in prestito da qualche bancarella: lodevole l’invito ai Paesi europei a lasciare l’Africa agli africani ma il nostro vicepremier che non sa di lavoro, non sa di economia, sulla geopolitica va anche peggio”. Lo afferma Claudia Porchietto, deputata di Forza Italia.

“Quiz -aggiunge- per il nostro statista Di Maio: qual è la neo potenza mondiale che sta ‘depredando’ l’Africa di materie prime, cibo, terra, in cambio di opinabili infrastrutture -che il vicepremier Di Maio mostra cosi di odiare- e che vi esporta come manodopera gratis i propri detenuti come lavoratori a zero costi? Vogliamo essere generosi. Diamo un aiutino: parola con 4 lettere ed è uno dei Paesi che Di Maio si e’ affrettato a visitare non appena al governo”.