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latr321 gennaio 20191min00

Roma, 21 gen. (AdnKronos) – Per il salvataggio di Alitalia “non c’è più tempo da perdere, è arrivato il momento delle scelte”. Ad affermarlo il presidente dell’Associazione Nazionale Piloti, Marco Veneziani, per il quale “il Governo e i commissari straordinari della compagnia devono arrivare a una decisione entro la fine di questo mese” per la scelta del potenziale partner e per la predisposizione del nuovo piano industriale. Tra Lufthansa e Delta-Air France, “e’ evidente, come nel 2008, che siamo di fronte a bivio ma, a differenza di allora, non vediamo altre alternative”.

“Alitalia continua a perdere 1,5 milione al giorno e i soldi stanno per finire. Bisogna fare presto perché non dobbiamo arrivare con l’acqua alla gola”, avverte ancora Veneziani. “Purtroppo, dal Governo tutto tace e questo – sottolinea – non va bene. Aspettiamo ora una convocazione entro gennaio”.



latr321 gennaio 20192min00

Milano, 21 gen. (AdnKronos) – Equilibrio perfetto di uomini e di donne tra le figure di comando dell’Università di Milano-Bicocca. È quanto emerge dal primo bilancio di genere che sarà presentato il 24 gennaio e analizza la situazione ripercorrendo i vent’anni di storia dell’Ateneo. Milano-Bicocca è la prima università italiana a essere diretta da un rettore e un direttore generale donna. L’Ateneo consegue risultati migliori rispetto alla media nazionale: le donne rappresentano il 44 per cento del corpo docente, il 60 per cento del personale tecnico-amministrativo e il 62 per cento degli studenti. In più, sono sei le donne alla guida dei dipartimenti su un totale di quattordici. Situazione confermata anche all’interno dei principali organi d’Ateneo, tra cui il cda e il Senato Accademico, dove nel 2018 si è registrata una parità assoluta.

Per quanto riguarda gli studenti, a fronte di un aumento costante negli anni che ha portato a una sostanziale parità di genere presso tutti i corsi di laurea, i Dipartimenti con più alta presenza femminile sono: Scienze umane della formazione (88,1 per cento), Psicologia (79,4 per cento) e Sociologia (70,3 per cento). Tra i corsi di laurea, invece, si distinguono il corso di laurea in Scienze dell’Educazione e il corso di laurea magistrale in Biologia.

La distribuzione delle docenti è molto eterogenea per dipartimenti, restando storicamente più bassa nelle scienze dure, ad accezione di biotecnologie e bioscienze, e più alta nelle scienze sociali ed economiche. Come la tendenza nazionale, seppur in miglioramento, si riscontra purtroppo ancora una diversa velocità di accesso ai ruoli superiori per le donne, che arrivano più tardi al livello di prima fascia.

Il primo Bilancio di genere di Milano-Bicocca sarà presentato giovedì alle 11 in Sala Rodolfi alla presenza del rettore Cristina Messa e di Francesca Zajczyk, delegata al coordinamento per la redazione del bilancio di genere. Il volume è a cura del comitato scientifico composto da Marina Calloni, Roberto Cornelli, Carla Facchini, Carmen Leccardi e Tiziana Vettor. “Siamo orgogliosi di questi risultati che testimoniano – afferma il rettore Cristina Messa – l’impegno di Milano-Bicocca nel sostenere i diritti di donne e uomini favorendo la loro crescita personale e professionale in egual misura. Sono ancora tante le azioni e gli interventi in programma per il futuro, ma il nostro Ateneo, come altri, può continuare questo cammino fino a essere un modello per altre Istituzioni”.

“Il primo bilancio di genere d’Ateneo – aggiunge la professoressa Francesca Zajczyk, delegata al coordinamento per la redazione del bilancio di genere – curato dal Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale, ha evidenziato le azioni trasversali messe in atto dall’Università. Gli indicatori mostrano come Milano-Bicocca, Ateneo giovane, abbia investito in misura più equa, rispetto alla media nazionale, sulla professionalità della comunità accademica, anche grazie alla presenza di donne ai vertici dell’Università”.



latr321 gennaio 20191min00

(AdnKronos) – Volontarinsieme ha finanziato, per circa 25mila euro, il progetto “FIXIT” che prevede momenti di formazione e di eventuale inserimento al lavoro, in collaborazione con realtà imprenditoriali della provincia, di giovani immigrati ospiti nelle strutture del territorio (hub o SPRAR) e in attesa dello status di rifugiato o di protezione umanitaria.

“Rischiamo di vedere vanificati tutti gli sforzi, e le risorse economiche impiegate, per avviare una vera integrazione e dare la possibilità a questi giovani di avere un futuro, anche lavorativo – sottolinea Franceschini – E’ inaccettabile, poi, che parte de 35 euro procapite per richiedente asilo di cui dispongono gli enti gestori, non possano essere destinati a formazione e progetti di integrazione. La capacità di adesione di questi ragazzi a progetti di questo tipo è molto più alta al momento del loro arrivo nel nostro Paese, carichi di aspettative, di speranze, di progetti. Dopo due anni di vita vegetale, dove dormono e mangiano solamente, ci si trova di fronte a persone meno vitali, recettive e capaci di cogliere le opportunità.”

“C’è poi la questione sicurezza, all’indomani dell’approvazione del decreto che impone regole stringenti per l’inserimento dei migranti nel sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati. Dai primi monitoraggi tra i responsabile di servizi Sprar, dei gestori degli hub di accoglienza e le varie cooperative che gestiscono i Cas, il rischio rilevato è che molte persone si ritrovino allo sbando, senza poter essere accolto in strutture idonee, rimanendo quindi in balia delle organizzazioni criminali e di chi sfrutta il lavoro nero. E’ per questo che chiediamo una profonda riflessione ai nostri politici e governanti, per non fare gravi passi indietro sul percorso di accoglienza e integrazione che il nostro Paese, non senza fatica, aveva conquistato”, conclude Franceschini.



latr321 gennaio 20191min30

(AdnKronos) – La distribuzione delle docenti è molto eterogenea per dipartimenti, restando storicamente più bassa nelle scienze dure, ad accezione di biotecnologie e bioscienze, e più alta nelle scienze sociali ed economiche. Come la tendenza nazionale, seppur in miglioramento, si riscontra purtroppo ancora una diversa velocità di accesso ai ruoli superiori per le donne, che arrivano più tardi al livello di prima fascia.

Il primo Bilancio di genere di Milano-Bicocca sarà presentato giovedì alle 11 in Sala Rodolfi alla presenza del rettore Cristina Messa e di Francesca Zajczyk, delegata al coordinamento per la redazione del bilancio di genere. Il volume è a cura del comitato scientifico composto da Marina Calloni, Roberto Cornelli, Carla Facchini, Carmen Leccardi e Tiziana Vettor. “Siamo orgogliosi di questi risultati che testimoniano – afferma il rettore Cristina Messa – l’impegno di Milano-Bicocca nel sostenere i diritti di donne e uomini favorendo la loro crescita personale e professionale in egual misura. Sono ancora tante le azioni e gli interventi in programma per il futuro, ma il nostro Ateneo, come altri, può continuare questo cammino fino a essere un modello per altre Istituzioni”.

“Il primo bilancio di genere d’Ateneo – aggiunge la professoressa Francesca Zajczyk, delegata al coordinamento per la redazione del bilancio di genere – curato dal Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale, ha evidenziato le azioni trasversali messe in atto dall’Università. Gli indicatori mostrano come Milano-Bicocca, Ateneo giovane, abbia investito in misura più equa, rispetto alla media nazionale, sulla professionalità della comunità accademica, anche grazie alla presenza di donne ai vertici dell’Università”.



latr321 gennaio 20191min60

(AdnKronos) – I piloti di tutto il mondo, rileva Indra, “riportano regolarmente casi di minore gravità, ma che generano grandi incertezze. Inoltre, il rischio impatta su molte altre aree e strutture. Gli impianti industriali, le centrali nucleari, le infrastrutture, gli edifici ufficiali, le prigioni, gli stadi sportivi o qualsiasi luogo in cui si svolge un evento pubblico possono affrontare lo stesso problema. Un drone può essere, infatti, usato per invadere la privacy delle persone, spiare, perpetrare un attacco o semplicemente per causare un incidente involontariamente, quando si scontra con un veicolo o una persona. Controllare i droni è, tuttavia, molto difficile in quanto alcuni sono estremamente piccoli e volano a bassa quota e velocità. Possono inoltre apparire in modo inaspettato e decollare da qualsiasi punto lasciando poco margine di reazione”.

Lo sviluppo di una soluzione integrata efficace, sottolinea Indra, “richiede pertanto una profonda expertise in diverse aree: tecnologia radar, difesa elettronica e comunicazioni di comando e controllo. Il giusto mix di tutte queste capacità è fondamentale per offrire a ogni cliente lo ‘scudo’ di cui ha bisogno, dal momento che non ci sono due spazi uguali da proteggere. Il sistema Arms di Indra è stato progettato su forti criteri di flessibilità e adattabilità, grazie ad una gamma di sensori per il rilevamento, quali radar, telecamere a infrarossi e sensori a radiofrequenza che svolgono le attività di identificazione dei velivoli”.

La soluzione di Indra utilizza i metodi di soft-killing più efficaci per proteggere gli ambienti civili e neutralizzare tutti i modelli di droni disponibili sul mercato. Può all’occorrenza anche essere adattata per incorporare elementi di hard-killing, che possano abbattere il drone, sebbene questi metodi siano più tipici nell’ambito militare, in cui è necessario affrontare droni tecnologicamente più avanzati e potenzialmente più pericolosi.