Pescatori mazaresi sequestrati, nel Dl rilancio 500mila Euro ai familiari

12 Dicembre 20201min1310

Il governo corre in aiuto, in qualche modo, nei confronti dei familiari dei pescatori mazaresi detenuti in Libia. Previsto infatti nel decreto rilancio, approvato in commissione al Senato, 500 mila euro a loro destinati.
Lo stanziamento è destinato a “misure di sostegno ai familiari del personale imbarcato e di contributi all’impresa di pesca, nei casi di sequestro in alto mare da parte di forze straniere anche non regolari” e riguarda anche gli avvenimenti del 2020. L’emendamento è stato presentato da tre esponenti Iv: Eugenio Comincini, Davide Faraone e Donatella Conzatti. Sul caso dei 18 pescatori di Mazara, da 3 mesi sequestrati in Libia, ieri è intervenuto anche il Consiglio europeo: «L’Ue chiede l’immediato rilascio dei pescatori italiani detenuti» in Libia «dall’inizio di settembre senza alcuna procedura legale». Da Palazzo Chigi che la richiesta di inserire la destinazione della somma al caso di pescatori incarcerati è partita da una richiesta del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Il resto del passaggio dei leader Ue sulla Libia precisa che «il Consiglio europeo invita tutti gli attori ad agire in conformità ai principi del processo di Berlino».
«L’Ue ricorda l’offerta di sostenere la guardia costiera libica attraverso la formazione e il monitoraggio, nonchè la fornitura di attrezzature e navi, in conformità con il diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario».

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