Una seduta carica di tensione quella di mercoledì scorso in Consiglio Comunale a Trapani, dove il dibattito si è diviso tra la denuncia di una grave emergenza e un acceso scontro verbale sulle forme del linguaggio istituzionale.
Al centro dell’intervento del consigliere di minoranza Maurizio Miceli c’è la difficile situazione di una famiglia residente in via Federico De Roberto. Da giorni il nucleo familiare, al cui interno vive un figlio con disabilità, è privo di acqua corrente a causa di verifiche sulla potabilità, che tardano ad arrivare a conclusione. “Non è accettabile,” ha incalzato Miceli, sottolineando come la mancanza di un servizio essenziale comprometta le condizioni minime di igiene e assistenza necessarie per un soggetto fragile. L’appello all’Amministrazione è stato perentorio: interventi immediati e tempi certi per restituire dignità e normalità alla famiglia.
La cronaca della seduta si è poi tinta di toni aspri,quando il confronto si è spostato tra Miceli e la consigliera del PD, Marzia Patti. A scatenare il diverbio è stata la scelta lessicale di Miceli, che si è rivolto alla collega appellandola prima come “signorina” e successivamente utilizzando il maschile “il consigliere”.
La reazione di Patti non si è fatta attendere, rivendicando il diritto a essere riconosciuta nel proprio ruolo con il genere corretto — “la consigliera” — e rigettando l’uso di “signorina”, considerato un termine inappropriato e sminuente in un contesto solenne come quello dell’aula consiliare.
INTERVISTA- Trapani. Consiglio Comunale tra emergenze e scontro: il caso di via De Roberto e la “lite di genere” tra Miceli e Patti
Ti consigliamo





