domenica 12 Aprile 2026

Tra Russia e Armenia, un viaggio sinfonico tra epica e danza nei prossimi appuntamenti della Foss

Tra Russia e Armenia, un viaggio sinfonico tra epica e danza nei prossimi appuntamenti della Foss

PALERMO (ITALPRESS) – Tradizione culturale russa e identità armena, storie e leggende cariche di slancio epico, virtuosismo e variegato colore orchestrale: questi i temi che uniscono il programma dei prossimi concerti della 66ma Stagione dell’Orchestra Sinfonica Siciliana, in programma venerdì 10 aprile alle ore 20.30 e sabato 11 aprile alle ore 17.30 al Politeama Garibaldi di Palermo. Sul podio salirà il direttore armeno Karen Durgaryan, protagonista di una carriera internazionale che lo ha visto alla guida di importanti teatri e orchestre europee e asiatiche, affiancato dal pianista Vardan Mamikonian, interprete di grande prestigio e presenza costante nelle principali sale da concerto del mondo.

Il concerto si apre con l’Ouverture da Ruslan e Ljudmila di Michail Ivanovic Glinka, una delle pagine più celebri del repertorio russo. Tratta dall’opera omonima ispirata al poema di Puškin, l’ouverture è un concentrato di energia e brillantezza: un brano rapido, scintillante, costruito su temi contrastanti, tra slancio festoso e cantabilità lirica. In pochi minuti Glinka riesce a condensare un mondo sonoro vivace e immediatamente comunicativo, che ha contribuito a definire le basi della scuola nazionale russa. Cuore della prima parte è la Ballata eroica per pianoforte e orchestra di Arno Babadžanjan, pagina di grande impatto espressivo e virtuosistico, eseguita raramente nelle sale da concerto italiane. Composta nel 1950, l’opera unisce il linguaggio sinfonico del Novecento alla tradizione melodica armena, rielaborata in una scrittura moderna e personale. Il pianoforte assume un ruolo centrale, alternando passaggi di grande brillantezza tecnica a momenti più lirici e meditativi, in un continuo dialogo con l’orchestra. La Ballata si sviluppa come un unico grande arco narrativo, nel quale convivono tensione eroica e intensità emotiva, con richiami stilistici che rimandano a Rachmaninov, Prokof’ev e Chacaturjan.

Nella seconda parte il programma è interamente dedicato a Aram Chacaturjan, uno dei compositori più rappresentativi del Novecento sovietico, di origine armena. Saranno eseguite tre celebri suite tratte dai suoi balletti e dalle musiche di scena, in una selezione curata dallo stesso direttore. Da Spartacus – balletto ispirato alla rivolta degli schiavi guidata dal celebre gladiatore – vengono proposti alcuni dei brani più noti, tra cui la sensuale Variazione di Aegina, il celebre Adagio di Spartacus e Phrygia, di grande intensità lirica, e le danze dal forte carattere ritmico che restituiscono l’energia drammatica della vicenda. Segue una selezione da Gajane, balletto ambientato in Armenia, in cui Chacaturjan valorizza melodie e ritmi popolari in una scrittura ricca di colori e contrasti. Tra i brani più celebri figurano la Danza delle fanciulle delle rose, di grande eleganza, la Ninna nanna, pagina di intensa dolcezza, e la travolgente Lezghinka finale, danza caucasica dal ritmo incalzante. Chiude il programma la Suite da Maškaráda, musiche di scena per il dramma di Lermontov: cinque brani di grande popolarità, tra cui il celebre Valzer, il Notturno e il Galop finale, che uniscono raffinatezza melodica e brillantezza orchestrale.

Sul podio, Karen Durgaryan, già Direttore Principale del Teatro dell’Opera e del Balletto Nazionale Armeno e oggi nuovamente alla guida dell’istituzione, è riconosciuto per la profonda conoscenza del repertorio russo e armeno. La sua carriera lo ha portato a dirigere nei principali teatri europei, tra cui la Bayerische Staatsoper, l’Opéra National de Lyon e il Teatro di San Carlo di Napoli, consolidando nel tempo un rapporto privilegiato con il pubblico italiano. Accanto a lui, Vardan Mamikonian, pianista di straordinaria solidità tecnica e sensibilità musicale, ospite delle più prestigiose sale da concerto internazionali – dal Musikverein di Vienna alla Carnegie Hall di New York – e collaboratore di importanti orchestre e direttori. Il suo repertorio e la sua cifra interpretativa trovano nella Ballata eroica di Babadžanjan un terreno ideale, tra virtuosismo e profondità espressiva.

– Foto ufficio stampa Foss –

(ITALPRESS).

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