mercoledì 10 Giugno 2026

Spazio, presentati gli Stati generali al Mimit. Urso: “Italia protagonista”

ROMA (ITALPRESS) – Venti eventi nelle sedici regioni italiane sede dei distretti industriali dell’aerospazio del Paese, per raccontare come l’Italia stia tornando protagonista in uno dei grandi comparti del futuro. E’ il programma degli Stati Generali dello Spazio, promosso dall’Intergruppo parlamentare per lo Spazio e presentato oggi a Palazzo Piacentini, sede del Mimit, alla presenza del ministro delle Imprese e del Made in Italy e Autorità delegata alle politiche spaziali e aerospaziali, Adolfo Urso, e del presidente dell’Intergruppo, Andrea Mascaretti.
“Lo spazio è un settore che oggi unisce l’Italia e proietta la sua industria e la sua economia nel futuro. Venti eventi in sedici regioni, dal Nord al Sud, promossi da un Intergruppo parlamentare che riunisce maggioranza e opposizione e accompagnati dal Governo con la presenza di quindici ministri e otto tra viceministri e sottosegretari, dimostrano che il Paese ha scelto di fare sistema su una delle frontiere decisive della crescita, della sicurezza e della sovranità tecnologica”, ha detto Urso. “Lo spazio non è più soltanto ricerca o esplorazione: è industria, sicurezza, comunicazioni, dati, servizi, difesa, competitività. Chi presidia oggi lo spazio presidia una parte decisiva dell’economia e della sovranità di domani. L’Italia ha scelto di essere tra i Paesi che guidano questa nuova fase”, ha aggiunto il ministro.
“Gli Stati Generali dello Spazio servono a supportare questa sfida nazionale, partendo dai territori dove è presente l’eccellenza dell’industria aerospaziale italiana: imprese, universita, centri di ricerca, startup e giovani competenze”, ha dichiarato Mascaretti. “La Space Economy è uno dei luoghi in cui nascono oggi i lavori del futuro e in cui l’Italia può trasformare ricerca e industria in crescita concreta. Dai servizi satellitari alla telemedicina, dalla formazione a distanza al monitoraggio ambientale, lo spazio produce ricadute economiche e sociali immediate, anche per le comunità e le aree interne che oggi chiedono più connessioni, più opportunità e più presenza dello Stato”. Nel corso della conferenza stampa il ministro Urso, in veste di Autorità delegata alle politiche spaziali e aerospaziali, ha presentato numeri e risultati della strategia nazionale per l’economia dello spazio, che sta rafforzando il ruolo dell’Italia in uno dei comparti più avanzati e competitivi. Tra il 2021 e il 2024 il fatturato della filiera spaziale è cresciuto da 1,9 a 3,1 miliardi di euro, mentre gli addetti sono passati da 5,9 a 8,9 mila. L’export dell’aerospazio ha registrato un incremento del 23,3% rispetto al 2022 e gli investimenti diretti esteri nel settore sono aumentati del 37,1%. Il mercato italiano dei servizi di Osservazione della Terra ha raggiunto nel 2025 i 340 milioni di euro, con una crescita del 73% dal 2022.
A sostegno di questa nuova centralità industriale, tecnologica e strategica, il Governo ha destinato all’ecosistema aerospaziale 7,8 miliardi di euro al 2028, tra risorse nazionali ed europee: 3,5 miliardi per il contributo italiano all’Agenzia Spaziale Europea, 2,3 miliardi per l’Agenzia Spaziale Italiana e 2 miliardi tra PNRR e amministrazioni nazionali. Le risorse del PNRR hanno inoltre consentito la realizzazione di quattro Space Factory in Piemonte, Lombardia, Lazio e Puglia, piattaforme produttive al servizio della filiera, delle PMI e delle startup. “Numeri che confermano come lo spazio sia uno dei nuovi comparti emergenti del Made in Italy e una leva decisiva della politica industriale nazionale”, ha sottolineato Urso. “Dietro questa crescita c’è un ecosistema industriale completo, dall’osservazione della Terra ai lanciatori, dai satelliti ai servizi applicativi, fino alle missioni di esplorazione. E’ su questa capacità di presidiare l’intera filiera che l’Italia stiamo costruendo questo nuovo protagonismo italiano nella nuova economia dello spazio”. Il ministro Urso ha infine ripercorso l’impegno del Governo per costruire una cornice nazionale ed europea all’altezza della nuova economia dello spazio: dalla prima legge italiana sul settore, che disciplina anche il ruolo dei privati e sostiene startup e PMI, al contributo dell’Italia alla definizione dello Space Act europeo; dalla presidenza di turno del Consiglio ministeriale dell’ESA fino al 2028 al rafforzamento del rapporto strategico con la NASA. In questo quadro si inserisce anche la partecipazione italiana al programma Artemis, con la realizzazione nel nostro Paese del modulo abitativo destinato a consentire una presenza stabile degli astronauti sulla Luna. “Abbiamo riportato lo spazio al centro della politica industriale nazionale e della proiezione internazionale dell’Italia”, ha affermato Urso. “Dalle regole agli investimenti, dall’ESA alla NASA, fino alla nuova sfida lunare, l’Italia dimostra di avere scienza, tecnologia e imprese per stare sulla frontiera più avanzata dello spazio”.

– foto: xb1/Italpress –

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