Francesco Tanasi, giurista e Segretario Nazionale Codacons, insieme all’associazione “Cittadini senza paura contro tutte le mafie”, lancia nella Giornata nazionale della legalità una proposta rivolta agli Atenei siciliani per istituire un Patto universitario contro tutte le mafie, con l’obiettivo di portare stabilmente nelle aule universitarie la cultura della legalità, della denuncia, della trasparenza e del coraggio civile.
Nel giorno in cui l’Italia ricorda la strage di Capaci e il sacrificio di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e degli agenti della scorta, Tanasi chiede alle università siciliane di assumere un ruolo centrale nella formazione delle nuove generazioni, trasformando la memoria in un percorso concreto di educazione civile e responsabilità pubblica.
Secondo Tanasi, il mondo accademico siciliano può diventare un presidio permanente contro la cultura mafiosa, attraverso incontri, lezioni, laboratori, testimonianze, sportelli di ascolto e percorsi trasversali rivolti agli studenti di tutte le discipline, non solo giuridiche, ma anche economiche, scientifiche, sanitarie, tecnologiche e sociali.
Il Segretario Nazionale Codacons sottolinea che la lotta alle mafie non riguarda soltanto magistrati, forze dell’ordine e istituzioni giudiziarie, ma coinvolge l’intera società civile, a partire dai luoghi in cui si formano competenze, responsabilità e futuro.
Tanasi propone quindi di costruire un ponte stabile tra università, cittadini, associazioni, istituzioni e territori, con particolare attenzione ai temi del racket, dell’usura, della corruzione, del riciclaggio, delle intimidazioni e delle infiltrazioni criminali nell’economia e nella pubblica amministrazione.
“Le mafie non si combattono solo nelle aule giudiziarie, ma anche nelle aule universitarie, dove si formano i cittadini, i professionisti e i dirigenti di domani – afferma Francesco Tanasi – Nella Giornata nazionale della legalità chiediamo agli Atenei siciliani di fare un passo avanti e di costruire un Patto universitario contro tutte le mafie. La memoria non basta se non diventa formazione, denuncia, competenza e impegno quotidiano. La Sicilia deve dimostrare che il coraggio civile può diventare metodo, cultura professionale e responsabilità pubblica”. – conclude Tanasi.



