latr317 Giugno 20191min4

Roma, 17 giu. (AdnKronos) – Fedez sceglie Instagram per raccontare un momento particolarmente difficile della sua vita. “Credetemi quando vi dico che i soldi non potranno mai essere la panacea di tutti i vostri mali. Mesi fa durante una visita di controllo mi è stata riscontrata ‘una piccola anomalia’ che avrebbe potuto preannunciare un male più grande, di quelli con cui ci devi convivere tutta la vita purtroppo (è tutto sotto controllo)”.

Questo evento però, aggiunge, “più che terrorizzarmi mi ha portato a interrogarmi su una serie di domande riguardanti le priorità della mia vita e su come stessi impiegando parte preponderante del mio tempo. E se inizi a farti delle domande, le risposte di solito non tardano ad arrivare”. “Piano piano ho iniziato ad affrontare le mie giornate con piccolo mantra: ‘Cosa faresti se questa giornata fosse l’ultima della tua vita?”. “Da lì in poi è stato tutto in divenire. Sembra stupido, ma vorrei riuscire a trasmettervi che il vero lusso nella vita è riuscire a ritagliarsi un mese intero da dedicare al proprio figlio. Tutto il resto può essere bellissimo, ma non indispensabile”.

“Ho rincorso i miei sogni, il successo e i soldi e mentirei se vi dicessi che non è stato bello – conclude postando una foto di famiglia -. Ma rincorrere Lello è tutta un’altra storia! Cercate qualcosa (o meglio qualcuno) da rincorrere che vi renda realmente felici e non sarà tempo sprecato”.

latr317 Giugno 20191min7

Palermo, 17 giu. (AdnKronos) – “Sono molto stupita. Ho appreso dalla stampa della revoca della mia nomina a Sovrintendente della Foss, perché non mi ha mai chiamata nessuno. Né nei giorni scorsi né oggi. Ma io ho la coscienza apposto. Non ho alcun conflitto d’interesse. Mi dispiace molto perché avevo molti progetti per l’Orchestra sinfonica. In passato, quando ho ricoperto lo stesso incarico, avevo avviato il percorso di risanamento dell’ente”. A parlare, in una intervista all’Adnkronos, è Ester Bonafede, l’ex assessore regionale siciliana a cui oggi pomeriggio è stata revocata la nomina a Sovrintendente della Fondazione dell’Orchestra sinfonica siciliana. La revoca è stata annunciata oggi dal Presidente del Cda Stefano Santoro. “Avrebbe dovuto consegnarci una dichiarazione su conflitti di interesse e pendenze in corso e non lo ha fatto – ha detto – e invece c’è sia un contenzioso in atto per emolumenti da lei rivendicato sia una indagine della Corte dei conti per spese avallate da lei in passato”. Ma Bonafede nega con forza e dice che ha “tutte le carte in regola”.

“Sono veramente stupita – spiega – la cosa più logica sarebbe stata quella di chiamarmi e rendermi partecipe quello che era un problema per la fondazione. I fatti sono eclatanti, speravo di potere fare tante cose, finalmente potevo mettere a frutto la mi esperienza da assessore”. Il Cda della Foss, riunito nel pomeriggio, su proposta del presidente, Stefano Santoro, ha votato una delibera che revoca l’incarico. Bonafede, che aveva già ricoperto l’incarico in passato, era stata scelta tra le decine di curricula arrivati in seguito all’avviso di selezione pubblica. Quella scelta, rivendicata dall’Udc, aveva sollevato, però, un polverone. Adesso il dietrofront del Cda. (segue)

latr317 Giugno 20191min7

Roma, 17 giu. (AdnKronos) – “Sulle nomine Ue l’Italia è sulla strada sbagliata. Si discute se è meglio perdere il portafoglio della concorrenza, quello dell’agricoltura, quello delle politiche industriali. Questa modalità rappresenta un errore, perché l’Italia è un grande Paese dell’Unione europea, come Francia e Germania e deve, quindi, discutere di chi sarà il prossimo presidente della commissione e della Bce”. Lo ha detto l’ex presidente del Consiglio, Enrico Letta, intervenendo all’evento organizzato a Roma da Cui prodest, società di political intelligence e public affairs.

“L’Italia – ha aggiunto Letta – ha sempre giocato questo campionato, al pari di Francia e Germania, influenzando una strada o l’altra. Le decisioni veramente importanti, infatti, sono quelle prese dalla Commissione nella sua collegialità. Coloro che teorizzano di ottenere un portafoglio di una determinata materia dovrebbero comprendere la marginalità in questa partita”.

“Fossi il capo del governo sentirei Berlusconi e Zingaretti per decidere insieme come in questa partita europea si possa essere più incisivi possibile, altrimenti otterremo solo un pezzetto di questo o di quel ministero, solamente uno su 28”, ha concluso l’ex premier.

latr317 Giugno 20192min6

Palermo, 17 giu. (AdnKronos) – di Elvira Terranova

Per “Sebastiano Ardita…è bianco o è nero…un talebano!”. Non solo trame, ma anche giudizi espressi nei confronti di altri componenti nelle conversazioni, registrate nelle riunioni intercettate tra politici e magistrati nell’ sul pm Luca Palamara e sul Csm che ha già portato alla dimissioni di quattro consiglieri. Cosimo Ferri e Luigi Spina, come emerge dalle intercettazioni che l’Adnkronos è in grado di pubblicare, prendono le ‘misure’ a Sebastiano Ardita, il pubblico ministero catanese membro del Csm, col quale Ferri dai primi anni Duemila condivideva la comune militanza in MI prima che avvenisse la scissione che portò alla nascita di A&I.

In altre intercettazioni, pubblicate oggi dall’Espresso, il gruppetto fa apprezzamenti nei confronti di Ardita, neo membro del Csm in Prima Commissione, proprio dove è finito l’esposto di Fava contro Ielo, e davighiano di ferro. Spina: “Cè coso che vuole spingere… Sebastiano… digli di stare calmo..”. Ferri: “Ti volevo dire… scusami… ma voleva convocare Ielo?”. Spina: No, voleva convocare Fava…per farsi…”. Corrado: “Calma, calma, calma…”. Spina: “Calma… più sta quella pratica meglio è”.

Non solo. Nelle intercettazioni, in possesso dell’Adnkronos, Ferri dice di lui che è “intelligente” ma …per lui o “è bianco o è nero”, “un talebano” lo definisce Luigi Spina; “uno che non si fa i fatti suoi” gli fa eco un altro partecipante alla riunione. Ferri insiste e ricorda i tempi della comune militanza in MI. Racconta che Ardita voleva rinnovare il gruppo ed emarginare i “vecchi “ e chi avrebbe tenuto condotte discutibili. “Mi soffocava…” aggiunge l’ex magistrato per spiegare la fine dei loro rapporti e della militanza comune in Magistratura Indipendente; e non nasconde il timore che Ardita voglia tornare a riprendersi la corrente per fare il segretario. Ferri: “È tosto… sai cosa, io l’ho capito Ardita… lui vuole rientrare e prendere in mano Magistratura indipendente politicamente… come segreteria, perché lui il cuore ce lo ha lì, dai”. Spina: “È più a destra di tutti Ardita, ragazzi…”.

Il gruppetto da un lato voleva sfruttare il rigore di Ardita – inconsapevole della strumentalità dell’esposto Fava – per approfondire la vicenda in prima commissione e definirla in fretta. Ma Luigi Spina invece vuole frenare per tenere il fascicolo aperto più a lungo possibile: “C’è Sebastiano che vuole spingere… digli di stare calmo… già lo voleva convocà… Calma… più sta quella pratica, meglio è…”, suggerisce Spina.

Anche Palamara non riesce ad avere accesso diretto ad Ardita per la sua domanda di aggiunto a Roma e chiede a Fava come può arrivarci. “Qualcuno ci ha parlato con Sebastiano…?”. E spera nella sua intransigenza per l’esposto Fava in prima commissione. Ma poi Ardita comprenderà che dietro l’esposto Fava si cela una strategia di Palamara e l’audizione non avverrà.

latr317 Giugno 20191min7

Roma, 17 giu. (AdnKronos) – “Pagare salari più alti ai lavoratori italiani? Siamo d’accordo, ecco perché non riusciamo a capire come mai le proposte di Forza Italia in merito siano state bocciate dalla maggioranza nella scorsa legge di Bilancio e ora nel dl crescita, così come le misure per abbattere il cuneo fiscale e incentivare una maggiore produttività. D’altronde questo governo in un anno è riuscito solo a rendere più costosi i contratti di lavoro e a bruciare miliardi di euro in misure elettorali”. Lo afferma in una nota Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia.

“Ci sono quasi 3 milioni di lavoratori italiani che guadagnano meno di 9 euro l’ora e dobbiamo evitare che siano licenziati da chi non vuole pagare a sufficienza oppure che finiscano nel lavoro nero – prosegue l’azzurra-. Non basta una legge che impone alle aziende di pagare di più: questo rende solo le imprese meno competitive e di conseguenza fa diminuire il numero degli occupati. Bisogna proteggere sia le imprese sia i lavoratori, se non vogliamo un altro disastro come il decreto dignità”.


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