Il dibattito sulla riforma della magistratura entra nel vivo anche nel territorio lilibetano. Sabato scorso, due comitati contrapposti si sono incontrati per illustrare ai cittadini le ragioni del “Sì” e del “No” in merito al referendum sulla separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente, un tema che promette di ridisegnare l’assetto costituzionale della giustizia italiana.
Per il fronte del Sì, l’intervento principale è stato affidato all’onorevole Stefano Pellegrino (Forza Italia). Secondo il deputato, la separazione delle carriere non è una misura contro la magistratura, ma un atto dovuto per dare piena attuazione al principio del “giusto processo” (clicca qui per l’intervista).
Pellegrino ha sottolineato come la distinzione tra chi accusa (il PM) e chi giudica sia l’unico modo per garantire la reale terzietà del giudice (clicca qui per l’intervista).
Di segno opposto la posizione di Davide Pastore (Rifondazione Comunista), voce del comitato per il No, presieduto da Corrado Carpinteri . Per Pastore, la riforma nasconde l’insidia di un progressivo scivolamento del Pubblico Ministero sotto l’orbita del potere politico. L’esponente della sinistra ha evidenziato come l’appartenenza del PM alla magistratura ordinaria sia la miglior garanzia di imparzialità (clicca qui per le interviste).
Interviste- Referendum separazione delle carriere in magistratura: a Marsala il confronto tra i due volti della riforma
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