“L’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni, finge di non sapere che i rilievi della Corte dei conti sul sistema sanitario regionale sono articolati in 10 punti. Limitarsi ad emettere un provvedimento per regolamentare ‘solo’ il lavoro intramoenia dei medici pubblici vuol dire non volere prendere atto delle gravissime criticità che da sempre evidenziamo e che ora sono state messe su carta anche dalla stessa Corte dei conti. Finge dunque l’assessora Faraoni di non aver compreso che la sanità pubblica in Sicilia è al collasso per la drammatica persistenza della mobilità passiva sanitaria, con migliaia di nostri concittadini costretti a curarsi fuori regione, con un costo per la Sicilia di €125,9 milioni a fronte di ben 29.062 ricoveri in fuga dalla regione. E finge, ancora, di non sapere che le risorse effettivamente assegnate alle aziende per il recupero delle liste d’attesa, circa € 54.187.836, sono nettamente insufficienti rispetto alle spese sostenute dalle stesse aziende nel periodo 2020–2024, pari a € 111.550.261. Con tali numeri non si abbattono le liste d’attesa nè la fuga dei pazienti in altre regioni, nè il mancato ricorso alle cure da parte di troppi siciliani”. Lo dichiara Antonella Russo, componente della segreteria regionale del Pd Sicilia con delega Salute e Sanità, a proposito dei rilievi sollevati dalla Corte dei conti nei confronti della Regione siciliana.
A tutto questo bisogna anche aggiungere l’incongruenza – evidenziata sempre dalla Corte dei conti – tra i dati sanitari citati dalla regione e quelli delle singole Asp, ed il mancato funzionamento tra il sistema di prenotazioni integrato tra Cup e Sovracup che va discapito proprio dell’abbattimento delle liste d’attesa.
“E’ un quadro a tinte foschissime quello dipinto dalla Corte dei conti – prosegue – frutto di una pessima gestione dell’Assessorato regionale. Pertanto, anzichè scaricare la colpa ai singoli ospedali e o ai medici, l’Assessora Faraoni riconosca le gravissime responsabilità della mancata risoluzione delle lunghe liste di attesa o della fuga dei malati siciliani in altri ospedali, e dia priorità immediata al pieno trasferimento delle risorse finanziarie già stanziate e – conclude – all’adozione di meccanismi di controllo dell’attività medica in intramoenia, così come richiesto dalla stessa Corte dei conti”.
Sicilia. Russo: “Sanità al collasso, anche Corte dei Conti certifica gestione fallimentare”
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