lunedì 15 Giugno 2026

Marinella di Selinunte, approdo insicuro. Oggi il sopralluogo della deputata regionale Ciminnisi (M5S): «Porti minori siciliani fragili e senza manutenzione strutturale. Il Ciclone Harry ha travolto litorali e alibi».

«Il porto di Marinella di Selinunte mette a dura prova persino i pescatori più esperti». Parole della deputata regionale del Movimento 5 Stelle Cristina Ciminnisi che, oggi, ha effettuato un sopralluogo nel porticciolo di Marinella di Selinunte, insieme al coordinatore del Gruppo Territoriale di Castelvetrano, Salvatore Di Benedetto. «Parliamo di un approdo segnato da un insabbiamento periodico dell’imboccatura – spiega Salvatore Di Benedetto – e oggi ulteriormente ostruito dall’accumulo di posidonia trasportata dalle correnti, con rischi per l’ingresso e l’uscita delle imbarcazioni. Una situazione che rende evidente l’assenza di programmazione da parte della Regione che continua a intervenire con soluzioni tampone, sebbene da anni si chieda il rifacimento del molo di sopraflutto». Su Marinella Ciminnisi annuncia un’interrogazione: «Ho chiesto conto dello stato di inagibilità del porto e del cronico ritardo negli interventi strutturali. È inaccettabile che un’infrastruttura vitale per la marineria locale e per il turismo venga lasciata ogni anno in queste condizioni». «Non è la prima volta che poniamo l’attenzione sui porti minori – afferma Ciminnisi allargando lo sguardo al quadro generale delle infrastrutture portuali siciliane –. Già nel gennaio 2025 presentai una risoluzione per impegnare il Governo sulla manutenzione ordinaria e straordinaria delle infrastrutture portuali regionali e delle isole minori. Oggi l’urgenza dei danni provocati dal ciclone Harry porta in primo piano la questione, sebbene di fronte ai danni provocati dalle mareggiate il Ministro Matteo Salvini, con parole inopportune e fuori dalla realtà, ha trovato il tempo di tornare a parlare della presunta utilità del ponte sullo Stretto in caso di tempeste». «Nella manovra stralcio della finanziaria occorrerà pensare a un intervento straordinario nei porti minori danneggiati. Il ciclone Harry – conclude – insieme ai porti e ai litorali siciliani ha travolto ogni alibi. Se il Governo regionale e nazionale continueranno a voltarsi dall’altra parte, dovranno assumersi la responsabilità di ricordarsi della Sicilia solo per la propaganda e non per le infrastrutture che servono davvero».

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