Nella mattinata odierna, nel salone di rappresentanza della Prefettura, in occasione del “Giorno della Memoria”, si è svolta la manifestazione celebrativa della significativa ricorrenza, nel corso della quale sono state consegnate due medaglie d’onore, concesse dal Presidente della Repubblica ai sensi dalla legge 296/2006, a cittadini italiani, militari e civili, che siano stati deportati o internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra nell’ultimo conflitto mondiale, e ritirate dal Cappellano della Polizia di Stato don Tony Adragna. In particolare, sono state consegnate le medaglie concesse alla memoria dei seguenti cittadini:
- Catalano Giuseppe nato l’11 novembre 1908 a Paceco, internato in Germania nello Stalag X B il 20 settembre 1943, rimasto prigioniero a Offenbach am Main per lavoro forzato in industria meccanica dal 27 settembre 1943 al 13 settembre 1944.
- Domingo Francesco nato il 14 gennaio 1922 a Buseto Palizzolo, è stato catturato prigioniero in Grecia l’8 settembre 1943 e è stato internato in Germania il 7 febbraio 1944. Il Sig. Domingo è rimasto prigioniero delle Forze Armate Tedesche fino all’8 maggio 1945 e delle forze armate alleate dal 9 maggio al 10 giugno 1945, data di rientro in patria.
È seguito, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia Ufficio XI – Ambito territoriale di Trapani, il Comune di Trapani e l’Associazione CO.TU.LE.VI. ODV, la proiezione del video realizzato dagli educatori che aderiscono al progetto “Il treno della memoria” e l’intervento “Le molte facce della memoria” a cura del prof. Aldo Schiavello, professore ordinario di Filosofia del diritto presso l’Università degli studi di Palermo.La cerimonia è stata scandita da intermezzi musicali a cura degli allievi del Conservatorio di musica di Stato “Antonio Scontrino” di Trapani.All’iniziativa hanno partecipato una rappresentanza di studenti di alcuni istituti superiori della provincia.La memoria è conoscenza e consapevolezza: consente ai giovani di riflettere e consolidare il rifiuto incondizionato della disumanizzazione di qualsiasi persona, nel tentativo di giustificare la sopraffazione.


