mercoledì 28 Gennaio 2026

Valderice. Giangiacomo Ciaccio Montalto: il Presidente Camillo Iovino traccia il “filo rosso” di una tradizione di legalità

In un toccante intervento tenutosi il 26 gennaio 2026, il Presidente del Consiglio Camillo Iovino ha reso omaggio alla memoria di Giangiacomo Ciaccio Montalto, il magistrato trapanese che pagò con la vita la sua lotta contro Cosa Nostra. Il discorso di Iovino ha offerto una chiave di lettura potente: l’antimafia non come scelta isolata, ma come tradizione di famiglia radicata nel territorio.
Il Presidente Iovino ha ricostruito con precisione le radici di questo impegno, risalendo a Giacomo Montalto, nonno del magistrato e figura storica di spicco: notaio, sindaco socialista di Monte San Giuliano e fondatore dei Fasci dei lavoratori.
In un’epoca in cui i diritti erano privilegi, Giacomo Montalto guidò l’”antimafia sociale”, schierandosi con i contadini contro lo strapotere dei proprietari terrieri spesso collusi con il crimine. Quella stessa dedizione passò poi per il figlio Enrico, giudice di Cassazione, fino a giungere a Giangiacomo, che scelse la magistratura come strumento di emancipazione e libertà per la sua terra.
Secondo Iovino, il percorso dei Montalto dimostra che “il senso dello Stato si può imparare”. Tre generazioni hanno unito politica, diritto e giustizia sociale in un unico “filo rosso” che ha attraversato i momenti più bui della storia siciliana.
“Giangiacomo Ciaccio Montalto non è stato solo una vittima della mafia,” ha dichiarato il Presidente Iovino, “è stato l’erede consapevole di una tradizione civile che vedeva nelle istituzioni non un privilegio, ma un dovere.”
Un passaggio fondamentale del discorso è stato dedicato al ricordo del funerale del magistrato, alla presenza del Presidente Sandro Pertini. Iovino ha citato le storiche parole di Pertini — “Il popolo siciliano non può essere confuso con la mafia” — sottolineando come quel gesto non fosse mera retorica, ma una difesa ferma dell’onore di un intero popolo che non vuole essere identificato con il crimine.
L’intervento di Camillo Iovino si è concluso con un messaggio di forte speranza. La storia della famiglia Montalto insegna che, nonostante la violenza possa spezzare una vita, non ha il potere di interrompere una tradizione di legalità. La democrazia e la libertà sono frutti che crescono nel tempo, alimentati dal coraggio e dalla fedeltà quotidiana alle istituzioni.

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