Si chiude con una formula definitiva di assoluzione la vicenda giudiziaria che, nel 2020, aveva travolto il laboratorio Emolab di Alcamo. Il Tribunale di Trapani ha sancito il non luogo a procedere per tutti gli imputati, mettendo fine a un’inchiesta nata nel clima rovente e drammatico della prima emergenza Covid-19. Al centro del processo c’era la gestione dei tamponi molecolari. L’accusa ipotizzava i reati di frode e falso, sostenendo che la società consortile Koala, che gestiva il laboratorio, avesse utilizzato macchinari non idonei per l’analisi dei test. Tuttavia, il GUP Massimo Corleo ha accolto integralmente le tesi dei legali di Fabio Benedetto Di Giorgi (rappresentante legale della società), gli avvocati Giovanni Domenico Cicala e Tommaso Pensabene Lionti. La difesa è riuscita a dimostrare la correttezza delle procedure seguite e l’adeguatezza delle apparecchiature utilizzate, smontando l’impianto accusatorio. La decisione dei giudici restituisce onorabilità a una realtà sanitaria che, in uno dei momenti più bui della storia recente, si era trovata sotto la lente d’ingrandimento della magistratura. Con questa sentenza viene confermato che non vi fu alcun tentativo di ingannare il sistema sanitario o i cittadini sulla validità degli esami eseguiti.
INTERVISTA- Alcamo. Caso Emolab sui tamponi covid: non luogo a procedere per tutti gli imputati
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