lunedì 16 Febbraio 2026

Barcellona Pozzo di Gotto, omicidio della badante russa. La Procura chiede il rinvio a giudizio per il 60enne arrestato dalla Polizia di Stato

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, diretta dal Procuratore Giuseppe Verzera, ha richiesto il rinvio a giudizio a carico del sessantenne originario di Barcellona P.G. arrestato il 25 luglio scorso dalla Polizia di Stato in esecuzione di Ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Barcellona P.G., su conforme richiesta della medesima Procura. L’uomo, in particolare, era stato indagato per l’omicidio della badante russa, 75enne, il cui corpo privo di vita era stato rinvenuto lo scorso 12 luglio sul greto del torrente Longano, in avanzato stato di decomposizione. Le indagini immediatamente avviate dagli investigatori della Squadra Mobile di Messina e del Commissariato di P.S. di Barcellona Pozzo di Gotto, con il costante coordinamento dei magistrati della Procura della Repubblica di Barcellona P.G., sono state incentrate sin dall’inizio sulle frequentazioni della donna. In particolare, a seguito di accertamenti di polizia giudiziaria, era emersa la posizione dell’uomo che avrebbe avuto un ruolo attivo nel decesso della donna, dovuto alle ferite mortali riportate cadendo dal muro di cinta dell’argine del torrente. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, infatti, il sessantenne, il 7 luglio precedente, avrebbe invitato la donna a seguirlo presso la propria abitazione. A fronte del rifiuto della stessa, in quel momento seduta sul muretto di cinta posto sull’argine del torrente, l’uomo avrebbe avuto un contatto con la stessa che, in relazione alla condizione di precario equilibrio, avrebbe determinato la caduta di quest’ultima nell’alveo del torrente, e di conseguenza la morte. Al riguardo, pare che l’uomo, pur avendo appurato che la donna – a seguito della rovinosa caduta – versasse in una situazione di oggettivo pericolo di vita, avrebbe deciso di allontanarsi non prestandole i dovuti soccorsi, così determinandone la morte. Sulla scorta degli elementi indiziari raccolti dagli agenti della Polizia di Stato, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto aveva allora richiesto un provvedimento restrittivo al G.I.P., che aveva adottato la misura cautelare della custodia in carcere nei confronti dell’indagato, ed il sessantenne era stato quindi condotto dai poliziotti alla casa circondariale di Messina Gazzi.

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