Il recente cedimento della SP 20, nel tratto che collega il capoluogo alla frazione di Pizzolungo, non è solo un problema di viabilità, ma il sintomo di una fragilità territoriale profonda. A dichiararlo è il Presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci, intervenuto per fare il punto sui lavori di messa in sicurezza e sulle prospettive future dell’arteria stradale.
Il piano di intervento è già scattato. Gli uffici tecnici hanno provveduto a delimitare l’area interessata dal cedimento per garantire l’incolumità degli automobilisti. Non appena le condizioni meteorologiche lo permetteranno, verrà avviato il cantiere per il ripristino del manto stradale. Tuttavia, la strategia del Libero Consorzio punta a guardare oltre l’emergenza quotidiana.
Il presidente Quinci sottolinea come la SP 20 sia sottoposta a uno stress costante causato dagli agenti atmosferici e dalla forza del mare. Il cedimento dell’asfalto è la prova di quanto le infrastrutture costiere siano vulnerabili di fronte alle sfide climatiche attuali.
Il Presidente chiarisce che il Libero Consorzio farà la propria parte, ma chiede un salto di qualità nel dialogo istituzionale. La protezione della SP 20 richiede un intervento articolato che veda la partecipazione attiva della Regione Siciliana, per passare da una gestione “tappabuchi” a una pianificazione strutturale che metta in sicurezza definitiva il litorale trapanese.
Emergenza SP 20: il presidente Quinci sollecita un piano strategico contro l’erosione costiera: “Non basta riparare l’asfalto, serve un confronto con la Regione”.
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