sabato 21 Febbraio 2026

Consiglio comunale di Trapani: dieci consiglieri comunali hanno firmato la richiesta di una seduta straordinaria e aperta su BRT

Il progetto di riorganizzazione della mobilità urbana e l’introduzione del Bus Rapid Transit (BRT) accendono la miccia dello scontro politico a Palazzo D’Alì. Dieci consiglieri di opposizione (Daidone, Fileccia, Gianformaggio, Guaiana, Lamia, Mangano, Miceli, Spada, Tumbarello e Vassallo) hanno depositato ufficialmente la richiesta di una convocazione urgente del Consiglio comunale in seduta straordinaria e aperta.
Al centro della contestazione non c’è solo il merito tecnico del progetto, ma soprattutto il metodo seguito dall’Amministrazione Tranchida. Secondo i firmatari, la Giunta starebbe procedendo senza aver reso pubblici i dati essenziali: studi sui flussi di traffico, simulazioni d’impatto e valutazioni sulle ricadute economiche per le attività commerciali.
«L’Amministrazione dimostra un metodo politico inaccettabile – dichiarano i consiglieri – fondato su decisioni prese nelle stanze del Palazzo e comunicate solo a cose fatte. La città non può essere governata senza ascoltare chi la vive e chi la fa lavorare ogni giorno».
Il timore espresso dall’opposizione riflette una preoccupazione crescente tra i residenti del centro storico e le categorie produttive. Il sistema BRT, che prevede corsie preferenziali protette e una ridefinizione della sosta, viene visto come una potenziale minaccia per un tessuto economico già fragile. Il rischio, denunciano i consiglieri, è che l’accessibilità al cuore della città venga compromessa da scelte “improvvisate”.
La richiesta di una seduta straordinaria e aperta permetterà a commercianti, associazioni e cittadini di intervenire direttamente nel dibattito. L’obiettivo è obbligare il Sindaco Tranchida  e la Giunta a una “operazione trasparenza”: presentare i dettagli tecnici del piano e chiarire quali misure di salvaguardia siano previste per evitare che la rivoluzione della mobilità si trasformi in un danno economico per il territorio.
«Non siamo contrari al miglioramento del trasporto pubblico», tengono a precisare i dieci firmatari, «ma siamo contrari all’arroganza amministrativa e all’assenza di dialogo». La palla passa ora alla Presidenza del Consiglio per la fissazione della data, in quella che si preannuncia come una delle sedute più calde dell’anno.

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