La guerra nell’Area del Golfo sta presentando il conto anche alle imprese della provincia di Trapani. Il Presidente del Libero Consorzio Comunale, Salvatore Quinci, ha lanciato un monito severo sulla tenuta del sistema economico territoriale, descrivendo uno scenario di “pericolosa spirale”, che rischia di schiacciare le eccellenze locali.
Il blocco dei commerci nell’Area del Golfo, definita “assolutamente impraticabile”, sta soffocando le esportazioni. A pagare il prezzo più alto è il comparto del marmo, fiore all’occhiello del trapanese, che si trova adesso a gestire costi logistici fuori controllo nel tentativo di far giungere la produzione a destinazione, nonostante la chiusura degli scali marittimi. Non va meglio per il comparto ortofrutticolo, minacciato dall’aumento del costo dell’energia e dall’impennata del prezzo del gasolio agricolo.
Per questo, il Presidente Quinci ha invocato un intervento coordinato tra Europa, Governo nazionale e Regione Siciliana.
Il Libero Consorzio di Trapani si candida a fare da ponte: “Intendiamo svolgere il nostro ruolo di Ente di Area Vasta coordinando ogni iniziativa di reale sostegno,” conclude Quinci.
INTERVISTA- Effetti della guerra sull’economia trapanese, il presidente Quinci lancia l’allarme sul futuro del settore marmifero e sull’agricoltura
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