Il “Governo di Liberazione” di Cateno De Luca passa all’attacco frontale. Questa mattina, durante una conferenza stampa a Palazzo dei Normanni, il leader di Sud chiama Nord ha ufficializzato le proprie dimissioni dall’Assemblea Regionale Siciliana (ARS), seguito dai deputati Matteo Sciotto e Giuseppe Lombardo.
L’obiettivo dichiarato è ambizioso: innescare l’articolo 8 bis dello Statuto Siciliano, che prevede lo scioglimento automatico del Parlamento regionale qualora si dimetta la metà più uno dei suoi componenti.
Per abbattere la legislatura servono 36 firme. De Luca ha fissato una scadenza precisa: il 31 luglio 2026. La mossa di Sud chiama Nord apre ufficialmente una stagione di fortissima instabilità. Se da un lato il gesto dei tre deputati potrebbe rimanere un atto simbolico qualora le opposizioni non dovessero compattarsi, dall’altro mette all’angolo i parlamentari di ogni schieramento, costringendoli a scegliere tra la continuità della poltrona e la sfida delle urne anticipate. Se entro fine luglio il contatore delle firme dovesse segnare 36, la Sicilia tornerebbe al voto entro l’autunno. In caso contrario, la “spallata” di De Luca si trasformerà nel primo, rumoroso atto di una lunghissima campagna elettorale.
INTERVISTA- I deputati De Luca, Sciotto e Lombardo firmano le dimissioni: al via l’operazione per sciogliere l’Assemblea Regionale Siciliana, servono 36 firme entro il 31 luglio 2026
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