sabato 18 Aprile 2026

Telesud, l’affondo di Antonini: inviata diffida all’ex DG Marino. Preannunciata azione di responsabilità e risarcimento da 850.000 euro

Aria di burrasca giudiziaria per la ‘Telesud 3’ S.r.l., storico marchio dell’emittente televisiva trapanese. Nonostante abbia ormai cessato le trasmissioni, la società è ancora formalmente in vita sotto la guida del Presidente e socio di maggioranza Valerio Antonini, il quale ha rotto gli indugi avviando un’offensiva legale nei confronti dell’ex Direttore Generale, Massimo Marino, socio minoritario con una partecipazione pari al 10,25% del capitale sociale. Una diffida formale, con contestuale costituzione in mora, infatti, è stata recapitata all’ex dirigente, delineando uno scenario di presunta “mala gestio”, che avrebbe causato alla società danni stimati in circa 850.000 euro.
Secondo quanto emergerebbe dall’atto di diffida di Antonini , le condotte contestate a Marino riguarderebbero diversi profili della sua gestione fiduciaria, cessata nel gennaio 2025. L’ex Direttore Generale avrebbe, secondo la proprietà Antonini, utilizzato mezzi di pagamento aziendali per scopi personali e proceduto all’assunzione della propria compagna con un contratto, che non avrebbe portato alcun beneficio concreto alla società, configurando un potenziale conflitto di interessi.
Ancora più pesanti le indiscrezioni riguardanti i rapporti con il personale: Marino avrebbe esercitato pressioni indebite sulle dipendenti e richiesto somme in contanti ai lavoratori (il cosiddetto sistema del “cash-back”), azioni che avrebbero leso gravemente l’immagine dell’emittente televisiva trapanese.
Il documento di Antonini  punterebbe il dito anche contro una presunta inerzia gestionale. L’ex Direttore Generale Marino non avrebbe partecipato a bandi e appalti regionali per l’ottenimento di fondi pubblici, nonostante le difficoltà economiche della testata. Tale condotta, unita a un progressivo calo dei ricavi pubblicitari e all’uso di “software pirata”, avrebbe accelerato il dissesto della società, rendendo inevitabile la fase di liquidazione. La strategia legale di Antonini, volta a tutelare gli asset societari, mirerebbe a bloccare i pignoramenti già avviati dall’ex Direttore Generale Marino, in forza di un precedente verbale di conciliazione, chiedendo la compensazione con i crediti risarcitori vantati dall’azienda. Le intenzioni della proprietà, infatti, sarebbero quelle di procedere con un’azione di responsabilità ex art. 2476 c.c., chiedendo contestualmente il sequestro conservativo dei beni dell’ex Direttore Generale.
Il Presidente Valerio Antonini avrebbe concesso a Marino un termine di 15 giorni per riconoscere le proprie responsabilità e corrispondere la somma richiesta a titolo di risarcimento provvisorio. In caso di mancato riscontro, la battaglia legale sarebbe pronta a spostarsi davanti al Tribunale di Trapani.  Non si escluderebbero, inoltre, possibili risvolti in sede penale per ipotesi di reato che andrebbero dalla truffa all’appropriazione indebita.
Al momento, si attende di capire se la controparte Marino  deciderà di rispondere formalmente alle contestazioni o se si arriverà allo scontro frontale nelle aule di giustizia.

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