L’annuncio dell’aumento dei dazi statunitensi sulle auto europee riguarda i veicoli esportati dall’Unione europea verso gli Stati Uniti, ma può produrre effetti indiretti anche sul mercato automobilistico europeo e italiano, incidendo sulle strategie commerciali delle case produttrici, sui listini, sui ricambi, sui tempi di consegna e sulle condizioni applicate ai consumatori.
Il Codacons interviene con una guida pratica rivolta ai cittadini che stanno acquistando un’auto nuova, usata, in leasing o tramite finanziamento, affinché la tensione commerciale internazionale non diventi un pretesto per applicare aumenti poco chiari o condizioni penalizzanti.
Prima di firmare qualsiasi proposta d’acquisto, l’associazione invita i consumatori a controllare con attenzione il prezzo finale “chiavi in mano”, verificando che siano indicati con chiarezza IVA, messa su strada, IPT, optional, pacchetti accessori, garanzia, costi di consegna, spese di gestione della pratica e ogni altra voce economica collegata all’acquisto.
Particolare attenzione deve essere prestata alle clausole che consentono al venditore di modificare il prezzo dopo la firma. Il Codacons invita i cittadini a non sottoscrivere documenti generici o poco comprensibili e a chiedere sempre per iscritto se l’importo indicato nel preventivo sia bloccato fino alla consegna del veicolo oppure se possa subire variazioni.
Sul fronte dei finanziamenti, l’associazione raccomanda di non fermarsi alla rata mensile pubblicizzata, ma di verificare TAN, TAEG, anticipo, maxi rata finale, spese di istruttoria, polizze abbinate, vincoli di manutenzione, penali di estinzione anticipata e costo complessivo del credito. Una rata apparentemente conveniente può infatti nascondere un esborso finale molto più alto rispetto a quello percepito dal consumatore.
Il Codacons richiama inoltre l’attenzione sulle consegne. Chi acquista un’auto deve pretendere una data o un termine chiaro, indicato nel contratto, verificando cosa accada in caso di ritardo, se siano previste penali, se il consumatore possa recedere e se eventuali aumenti maturati durante l’attesa possano essere scaricati sull’acquirente.
Per evitare contestazioni future, l’associazione invita i cittadini a conservare ogni documento: preventivi, contratti, allegati, email, messaggi WhatsApp, brochure commerciali, simulazioni di finanziamento e comunicazioni del concessionario. In caso di modifica improvvisa delle condizioni o ritardo non giustificato, questa documentazione può risultare decisiva.
Il Codacons chiede controlli sui listini e sulle pratiche commerciali del settore auto, affinché la tensione internazionale non venga utilizzata come alibi per aumenti generalizzati, non motivati o non proporzionati rispetto ai reali costi sostenuti dagli operatori.
“Il problema non è solo la guerra commerciale tra Stati Uniti ed Europa, ma ciò che può accadere al consumatore quando entra in concessionaria – afferma Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons – Chi compra un’auto deve sapere esattamente quanto paga, quando riceverà il veicolo e se il prezzo può cambiare dopo la firma. La trasparenza contrattuale è il primo strumento di difesa dei cittadini”.
“Invitiamo i consumatori a non firmare proposte d’acquisto frettolose, a leggere ogni clausola e a pretendere risposte scritte su prezzo bloccato, tempi di consegna, finanziamento e costi accessori – spiega Tanasi –. In questa fase, il rischio è che il tema dei dazi venga usato come giustificazione generica per aumenti che nulla hanno a che vedere con il singolo contratto”.
“Il Codacons vigilerà sul mercato dell’auto e raccoglierà le segnalazioni dei cittadini su modifiche sospette, variazioni contrattuali non chiare e condizioni di vendita poco trasparenti. I dazi non possono diventare un pretesto per scaricare nuovi costi sulle famiglie italiane”. – conclude Tanasi.




