L’iter per l’inserimento delle Saline di Trapani e Marsala nella prestigiosa rete delle Riserve della Biosfera MAB UNESCO avanza all’insegna del dialogo e della concertazione territoriale. Con una nota ufficiale, il Direttore Generale per la Tutela della Biodiversità e del Mare del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Francesco Tomas, ha tracciato i confini operativi ed entro cui dovrà svilupparsi la candidatura, rispondendo alle sollecitazioni giunte dagli operatori locali. Al centro del documento vi è il ruolo del sistema portuale di Trapani, esplicitamente riconosciuto dal Ministero come uno stakeholder fondamentale e una componente imprescindibile del contesto territoriale sotto il profilo economico, logistico, infrastrutturale e occupazionale.
Il Ministero ha accolto le osservazioni sollevate circa il ritenuto insufficiente coinvolgimento dei soggetti portuali nelle prime fasi istruttorie, considerandole elementi utili che dovranno arricchire la prosecuzione dell’iter. Queste istanze saranno fondamentali specialmente nella definizione pratica della perimetrazione, della zonazione e del futuro modello di governance della riserva. Dal punto di vista normativo, la direzione ministeriale ha voluto fare chiarezza sulla natura del Programma Man and the Biosphere, rassicurando il tessuto produttivo sul fatto che il riconoscimento UNESCO si fonda su un modello di gestione integrata volto a coniugare la tutela ambientale con lo sviluppo economico. Di conseguenza, il programma non comporta l’introduzione di nuovi vincoli giuridici o divieti assimilabili a quelli delle aree protette tradizionali.
I progetti infrastrutturali e le attività produttive continueranno a essere valutati secondo le ordinarie procedure e autorizzazioni previste dalle leggi vigenti, senza che lo strumento UNESCO si sostituisca alla pianificazione attuale. Le attività portuali sono infatti ritenute in linea generale compatibili con gli obiettivi di sostenibilità del programma, in particolare ove ricomprese nelle cosiddette aree di transizione, destinate per eccellenza allo sviluppo umano e sociale sostenibile.
Per evitare incertezze interpretative e garantire una coesione sociale duratura, il Ministero ha però richiamato il soggetto proponente della candidatura a un dovere di massima inclusività. Viene ritenuto necessario e fondamentale l’avvio immediato di specifici e strutturati momenti di confronto che coinvolgano direttamente l’Autorità di Sistema Portuale, l’Autorità marittima, gli operatori portuali, gli enti locali e gli altri soggetti istituzionali ed economici interessati. Questi incontri dovranno servire a illustrare nel dettaglio le ipotesi di governance e i confini della riserva, garantendo trasparenza e partecipazione al processo decisionale.
Infine, la direzione ministeriale ha tenuto a precisare un importante distinguo tecnico sollevato nelle comunicazioni precedenti riguardo al sito di Venezia. Quest’ultimo è iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale Culturale e non fa parte delle Riserve della Biosfera del Programma MAB. Si tratta di due strumenti UNESCO profondamente diversi, caratterizzati da finalità, criteri di designazione e regimi di tutela differenti e non sovrapponibili. La strada verso il riconoscimento delle Saline di Trapani e Marsala è dunque tracciata, e vede la tutela della biodiversità procedere di pari passo con lo sviluppo del motore economico del territorio.






