lunedì 1 Giugno 2026

Scuola, dopo il caso San Vito Lo Capo il Codacons rilancia il tavolo regionale contro la violenza giovanile

Il Codacons, dopo il grave episodio avvenuto in una scuola media di San Vito Lo Capo, rilancia con forza la richiesta alla Regione Siciliana di istituire un tavolo tecnico interistituzionale permanente dedicato alla prevenzione della violenza giovanile in ambito scolastico, al contrasto del disagio minorile e alla tutela di studenti, docenti, famiglie e comunità scolastica. Secondo quanto riportato dalla stampa, nel recente episodio di San Vito Lo Capo uno studente di scuola media si sarebbe presentato in classe con due coltelli e con un casco integrale, tentando di aggredire il professore di tecnologia davanti ai compagni, mentre la scena sarebbe stata ripresa o trasmessa attraverso Telegram. Il Codacons ritiene che un fatto di tale gravità, al di là degli ulteriori accertamenti in corso da parte degli inquirenti, non possa essere considerato soltanto un episodio isolato, ma debba spingere le istituzioni a costruire subito una risposta organizzata e preventiva. L’Associazione evidenzia che la scuola non può essere lasciata sola davanti a fenomeni sempre più complessi, nei quali disagio minorile, isolamento, fragilità familiari, esposizione ai social, emulazione digitale e perdita del senso del limite rischiano di intrecciarsi fino a produrre condotte violente. Per il Codacons, il tema non riguarda soltanto la sicurezza degli istituti, ma la capacità dell’intero sistema pubblico di leggere in tempo i segnali di sofferenza dei ragazzi. Per questa ragione, Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons, insieme al gruppo di studio coordinato dall’Avv. Chiara Fedeli, dell’Ufficio Legale Nazionale Codacons, e dalla psicologa Emilia Clelia Grasso, Direttrice del Dipartimento Nazionale Affari Sociali ed Emarginazione del Codacons, chiede alla Regione Siciliana di procedere all’istituzione del tavolo tecnico. Il Codacons propone che il tavolo coinvolga assessorati competenti, Ufficio Scolastico Regionale, aziende sanitarie territoriali, istituzioni scolastiche, servizi sociali, autorità garanti, psicologi, giuristi, famiglie e associazioni. L’obiettivo indicato dall’Associazione è costruire un modello regionale capace di monitorare il fenomeno, individuare le situazioni di rischio, rafforzare i presidi psicologici nelle scuole, sostenere i docenti, accompagnare le famiglie e promuovere percorsi di educazione alla legalità e all’uso consapevole degli strumenti digitali. Il Codacons sottolinea che la Regione Siciliana ha oggi l’occasione di assumere un ruolo guida nel coordinamento tra scuola, sanità, servizi sociali e comunità educante. Secondo l’Associazione, intervenire dopo l’episodio non basta più, perché la prevenzione deve diventare un metodo ordinario di azione pubblica e non una reazione occasionale davanti ai fatti di cronaca. “Davanti a quanto accaduto a San Vito Lo Capo — afferma il prof. Francesco Tanasi — nessuno può più considerare la violenza giovanile nelle scuole come un problema episodico. La scuola deve essere il luogo in cui il disagio viene intercettato prima che diventi aggressività, paura o isolamento. Per questo chiediamo alla Regione Siciliana di istituire subito un tavolo tecnico permanente, capace di mettere insieme istituzioni, scuole, sanità, psicologi, giuristi, famiglie e associazioni. Non basta indignarsi dopo l’emergenza, bisogna costruire una rete capace di leggere i segnali, sostenere i ragazzi, affiancare i docenti e proteggere le famiglie, perché la prevenzione del disagio minorile è una responsabilità pubblica che non può essere rinviata”. – conclude Tanasi.

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