lunedì 3 Agosto 2026

Custonaci, confiscato un immobile a Giuseppe Costa, boss di vertice e tra i carcerieri del piccolo Giuseppe Di Matteo

La Direzione Investigativa Antimafia ha inferto un nuovo colpo agli asset patrimoniali della criminalità organizzata trapanese. Nelle scorse ore, la Sezione Operativa della DIA di Trapani ha eseguito un decreto di sequestro finalizzato alla confisca di prevenzione, emesso dal Tribunale di Trapani su proposta congiunta del Direttore della DIA e del Procuratore della Repubblica di Palermo,nei confronti di Giuseppe Costa, esponente di spicco e con ruoli apicali della famiglia mafiosa di Custonaci.
Il provvedimento ha colpito un bene immobile ristrutturato in difformità rispetto alla normativa urbanistica ed edilizia. Il provvedimento è giunto al termine di una complessa attività d’indagine economico-finanziaria, che ha messo a confronto i flussi di denaro, il patrimonio e le reali capacità reddituali del Costa, facendo emergere una sproporzione di circa 300 mila euro rispetto ai redditi dichiarati.
Il destinatario della misura vanta un curriculum criminale di primissimo piano all’interno di Cosa Nostra, caratterizzato da legami parentali di rilievo nella consorteria di Custonaci e da gravissime condanne definitive. Giuseppe Costa è stato infatti tra i coinvolti nel maxi-procedimento del 1996 a carico di Leoluca Bagarella ed altri, rimediando nel 2002 una condanna definitiva a 25 anni di reclusione per associazione mafiosa e sequestro di persona. Tra i crimini più efferati a lui ascritti vi è quello di essere stato uno dei carcerieri del piccolo Giuseppe Di Matteo, avendo messo a disposizione della frangia stragista dei Corleonesi un immobile di sua proprietà utilizzato per la prigionia del bambino prima del suo tragico assassinio.
Scontata la lunga pena detentiva ed essendo tornato in libertà, l’esponente mafioso non ha interrotto i suoi legami con l’organizzazione. Nuove indagini coordinate dalla Procura della Repubblica – DDA di Palermo lo hanno nuovamente posto al centro di accertamenti investigativi, culminati in due distinti arresti nel 2020 e nel 2023. In quelle circostanze Giuseppe Costa è finito nel mirino per reati che andavano dall’associazione mafiosa all’estorsione, fino al trasferimento fraudolento di valori. Anche questi recenti procedimenti giudiziari si sono chiusi con la condanna dell’imputato, confermando la sua continua pericolosità sociale e spianando la strada all’attuale provvedimento di sequestro patrimoniale eseguito a Trapani.

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