domenica 16 Agosto 2026

Marsala, cercasi Dirigente Tecnico a scadenza (e abbronzatura): quando la fedeltà politica vale più del merito

Il Comune di Marsala ha brillantemente inaugurato la nuova disciplina della ‘maratona burocratica estiva’, avviando una selezione pubblica per il conferimento di un incarico dirigenziale a tempo pieno e determinato per guidare il Settore Servizi Pubblici Locali. Sebbene, in superficie, il bando si presenti come una normalissima procedura di reclutamento, un’attenta lettura svela una raffinatissima strategia politica: instaurare un legame fiduciario così stretto tra l’organo politico e la guida tecnica da far sembrare i due ruoli una cosa sola, sotto la guida della sindaca Andreana Patti.

L’utilizzo dell’articolo 110, comma 1, del D.Lgs. 267/2000 rappresenta il passe-partout legale per saltare la noiosa anticamera dei concorsi tradizionali e trovare così un tecnico che sappia sì calcolare la resistenza del cemento, ma che condivida soprattutto lo ‘spirito del tempo’ e del mandato della sindaca Andreana Patti. Il capolavoro comico-istituzionale sta tutto nelle regole del gioco: la commissione esaminatrice esamina i curricula, fa le pulci ai titoli e misura le attitudini, ma la scelta finale spetta per sovrana investitura alla sindaca Patti. In pratica, la commissione fa il lavoro sporco di filtraggio tecnico, mentre la politica sceglie a discrezione chi le va a genio, assicurandosi un professionista in perfetta sintonia col programma di governo.

Qui si consuma il primo grande sgarbo al cittadino contribuente, ossia la farsa della meritocrazia. Decine di professionisti qualificati investiranno tempo ed energie nella stesura di dossier, ma alla fine la selezione non darà luogo alla formazione di alcuna graduatoria di merito. È come organizzare una corsa a ostacoli aperta a tutti, per poi far decidere al Sindaco chi sale sul podio a prescindere da chi è arrivato primo.

E quale settore migliore dei Servizi Pubblici Locali (SPL) per testare questa sintonia politico-spirituale? Tra buche stradali che competono con le fosse oceaniche e una gestione complessa del territorio, il dirigente SPL è il terminale ultimo di qualsiasi psicodramma cittadino in tema di rifiuti, ambiente e manutenzioni. Mettere una figura di assoluta fiducia in quella poltrona significa, tradotto in politichese, voler accelerare i progetti, garantire quella ‘flessibilità gestionale’ richiesta dal bando e mettere un timbro indelebile sulla fine della legislatura della sindaca Andreana Patti. Ma l’ingiustizia più bruciante, pagata direttamente con le tasse dei cittadini che finanziano quel generoso stipendio dirigenziale, è il rischio del cosiddetto ‘Yes Man’. Quando un tecnico ha il contratto legato a doppio filo alla durata del mandato politico, chi avrà la forza di bloccare un progetto elettorale azzardato o di dire che un’opera pubblica non è sicura? Il controllo tecnico si inchina così alle esigenze della propaganda. A completare il quadro ci pensa il tempismo, un vero capolavoro di ingegneria psicologica, perché fissare la scadenza perentoria per l’invio delle domande al 24 agosto 2026, nel pieno del mese di agosto e con soli dieci giorni di tempo dalla pubblicazione, taglia le gambe alle pari opportunità dei candidati. Mentre l’amministrazione Patti giustifica la celerità con le ‘sacre scritture del piano triennale del fabbisogno di personale’, i professionisti italiani si ritrovano a compilare scartoffie chilometriche sotto l’ombrellone, con il forte sospetto che la corsia preferenziale sia stata asfaltata su misura per chi era già comodamente seduto in pole position. Insomma, il Comune di Marsala non sta cercando un arbitro imparziale dei “massimi sistemi dell’urbanistica”, ma cerca un maratoneta della scrivania, un braccio armato di flessibilità, pronto a interpretare senza frizioni la linea della maggioranza, che sostiene la sindaca Patti.

Inizia, dunque, la disperata odissea dei professionisti in versione estiva. Immaginate la scena: ingegneri e architetti in infradito, con la sabbia tra i tasti del computer portatile e il bagnasciuga sullo sfondo, costretti a imprecare in sette lingue contro uno SPID che non collabora, a caccia di marche da bollo digitali e autocertificazioni impossibili, mentre intorno i figli urlano chiedendo il settimo gelato della giornata. Professionisti stimati e sudati che trascorrono le loro ferie a compilare scartoffie chilometriche, convinti di partecipare a una vera selezione basata sul merito. La realtà dei fatti, però, si trasforma in una farsa da spiaggia: è come organizzare una maratona sotto il solleone di Ferragosto, pretendendo che i partecipanti corrano allo sfinimento in infradito per venti chilometri, per poi scoprire che la medaglia d’oro viene consegnata direttamente a chi sceglie il Sindaco, fregandosene altamente di chi è arrivato primo al traguardo o di chi è svenuto per la fatica.

Ovviamente, parliamo di una pura e innocente supposizione: ci guardiamo bene dal malizioso sospetto che la sindaca Patti abbia già in mente il papabile candidato, che sicuramente l’avrà votata. No, no: figuriamoci se una corsia preferenziale così perfettamente asfaltata, tirata a lucido e bagnata al punto giusto sia stata concepita su misura per chi ha già l’asciugamano steso al traguardo da mesi. È solo una tragica coincidenza balneare, una magnifica coincidenza astrale, che capita giusto giusto a Ferragosto.

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