lunedì 24 Agosto 2026

Catania, blitz nel quartiere San Cristoforo: scoperto covo della malavita con 78 targhe false e un jammer

Un duro colpo alla logistica della criminalità locale è stato inferto dalla Polizia di Stato a Catania. Gli agenti della Squadra Mobile della Questura etnea hanno individuato e smantellato nel cuore del quartiere San Cristoforo, in via Mulini a Vento, un deposito clandestino allestito per preparare azioni criminali di rilievo. Al termine dell’operazione, due catanesi sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria.
Il blitz è scattato nei giorni scorsi, quando i poliziotti hanno fatto irruzione all’interno del locale, sorprendendo cinque uomini mentre confabulavano attorno a un tavolo. Sopra vi erano adagiati giubbotti, scaldacollo, guanti e passamontagna, un abbigliamento decisamente anomalo e fuori stagione rispetto al caldo rovente del periodo estivo, che ha immediatamente insospettito gli investigatori come indizio di un imminente colpo.
L’ispezione approfondita del locale e dell’intercapedine di un edificio attiguo ha permesso alla sezione “Contrasto al Crimine diffuso” della Squadra Mobile di recuperare un ingente quantitativo di materiale compromettente. Tra questo figurano 78 targhe contraffatte, suddivise in 37 posteriori e 41 anteriori, riprodotte fedelmente secondo lo standard europeo e pronte per essere montate su veicoli da impiegare in attività illecite. Gli agenti hanno inoltre sequestrato un jammer professionale, ovvero un inibitore di segnale ad alta potenza dotato di ben 16 antenne e ventole di raffreddamento, progettato per oscurare le frequenze wireless e neutralizzare sistemi d’allarme o localizzatori GPS.
Le verifiche hanno riguardato anche un furgone parcheggiato nel garage, risultato rubato nelle scorse settimane in un’altra provincia e modificato con l’applicazione di targhe pulite per occultarne la provenienza furtiva. Il mezzo è stato recuperato e restituito al legittimo proprietario, mentre nel corso della perquisizione sono stati sequestrati ulteriori veicoli e targhette identificative riconducibili a furti risalenti ad anni addietro.
L’operazione si è conclusa con l’identificazione e la denuncia di due soggetti catanesi: un 43enne pluripregiudicato, già sottoposto alla misura dell’obbligo di dimora, e un giovane di 20 anni. Le accuse mosse nei loro confronti riguardano rispettivamente il possesso di apparecchiature atte a intercettare o interrompere comunicazioni e il reato di riciclaggio, fermo restando il principio della presunzione di innocenza per gli indagati fino a condanna definitiva.

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