Con un duro intervento pubblico, l’ex deputata regionale on Eleonora Lo Curto ha sancito l’addio definitivo al partito di Matteo Salvini e all’assessore regionale Mimmo Turano, accusandolo apertamente di slealtà e di aver disatteso gli accordi politici presi in occasione delle elezioni regionali del 2022. Nel comunicato, Lo Curto rivendica il peso determinante dei suoi oltre cinquemila voti in provincia di Trapani, fondamentali per far scattare il seggio leghista e consentire l’ingresso di Turano nella Giunta Schifani. Secondo la ricostruzione, l’accordo originario prevedeva un’alternanza o una progressione, che avrebbe dovuto portarla al Governo regionale, promessa mai concretizzata a causa del mantenimento del doppio incarico da parte dello stesso Turano. Nel tracciare un bilancio della propria attività amministrativa, che rivendica in oltre 40 milioni di euro di investimenti portati nella provincia di Trapani, Lo Curto chiude definitivamente la porta alla Lega, ribadendo la centralità della propria storia autonomista e difendendo una coerenza basata sul rispetto degli elettori e della parola data. L’accusa mossa a Turano è di essere inadeguato a rappresentare il territorio trapanese, anteponendo i propri interessi personali e di bottega alle reali necessità dei cittadini: «Io non lascio la Lega perché non sono diventato assessore del governo regionale. Lascio la Lega e abbandono Turano al suo destino… non perché io abbia qualcosa contro la persona, ma perché politicamente è inadeguato ad esprimere il sentimento di attaccamento, di radicamento a questo territorio».
L’addio alla Lega e lo scontro frontale con l’assessore regionale Turano sono la conseguenza anche del risultato elettorale ottenuto a Marsala. La critica principale di Eleonora Lo Curto, infatti, riguarda la costruzione di una lista della Lega debole e non competitiva, sacrificata dal potente assessore per concentrare ogni sforzo esclusivamente sulla sua candidata, Annalisa Trono, che fu motivo di scontro “non politico” con l’ex sindaco Massimo Grillo, quest’ultimo colpevole di non averla nominata assessore nella sua Giunta . La successiva strategia adottata da Turano si è rivelata nuovamente fallimentare, dato che nelle ultime elezioni lilibetane, Trono si è piazzata terza nelle preferenze. E a peggiorare l’attuale quadro politico, secondo l’analisi della Lo Curto, è il successivo movimento della stessa Annalisa Trono, che avrebbe iniziato a guardare verso l’area dell’on Stefano Pellegrino di Forza Italia. Un salto di campo liquidato con netta polemica: «Se la vedono loro. Ecco, tra loro con questo atteggiamento e con questo comportamento si comprendono, non so, ma si comprendono molto bene».
All’opposto rispetto a queste logiche di palazzo e di convenienza trasversale, Eleonora Lo Curto contrappone la linearità di figure come l’avvocato Duilio Piccione, eletto al consiglio comunale per la Lega, capace di radicarsi tra i cittadini e di mantenere la parola data. L’abbandono della Lega viene così rivendicato dall’onorevole Lo Curto con orgoglio, come una decisione presa per marcare una distanza netta da chi utilizza la politica solo per calcoli di potere personale.




