martedì 8 Settembre 2026

“Faccetta nera” in un lido tra Mazara e Campobello, la dura presa di posizione dell’ANPI

La riproposizione di canti legati al fascismo in contesti ricreativi non può essere derubricata a semplice goliardata. È questo il cuore della ferma condanna espressa dalla Presidenza provinciale dell’ANPI e dai rappresentanti locali delle sezioni di Mazara del Vallo, Castelvetrano-Campobello e Marsala, in seguito a un episodio avvenuto nel lido balneare “L’Approdo Dei Saraceni”, situato tra Mazara del Vallo e Campobello di Mazara. Durante una serata di intrattenimento frequentata da numerosi giovani, è stata infatti intonata Faccetta nera.
Nel documento diffuso dall’associazione partigiana viene respinta con forza la logica della cosiddetta par condicio tra brani storicamente opposti, applicata nel corso della stessa serata con la successiva esecuzione di Bella Ciao. Per l’ANPI non esiste alcuna equiparazione possibile tra un canto simbolo della Resistenza, nato per la libertà e la democrazia, e un brano strettamente funzionale alla propaganda del regime fascista e alla guerra coloniale.
I presidenti firmatari — Aldo Virzì (provinciale), Tiziana Giacalone (Mazara del Vallo), Giuseppe Favara (Castelvetrano-Campobello) e Gaspare Galfano (Marsala) — sottolineano come episodi del genere richiamino una stagione di dittatura, violenza e discriminazione incompatibile con i valori della Costituzione repubblicana, nata dal sacrificio dei partigiani e degli antifascisti.
L’associazione chiede dunque una mobilitazione culturale e sociale che coinvolga l’intera comunità. In primo luogo si punta il dito sul ruolo cruciale della scuola, definita presidio democratico fondamentale per la formazione della coscienza civile delle nuove generazioni, auspicando una sempre maggiore adesione ai progetti formativi e di memoria storica proposti dall’ANPI stessa. Al contempo, viene lanciato un appello alle forze democratiche e alle istituzioni affinché non si sottraggano al dovere di fare chiarezza e di contrastare ogni forma di normalizzazione della cultura fascista.
La vicenda non si esaurisce sul piano politico e culturale: il comunicato è stato infatti trasmesso al Commissariato di Pubblica Sicurezza di Mazara del Vallo. L’obiettivo è verificare la sussistenza di eventuali profili rilevanti sotto il profilo normativo, con specifico riferimento alla legge Scelba che vieta la apologia del fascismo.

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