Il gruppo parlamentare Controcorrente all’Assemblea Regionale Siciliana va all’attacco della maggioranza sulla nuova variazione di bilancio, un provvedimento che muove risorse pubbliche per oltre un miliardo di euro.
La polemica nasce dall’esclusione del gruppo con diritto di voto all’interno della commissione Bilancio. Una situazione denunciata dai deputati La Vardera, Marano, Gilistro e De Leo, i quali spiegano di aver formalizzato la richiesta già nel mese di luglio, sollevando nuovamente il problema in aula la scorsa settimana, ma ottenendo la possibilità di partecipare unicamente in qualità di uditori.
Nel comunicato, i parlamentari di Controcorrente non usano mezzi termini, puntando il dito contro una presunta manovra mirata a evitare controlli sulle risorse. Il gruppo solleva in particolare il dubbio che dietro la loro mancata inclusione vi sia il timore di far rintracciare le “solite mancette” all’interno di una manovra che vale oltre un miliardo e trecentomila euro di soldi pubblici. Secondo i deputati, la maggioranza avrebbe agito ad hoc per gestire i fondi senza la loro supervisione e le loro proposte, lesionando le funzioni democratiche di un gruppo che rappresenta i cittadini. Per questo motivo, i parlamentari si dicono pronti a forme estese di protesta, inclusa l’occupazione e il blocco dei lavori istituzionali pur di ottenere il pieno riconoscimento dei propri diritti di voto in commissione.
Controcorrente si rivolge infine alle altre forze di opposizione presenti all’Ars, confidando nel loro supporto per una battaglia giudicata trasversale a tutela della trasparenza democratica e chiedendo loro di fare la voce grossa.
Variazione di bilancio all’Ars, Controcorrente: “Paura che rintracciamo le solite mancette? Pronti a bloccare i lavori”
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