Italia Nostra Trapani: “Chioschi e pergolati invadono le coste delle Egadi. Il Demanio marittimo revochi e neghi concessioni in assenza del PUDM”

Nelle isole Egadi dilagano chioschi, pergolati e altre strutture precarie, anche approfittando dell’assenza del Piano di Utilizzazione delle aree del Demanio Marittimo (PUDM). Lo evidenzia la sezione trapanese di Italia Nostra, in una nota inviata all’Assessore regionale Francesco Paolo Scarpinato e al Demanio Marittimo di Trapani, per sollecitare uno stop alle nuove concessioni fino a quando non sarà adottato il Piano che dovrebbe disciplinare l’uso delle aree costiere e demaniali.
L’intervento scaturisce dalla recente installazione di un pergolato a servizio del ristorante Fontemare, sul litorale di Favignana; “un matacubo in legno – sottolinea l’associazione – sorto sulla spiaggetta denominata Praia, accanto alla piccola strada che conduce allo Stabilimento Florio”. “Su questa struttura che ricade in area portuale c’è il parere negativo del Comune – precisa il presidente di Italia nostra Trapani, Antonio Pellegrino – perché nel sito sono previste opere di riqualificazione nell’ambito della ristrutturazione del porto”.
Nel documento, a firma di Pellegrino e della presidente onoraria di Italia Nostra Trapani, Maria Guccione, viene chiesto al Demanio Marittimo di Trapani di revocare la concessione dell’area al ristorante Fontemare e anche di esprimersi negativamente sulle molte altre istruttorie in corso. Inoltre, “si rivedano tutte le concessioni rilasciate con il silenzio assenso, – scrivono Pellegrino e Guccione – non si rilascino nuove concessioni fino alla adozione del PUDM”, e “gli organi preposti provvedano a far rispettare l’obbligo di smontare le strutture precarie entro metà ottobre”.
“A Favignana ci sono troppi chioschi improvvisati – dichiara il presidente di Italia Nostra Trapani – ma sono troppi anche i ristoranti, le biciclette e i motorini in affitto, le minicrociere, le pedane in centro, i locali da asporto; l’iperturismo sta danneggiando la bellezza, la vivibilità e il turismo stesso”.
Di seguito, la nota inviata all’assessore Scarpinato, al Demanio Marittimo di Trapani, nonché al Sindaco e al Presidente del Consiglio comunale di Favignana.
Egadi: chioschi e pergolati invadono le coste
“Nelle Egadi manca il Piano di Utilizzazione delle aree del Demanio Marittimo (PUDM). In Assenza di questo importante strumento, che dovrebbe disciplinare l’uso delle aree costiere e demaniali, sono cresciuti a dismisura chioschi, pergolati ed altre strutture precarie. Questa abnorme proliferazione nelle aree costiere private è dovuta al meccanismo del silenzio assenso e nelle aree demaniali alla sorprendente magnanimità degli uffici del Demanio.
L’ultimo nato è un matacubo in legno sorto qualche giorno fa sulla spiaggetta denominata “Praia” sita in paese accanto alla piccola strada che conduce allo Stabilimento Florio, un luogo che caratterizza l’identità dell’isola perché era la sede della lavorazione del tonno.
Di questa struttura non si sentiva nessun bisogno perché all’inizio di quella piccola strada, nella parte più larga e più distante dallo stabilimento, ne sorgono già due che sono state realizzate alcune decine di anni fa quando Favignana era più bella.
Peraltro, sulla edificazione di questo nuovo pergolato l’ufficio tecnico del Comune e il Sindaco hanno espresso un parere nettamente negativo perché nel progetto di ristrutturazione del porto è previsto che la ditta che realizzerà i lavori dovrà, per compensazione, riqualificare quella spiaggia e l’area circostante.
Anche il Consiglio Comunale, ad agosto 2026, ha esplicitato la propria volontà di frenare l’attuale assalto alle coste approvando all’unanimità un atto di indirizzo che impegna l’Amministrazione comunale a farsi promotrice di una moratoria finalizzata alla immodificabilità dei luoghi in attesa del PUDM e del PUG.
Non possiamo accettare che l’iperturismo distrugga completamente la bellezza dell’isola. Chiediamo pertanto che:
a) il Demanio Marittimo revochi la concessione di cui sopra al servizio del ristorante Fontemare e si esprima negativamente sulle molte altre istruttorie in corso;
b) si rivedano tutte le concessioni rilasciate con il silenzio assenso;
c) non si rilascino nuove concessioni fino alla adozione del PUDM;
d) gli organi preposti provvedano a far rispettare l’obbligo di smontare le strutture precarie entro metà ottobre”.

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