«Siamo abituati a pensare che o si è buoni o si è giusti. In Rosario Livatino non esiste questa opposizione». È con questo profondo spunto di riflessione che Alessandra Camassa, Presidente del Tribunale di Trapani, ha voluto rendere omaggio alla figura del Beato Rosario Livatino in occasione del 29 ottobre, giorno della sua memoria liturgica.
Attraverso un messaggio celebrativo, la Presidente Camassa ha tracciato il ritratto di un uomo e magistrato capace di unire l’inflessibile rigore professionale a una straordinaria e intima umanità. Il “giudice ragazzino”, recentemente riconosciuto come patrono dei magistrati, viene così indicato da Camassa come un punto di riferimento etico e spirituale imprescindibile: non soltanto per chi indossa la toga, ma per l’intera comunità civile.
A far da sfondo alle parole della Presidente è stata la suggestiva Chiesa di San Pietro, la più antica di Trapani, scelta come cornice di grande valore storico e spirituale per registrare l’intervento. Una sede doppiamente significativa, poiché proprio tra le sue navate si conclude l’anno giubilare indetto per i 900 anni dalla fondazione della parrocchia.
La testimonianza di Alessandra Camassa riporta al centro l’attualità del messaggio di Livatino: una visione alta della magistratura in cui il dovere quotidiano della giustizia non si contrappone mai alla misericordia, ma si nutre in modo indissolubile dell’amore per la verità e per la dignità della persona.
INTERVISTA- Trapani, il ricordo del Beato Livatino nelle parole della Presidente Camassa: «Giustizia e umanità camminano insieme»
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