Si è conclusa senza feriti ma con pesanti danni materiali la violenta rivolta scoppiata all’interno della casa circondariale “Pietro Cerulli” di Trapani. A darne notizia è la UIL FP Polizia Penitenziaria, che sottolinea l’importanza di essere riusciti a sedare i disordini evitando un pericoloso effetto domino che avrebbe potuto mettere a repentaglio l’ordine e la sicurezza pubblica.
Come dichiarato da Gioacchino Veneziano, componente dell’Esecutivo Nazionale UIL FP Polizia Penitenziaria, il tempestivo intervento del Capo della Polizia Penitenziaria Siciliana, Maurizio Veneziano, è stato determinante. L’invio di oltre 50 unità di supporto ha infatti permesso alla Direttrice della struttura, Margherita Gennai, al Comandante di reparto Cristian Astarita e a tutto il personale in servizio di superare un momento estremamente critico. Essenziale è stato anche il ruolo della Prefettura, che ha coordinato il presidio esterno con pattuglie della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.
Alla luce di quanto accaduto, il sindacato chiede fermamente che i promotori dei disordini vengano perseguiti penalmente e sollecita un intervento immediato da parte del DAP. La devastazione del già deturpato Reparto Mediterraneo rende infatti improcrastinabile la sua chiusura per avviare i necessari lavori di ristrutturazione. Contestualmente, la UIL ritiene non più rinviabile una revisione dell’organico del Pietro Cerulli, che registra attualmente una carenza di circa 100 agenti a fronte di una popolazione carceraria che conta quasi 600 detenuti.
INTERVISTA- Tensione al carcere di Trapani: sedata la rivolta al “Pietro Cerulli”. La UIL chiede la chiusura del Reparto Mediterraneo e 100 agenti in più
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