«Abbiamo presentato un’interrogazione per fare luce sui dati utilizzati dal commissario Dan Jørgensen nella formulazione dell’Affordable Housing Act, soprattutto per individuare le aree a stress abitativo. La Commissione europea si prepara a introdurre misure che possono incidere profondamente sul mercato immobiliare, sulle locazioni brevi e sulla disponibilità degli alloggi: servono quindi basi statistiche aggiornate, accessibili e verificabili. Siamo convinti che la casa rappresenti un bene fondamentale per le famiglie e un pilastro della nostra economia: per questo siamo in prima linea per tutelare gli interessi dei cittadini italiani ed europei». È quanto dichiara l’eurodeputato di Forza Italia Marco Falcone, vice capo della Delegazione italiana nel Gruppo PPE, annunciando l’interrogazione alla Commissione europea sull’indisponibilità del database “Mapadomo”, sviluppato dal Centro comune di ricerca (JRC) e dalla DG ECFIN. Falcone ha lavorato al quesito assieme a Confedilizia, con cui la prossima settimana promuoverà a Bruxelles un convegno dedicato alle politiche abitative.
L’Affordable Housing Act proposto dalla Commissione europea, infatti, delinea, all’articolo 6, i criteri per individuare le aree delle città europee in tensione abitativa, anche ai fini dell’adozione di restrizioni sulle locazioni brevi e sull’utilizzo degli immobili residenziali. Tra gli strumenti statistici di riferimento figura Mapadomo, che raccoglie dati sui prezzi immobiliari ai fini del calcolo del Price-to-Income Ratio (PTI), indicatore che rapporta il costo delle abitazioni al reddito disponibile.
«Il database Mapadomo – evidenzia Falcone – risulta da tempo in manutenzione, senza indicazioni sui tempi di ripristino, mentre la versione precedentemente disponibile contiene dati fermi al 2020. Questo limita la possibilità per cittadini, istituzioni e operatori economici di verificare autonomamente i parametri e simulare gli effetti di criteri destinati a incidere fortemente sul mercato immobiliare».
Con l’interrogazione, l’azzurro Falcone chiede alla Commissione di chiarire le ragioni dell’indisponibilità della piattaforma, i tempi previsti per il ripristino e l’aggiornamento dei dati, nonché le modalità con cui intenda garantire trasparenza, accessibilità e riproducibilità dei calcoli. «Le politiche abitative europee devono fondarsi su dati solidi, attuali e alla portata di tutti. Trasparenza e verificabilità sono condizioni indispensabili per rendere efficaci gli interventi sulla casa, nell’interesse delle famiglie, dei proprietari e dell’intero sistema economico europeo», conclude Falcone.
L’Affordable Housing Act proposto dalla Commissione europea, infatti, delinea, all’articolo 6, i criteri per individuare le aree delle città europee in tensione abitativa, anche ai fini dell’adozione di restrizioni sulle locazioni brevi e sull’utilizzo degli immobili residenziali. Tra gli strumenti statistici di riferimento figura Mapadomo, che raccoglie dati sui prezzi immobiliari ai fini del calcolo del Price-to-Income Ratio (PTI), indicatore che rapporta il costo delle abitazioni al reddito disponibile.
«Il database Mapadomo – evidenzia Falcone – risulta da tempo in manutenzione, senza indicazioni sui tempi di ripristino, mentre la versione precedentemente disponibile contiene dati fermi al 2020. Questo limita la possibilità per cittadini, istituzioni e operatori economici di verificare autonomamente i parametri e simulare gli effetti di criteri destinati a incidere fortemente sul mercato immobiliare».
Con l’interrogazione, l’azzurro Falcone chiede alla Commissione di chiarire le ragioni dell’indisponibilità della piattaforma, i tempi previsti per il ripristino e l’aggiornamento dei dati, nonché le modalità con cui intenda garantire trasparenza, accessibilità e riproducibilità dei calcoli. «Le politiche abitative europee devono fondarsi su dati solidi, attuali e alla portata di tutti. Trasparenza e verificabilità sono condizioni indispensabili per rendere efficaci gli interventi sulla casa, nell’interesse delle famiglie, dei proprietari e dell’intero sistema economico europeo», conclude Falcone.




