Mentre la città di Trapani si preparava ai festeggiamenti di Capodanno, tra un brindisi e l’altro, a Palazzo D’Alì si consumava l’atto politico più discusso dell’anno. Il 31 dicembre, alle ore 12:00 precise, la Giunta comunale ha approvato la delibera n. 581, disponendo l’aumento delle indennità di funzione per Sindaco, Assessori e vertici del Consiglio comunale. Secondo i consiglieri di minoranza, scegliere la vigilia di Capodanno per un atto così impopolare sarebbe una strategia precisa: «Un tentativo maldestro di passare inosservati lontano dagli occhi dell’opinione pubblica», denunciano in una nota congiunta. Un copione che si ripete, ricordano i critici, dato che un precedente adeguamento era stato deliberato in pieno agosto, a ridosso di Ferragosto.
Il provvedimento, che prevede l’adeguamento ai massimi livelli previsti dalla legge con decorrenza dal 1° gennaio 2026, sposta sensibilmente l’asticella dei costi della politica locale. Ecco i nuovi compensi lordi mensili: Sindaco: 9.660 euro; Vicesindaco: 7.245 euro
* Assessori e Presidente del Consiglio: 5.796 euro; Vicepresidente del Consiglio: 3.477 euro. L’aggravio per le casse comunali è consistente. L’opposizione sottolinea il paradosso di un’amministrazione che da mesi giustifica disservizi e ritardi amministrativi citando la cronica mancanza di risorse finanziarie, per poi trovare le coperture necessarie ai propri emolumenti. A sollevare ulteriori dubbi è la clausola di immediata esecutività. Secondo il consigliere di minoranza Maurizio Miceli, non esisterebbe alcuna urgenza sociale o amministrativa che giustifichi la necessità di rendere l’aumento effettivo all’istante, se non quella di blindare il provvedimento prima che scoppi il caso politico.
«È un auto-regalo pagato dai cittadini», conclude la nota dell’opposizione, definendo la delibera uno «schiaffo morale» a una città che attende risposte su temi ben più urgenti.
Intervista- Trapani, è polemica sul “botto” di fine anno: la Giunta si aumenta lo stipendio a San Silvestro
Ti consigliamo





