E’ ufficialmente iniziata la corsa per Palazzo VII Aprile. Se il sindaco uscente, Massimo Grillo, ha scelto il palco del Cinema Golden per lanciare la sua narrazione di una “Marsala che cambia”, la risposta della coalizione civico-progressista non si è fatta attendere. Il Partito Democratico, in una nota stampa a firma di Linda Licari, ha replicato con un durissimo atto d’accusa, trasformando quello che doveva essere un bilancio di fine mandato in un terreno di scontro frontale.
La prima scintilla è sulla forma. Il PD contesta a Grillo l’uso dello stemma della Città di Marsala proiettato come sfondo durante l’evento. Un errore che per il PD è sostanza: «Il Sindaco confonde il Comune con il proprio comitato elettorale», si legge nella nota del circolo. La critica è chiara: se si apre la campagna elettorale, si usino i simboli delle liste civiche e non quelli dell’istituzione, che appartengono a tutti i cittadini e non a una fazione.
Andreana Patti nel mirino
Il clima si è scaldato ulteriormente quando Grillo ha rivolto critiche dirette ad Andreana Patti, figura chiave dello schieramento avversario (sostenuta dal movimento “Si Muove la Città” e dal campo largo). Una mossa che il PD bolla come “inopportuna”, stigmatizzando l’attacco a una candidata che – sottolineano i PD marsalese – porta in dote competenze tecniche e un percorso professionale che non spetta al Sindaco giudicare, specialmente dopo aver predicato una “filosofia della pace”.
Il cuore della polemica resta la gestione della città. Il PD ha presentato un contro-dossier che ribalta la visione ottimistica di Grillo, in particolare, su contenitori culturali e sport. Mentre il Sindaco Grillo parla di rilancio, l’opposizione elenca le chiusure di Palazzo Grignani e del Monumento ai Mille. Con la piscina comunale chiusa e la pista di atletica dello stadio inagibile, il PD definisce «una scelta fuori dal tempo» l’investimento dei fondi PNRR per l’ippodromo di Scacciaiazzo, opera finita spesso al centro delle cronache nazionali come esempio di spesa discutibile.
Infine, l’affondo sulle grandi opere. Il PD elenca una serie di cifre pesanti che graverebbero sul futuro della città: 26 milioni di euro che sarebbero andati perduti per l’eliminazione dei passaggi a livello; i 135 milioni di euro per il completamento dello scorrimento veloce Marsala-Mazara. E per il Porto di Marsala, definito un “annuncio perenne”, siamo dinnanzi ad un progetto, che secondo l’opposizione, verrebbe tenuto nel cassetto per essere sventolato solo come promessa elettorale dell’ultimo minuto.
Con cinque anni e quattro mesi di amministrazione alle spalle, Massimo Grillo rivendica il suo operato, ma il centrosinistra, compattato attorno ad Andreana Patti, risponde chiedendo verità sui fatti.
Elezioni Marsala 2026, è già duello Grillo-Patti: il PD “smonta” il bilancio del Sindaco tra fondi perduti e infrastrutture al palo
Ti consigliamo


