La Sicilia tenta il sorpasso sul divario di genere. Al centro del dibattito all’ARS c’è l’articolo 8 del ddl Enti Locali, che punta a garantire almeno il 40% di presenza femminile nelle giunte comunali, allineando l’isola al resto d’Italia.
Per Cleo Li Calzi (PD), non si tratta di “quote rosa” ma di un diritto di rappresentanza sinora violato: “È la misura della qualità democratica di un’istituzione” (clicca qui per l’intervista). Un concetto ribadito con forza dalle 15 deputate dell’ARS, che in una nota congiunta denunciano una realtà allarmante: nei comuni siciliani la presenza femminile è ferma ad appena il 12%.
La battaglia ora è sulla trasparenza. Le parlamentari chiedono di votare “a viso aperto”, respingendo l’incognita del voto segreto che rischierebbe di affossare la norma. “Votare contro sarebbe un’abiura di civiltà”, avvertono le deputate, richiamando l’Aula alla responsabilità di fronte agli elettori.
Intervista- Donne nelle giunte: la Sicilia è ferma al 12%. Li Calzi e le deputate chiedono il voto palese
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