“Mario Francese era una voce scomoda per le famiglie mafiose, un giornalista che aveva intuito con largo anticipo l’ascesa dei corleonesi, l’evoluzione di cosa nostra e i suoi pericolosi intrecci negli affari e negli appalti. Fu messo a tacere il 26 gennaio del 1979 da una mafia che cercava consenso attraverso l’omertà e l’indifferenza e che non sopportava la sua ostinazione nel fare nomi e cognomi. Il suo metodo di denuncia è ancora attuale. Ricordarlo è importante, non solo per onorare il calendario drammatico della nostra terra, costellato di centinaia di nomi di professionisti, donne e bambini uccisi senza pietà, ma anche perché la memoria ci sia di aiuto nel presente, per evitare che quel passato possa tornare”. Lo ha detto il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici, in occasione del 47esimo anniversario dell’uccisione del giornalista Mario Francese.
Cracolici: “Metodo di denuncia Mario Francese ancora attuale, suo ricordo sia d’aiuto oggi”
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