Il clima politico a Valderice si scalda dopo il rimpasto di Giunta. Quella che era nata come un’amministrazione civica a sostegno del Sindaco Francesco Stabile ha cambiato pelle, trasformandosi in una compagine chiaramente orientata verso Forza Italia. Una metamorfosi che non è passata inosservata e che ha scatenato una reazione a catena tra i banchi del Consiglio Comunale.
Secondo quanto dichiarato dal commissario cittadino della Lega, Giuseppe Di Trapani, la rimodulazione della Giunta sarebbe stata una scelta solitaria del primo cittadino, priva di un confronto con i gruppi che ne hanno permesso l’elezione. L’accusa è netta: la nuova squadra di governo viene percepita come una “Giunta Elettorale”, costruita strategicamente in vista dei prossimi appuntamenti per le Regionali, privilegiando l’asse con Forza Italia a discapito degli accordi originari.Il Sindaco Stabile ha rimodulato la giunta comunale, trasformandola da civica in una compagine chiaramente politica e orientata verso Forza Italia.
Il mancato dialogo ha sancito la fine dell’unità in aula. Il Consiglio Comunale di Valderice vede oggi la nascita di due nuovi poli di indipendenza che promettono di cambiare gli equilibri delle votazioni:
* Fratelli d’Italia: Il partito di Giorgia Meloni si riorganizza con Alessandro Pagoto nel ruolo di capogruppo e la consigliera Solina come vice.
* “Amiamo Valderice”: Una nuova lista che vede Giusy Lombardo (capogruppo) e Francesco Minaudo (vicecapogruppo) come protagonisti.
Proprio sulla nascita di “Amiamo Valderice” emerge la regia politica di Giuseppe Di Trapani. Il commissario della Lega, pur non sedendo tra i banchi del Consiglio, viene indicato come l’architetto della manovra, confermando il solido legame politico con l’attuale Assessore Regionale Mimmo Turano. La mossa segna una ridefinizione degli spazi della Lega sul territorio valdericino, prendendo le distanze da una gestione amministrativa ritenuta troppo accentratrice.
Non si tratta di una sfiducia totale, almeno per il momento, ma di una “indipendenza vigilata”. I nuovi gruppi consiliari hanno chiarito che non ci sarà più un assegno in bianco per il Sindaco Stabile.
“Valuteremo atto dopo atto i provvedimenti che l’amministrazione sfornerà”, fanno sapere dai nuovi gruppi, sottolineando che ogni decisione sarà pesata nel merito e per il bene della comunità, mettendo fine a quella che Di Trapani definisce una “gestione solitaria”.
Il messaggio per il Sindaco è chiaro: senza condivisione, la strada in Consiglio Comunale si preannuncia tutta in salita.
Secondo quanto dichiarato dal commissario cittadino della Lega, Giuseppe Di Trapani, la rimodulazione della Giunta sarebbe stata una scelta solitaria del primo cittadino, priva di un confronto con i gruppi che ne hanno permesso l’elezione. L’accusa è netta: la nuova squadra di governo viene percepita come una “Giunta Elettorale”, costruita strategicamente in vista dei prossimi appuntamenti per le Regionali, privilegiando l’asse con Forza Italia a discapito degli accordi originari.Il Sindaco Stabile ha rimodulato la giunta comunale, trasformandola da civica in una compagine chiaramente politica e orientata verso Forza Italia.
Il mancato dialogo ha sancito la fine dell’unità in aula. Il Consiglio Comunale di Valderice vede oggi la nascita di due nuovi poli di indipendenza che promettono di cambiare gli equilibri delle votazioni:
* Fratelli d’Italia: Il partito di Giorgia Meloni si riorganizza con Alessandro Pagoto nel ruolo di capogruppo e la consigliera Solina come vice.
* “Amiamo Valderice”: Una nuova lista che vede Giusy Lombardo (capogruppo) e Francesco Minaudo (vicecapogruppo) come protagonisti.
Proprio sulla nascita di “Amiamo Valderice” emerge la regia politica di Giuseppe Di Trapani. Il commissario della Lega, pur non sedendo tra i banchi del Consiglio, viene indicato come l’architetto della manovra, confermando il solido legame politico con l’attuale Assessore Regionale Mimmo Turano. La mossa segna una ridefinizione degli spazi della Lega sul territorio valdericino, prendendo le distanze da una gestione amministrativa ritenuta troppo accentratrice.
Non si tratta di una sfiducia totale, almeno per il momento, ma di una “indipendenza vigilata”. I nuovi gruppi consiliari hanno chiarito che non ci sarà più un assegno in bianco per il Sindaco Stabile.
“Valuteremo atto dopo atto i provvedimenti che l’amministrazione sfornerà”, fanno sapere dai nuovi gruppi, sottolineando che ogni decisione sarà pesata nel merito e per il bene della comunità, mettendo fine a quella che Di Trapani definisce una “gestione solitaria”.
Il messaggio per il Sindaco è chiaro: senza condivisione, la strada in Consiglio Comunale si preannuncia tutta in salita.


