mercoledì 28 Gennaio 2026

INTERVISTA- Catania. Operazione “Switch Off” della Polizia Postale contro il cybercrime e pirateria audiovisiva: eseguite perquisizioni in Italia e all’estero

Su disposizione della Procura distrettuale della Repubblica di Catania, la Polizia di Stato, con la collaborazione degli organi giudiziari e di polizia di diversi Paesi europei ed extra europei, con il coordinamento di Eurojust, ha eseguito provvedimenti di perquisizione e sequestro nei confronti di numerosi indagati e presso società presenti in Italia ed all’estero.Si tratta di una vasta operazione internazionale di contrasto al cyber crime ed alla pirateria audiovisiva, con l’impiego di oltre 100 operatori della Polizia Postale che hanno effettuato perquisizioni in 11 città italiane e nei confronti di 14 obiettivi situati all’estero, con l’ausilio delle forze di polizia straniere in Regno Unito, Spagna, Romania, Kosovo e con la collaborazione delle Autorità di Canada, India, Corea del Sud ed Emirati Arabi. L’operazione, pianificata e condotta dalla Procura di Catania, è stata effettuata, come detto sopra, con il coordinamento di Eurojust con le diverse Autorità giudiziarie dei diversi Paesi coinvolti sia Ue che extra UE, con il coinvolgimento e la collaborazione di Europol ed Interpol, ed ha visto il coordinamento operativo del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, nonché il supporto della rete operativa @ON (operation network), finanziata dalla Commissione Europea e guidata dalla Direzione investigativa antimafia. L’indagine è stata avviata un anno fa grazie a numerosi e preziosi spunti investigativi ottenuti dalla precedente operazione internazionale denominata Taken down. In particolare, è stata condotta una complessa analisi forense dei numerosi dati acquisiti dai sequestri dei dispositivi e delle apparecchiature, mediante mirati monitoraggi della rete e analisi di flussi, acquisizioni di informazioni dalle fonti aperte e da sistemi di messagistica nonché complessi tracciamenti di transazioni finanziarie, soprattutto in criptovalute. L’analisi ha consentito di acquisire indizi di colpevolezza, fermo restando la presunzione d’innocenza degli indagati valevole ora e fino a condanna definitiva, a carico dei componenti di un sodalizio criminale organizzato a carattere transnazionale, costituito da 31 indagati, ritenuto dedito alla diffusione di palinsesti televisivi ad accesso condizionato, accesso abusivo ad un sistema informatico, frode informatica, intestazione fittizia di beni e riciclaggio. L’attività ha permesso di smantellare una ennesima infrastruttura informatica che serviva illegalmente milioni di utenti finali, in ambito nazionale ed internazionale. Con un sofisticato sistema informatico – quello delle IPTV illegali – venivano illegalmente captati e rivenduti i palinsesti live ed i contenuti on demand protetti da diritti televisivi, di proprietà delle più note piattaforme televisive nazionali ed internazionali, quali SKY, DAZN, MEDIASET, AMAZON Prime, NETFLIX, PARAMOUNT, DISNEY+.La dotazione di strumenti tecnologici e finanziari nel tempo ha permesso al gruppo criminale di operare su scala globale e di offrire un servizio illecito professionale e redditizio. Inoltre, sulla base degli indizi raccolti da verificare in sede giurisdizionale, è emerso che gli indagati hanno adottato strategie avanzate di anonimizzazione che si sono concretizzate in una serie di operazioni, quali l’investimento in criptovalute, l’intestazione fittizia di beni e la costituzione di società fittizie, in modo da ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa dei proventi e si sono resi responsabili di frode fiscale, attraverso lo sfruttamento del regime fiscale nelle transazioni intracomunitarie. Tali attività illecite sono state interrotte e si è proceduto al sequestro delle infrastrutture illegali, attraverso le quali l’organizzazione criminale, strutturata in maniera verticistica con ruoli e mansioni ben delineati, ha realizzato un giro illegale di affari di milioni di euro mensili, provocando ingenti danni economici ai broadcasters, case cinematografiche e leghe sportive. L’operazione dei giorni scorsi ha bloccato l’attività di un migliaio di rivenditori italiani con oscuramento di oltre 100mila utenti finali in Italia e milioni a livello mondiale. In Italia, sono state sequestrate tre delle più note piattaforme IPTV illegali (iptvItalia, migliorIptv, DarkTv), con apposizione di pannelli di sequestro ai siti vetrina e gruppi Telegram utilizzati per la vendita. In Romania è stata individuata una rilevante IPTV mondiale, proEuropaTV, che distribuiva contenuti attraverso 6 server, ubicati in Romania e in uno Stato africano. Negli altri Paesi è stato rinvenuto materiale utile per l’approfondimento delle indagini e che ha confermato gli interessi criminali degli indagati. I contenuti protetti dal diritto d’autore di proprietà di tutti i broadcaster mondiali venivano offerti illegalmente al costo di 10 euro / 12 euro mensili con danno economico per le aziende titolari del diritto di diversi milioni di euro mensili. A Napoli è stata individuata una sim-farm con oltre 200 schede telefoniche, decine di smartphone e numerose carte di credito, verosimilmente impiegato per attività illecite di vario genere nel campo del cybercrime. L’operazione internazionale acquista una valenza particolarmente importante anche in ottica preventiva, soprattutto in relazione all’imminente inizio dei XXV Giochi olimpici invernali – Milano Cortina 2026, che si terranno dal 6 al 22 febbraio 2026 in Italia, con la tutela delle produzioni audiovisive. Di seguito si riportano le città italiane ed i paesi coinvolti: Catania, Messina, Palermo, Napoli, Altofonte (Palermo), Brindisi, Castellamare di Stabia (Napoli), Brusciano (Napoli), Trani, Lanciano (Chieti), Cardito (Napoli). Vi sono indagati all’estero nelle seguenti nazioni: Regno Unito, Spagna, Kosovo, Romania, Canada, India, Corea del Sud ed Emirati Arabi.

Ti consigliamo

La nostra diretta

Ultim'ora

In primo piano

CHIUDI

CHIUDI