Il Comune di Trapani ha avviato una stretta sui contratti del servizio idrico che risultano ancora intestati a cittadini deceduti. Dall’incrocio dei dati dell’anagrafe con la banca dati dell’acquedotto, sono emerse numerose posizioni non regolarizzate: una situazione che l’Amministrazione Tranchida ha deciso di sanare con interventi immediati. L’Assessore al Servizio Idrico, Giuseppe Pellegrino, ha disposto la sigillatura dei contatori per tutte quelle utenze i cui eredi non hanno provveduto alla voltura del contratto. Prima di procedere alla chiusura fisica dell’acqua, agli interessati verrà inviata una comunicazione formale.Per evitare l’interruzione del servizio, gli eredi sono tenuti a: – effettuare la voltura: intestare il contratto a un nuovo utente (solitamente chi risiede nell’immobile o ne ha la proprietà); -saldare l’arretrato: il nuovo intestatario dovrà farsi carico di tutte le bollette pregresse non pagate. L’Amministrazione, per agevolare i cittadini, ha comunque previsto la possibilità di richiedere una rateizzazione del debito. L’avviso non lascia spazio a dubbi: chi ignorerà l’invito alla regolarizzazione si troverà ad affrontare l’Agenzia delle Entrate. Il Comune ha infatti attivato le procedure di riscossione coattiva, che possono comportare costi aggiuntivi, sanzioni e azioni legali sui beni degli eredi. L’invito è quello di collaborare per evitare disagi (come la mancanza d’acqua) e sanzioni pesanti. Regolarizzare la propria posizione è un atto di senso civico a tutela di tutta la comunità e dei cittadini che pagano regolarmente le tasse.
Trapani. Acquedotto Comunale: stop ai contratti intestati a defunti
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