La Riserva dello Stagnone torna al centro del dibattito politico, trasformandosi in un terreno di scontro acceso tra le liste civiche a sostegno del sindaco uscente Massimo Grillo e il fronte ambientalista legato a Legambiente e alla coalizione di Andreana Patti.
Al centro della contesa c’è il convegno “La riserva negata”, organizzato dal circolo locale di Legambiente. Quello che era stato presentato come un momento di riflessione tecnica sulla tutela dell’ecosistema è stato duramente bollato dai sostenitori di Grillo come un “tentativo di orientare politicamente il dibattito” in vista delle imminenti elezioni amministrative.
Le liste pro-Grillo (rappresentate da Bilardello, Di Girolamo, Sciacca e Cellura) difendono a spada tratta il modello di sviluppo degli ultimi anni, trainato dal kitesurf. Secondo la nota diffusa dalle civiche, le attività sportive hanno garantito: riqualificazione di aree precedentemente abbandonate; occupazione giovanile e investimenti locali e destagionalizzazione del turismo per oltre dieci mesi l’anno.
“Mettere in discussione questo modello significa colpire il futuro economico della comunità”, si legge nella nota, che accusa gli avversari di promuovere una visione “ideologica e proibizionista”.
La scintilla che ha fatto esplodere la polemica è la partecipazione tra i relatori della dott.ssa Antonella Ingianni, esponente dei Verdi-Sinistra e indicata come assessore in pectore dalla candidata sindaca Andreana Patti. Per i sostenitori di Grillo, questa presenza toglierebbe ogni parvenza di scientificità al convegno, trasformandolo in uno strumento elettorale volto a imporre nuovi divieti sulla Riserva.
Il dibattito solleva una questione di fondo che divide la città: come conciliare la protezione di un ecosistema fragilissimo con la pressione antropica derivante dal successo turistico?
Mentre il fronte ambientalista invoca regole più stringenti per evitare il degrado della flora e della fauna, la coalizione di centro-destra punta su una “crescita regolata” che non sacrifichi il lavoro dei giovani in nome di quelli che definiscono “parchi negati”.
“La Riserva negata”: quando l’ambientalismo ideologico diventa un progetto politico contro lo sviluppo dello Stagnone.
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