Un Piano strategico pluriennale “antidesertificazione”, capace di affrontare in modo integrato le cinque grandi fragilità che colpiscono il territorio: desertificazione demografica, economica, istituzionale, sociale e ambientale e un Patto per il futuro del Trapanese, che non si fermi al confronto episodico e formale, ma che istituisca un tavolo permanente di concertazione tra Libero Consorzio, Comuni, organizzazioni sindacali, associazioni datoriali, terzo settore e università, sui temi dei fondi europei, piani di zona, infrastrutture strategiche, scelte su porto, aeroporto, energia e sviluppo industriale, rafforzando il ruolo delle autonomie locali e delle parti sociali. Sono due delle otto proposte presentate dalla Cisl Palermo Trapani per il rilancio di Trapani e della provincia, nel corso dell’incontro “Il coraggio delle idee”, patrocinato dal Libero consorzio comunale di Trapani, che si è svolto presso il Palazzo del Governo in piazza Vittorio Veneto. Ad aprire la segretaria generale Cisl Palermo Trapani Federica Badami (clicca qui per le interviste), che ha illustrato le proposte, alla presenza dei rappresentanti istituzionali, del mondo della scuola, delle categorie produttive, del turismo e delle infrastrutture trapanesi, nell’ambito di due panel che sono stati conclusi dall’intervento del segretario generale Cisl Sicilia Leonardo La Piana. “Il Piano ‘antidesertificazione’ del Libero Consorzio comunale, deve prevedere obiettivi chiari, con un cronoprogramma definito e responsabilità esplicite, superando la frammentazione degli interventi e la logica emergenziale – ha affermato la segretaria generale – . Elemento centrale deve essere la costruzione di un ‘cruscotto territoriale’ pubblico, con indicatori aggiornati annualmente su popolazione, occupazione, qualità del lavoro, servizi, welfare, sanità e ambiente, da discutere in una Conferenza provinciale permanente di programmazione con il coinvolgimento delle parti sociali”. Tutto partendo dalle emergenze del territorio, come quella legata al lavoro, quello povero e quello nero e del lavoro che non c’è. Nel territorio trapanese il tasso di disoccupazione è del 7,9 per cento, 11,3 per le donne e 6,1 gli uomini , 11 mila le persone in cerca di occupazione . Il dato migliora nel 2025 rispetto al 2024 quando il tasso di disoccupazione era pari all’8,1% ma sale il tasso di inattività, ben il 46,4 per cento. La parola chiave attorno alle quali la Cisl ha costruito le sue proposte è dunque, ‘desertificazione’. “Non solo nell’accezione ambientale, ma anche nel suo significato più ampio e drammatico, che parla di desertificazione demografica, con la provincia di Trapani prima in Sicilia per spopolamento, un calo di oltre 9 mila residenti tra il 2019 e il 2023, un saldo naturale fortemente negativo e migliaia di giovani che lasciano il territorio ogni anno; di desertificazione economica, con 227 mila inattivi, quasi metà della popolazione in età da lavoro, un mercato segnato da lavoro povero, precario, spesso ai margini della legalità; e infine di desertificazione istituzionale, e laddove lo Stato appare distante, purtroppo è risaputo che avanzano altri poteri” . E poi la desertificazione sociale e generazionale, “quando i giovani non trovano spazi di crescita, lavoro dignitoso, riconoscimento e partecipazione, interi quartieri rischiano di diventare luoghi di attesa e non di progetto” spiega Badami. Fondamentali dunque, la seconda proposta della Cisl riguarda proprio l’università, e il diritto a restare dei giovani. “E’ necessario il rafforzamento del Polo universitario di Trapani, una leva strategica contro lo spopolamento giovanile. Occorre sostenere l’ampliamento dell’offerta formativa, collegandola ai settori chiave del territorio: mare e portualità, turismo sostenibile, sanità, energia, agroalimentare di qualità” ha aggiunto Badami. Fra le altre proposte, il tema del welfare territoriale e sanità di prossimità nell’ambito dei quali, la Cisl chiede il riconoscimento della personalità giuridica dei distretti sociosanitari e la costruzione di una rete integrata di servizi territoriali che colleghi Case di Comunità, RSA e assistenza domiciliare. Per il sindacato il Libero Consorzio deve svolgere un ruolo di coordinamento per una programmazione unitaria tra sanità e servizi sociali, con particolare attenzione alle aree interne, agli anziani soli, alle fasce più fragili della popolazione. Cruciali le infrastrutture, per le quali la Cisl sollecita un Piano integrato porto–aeroporto–viabilità provinciale, in collaborazione con Autorità portuale e gestore aeroportuale, che, dia priorità al progetto ‘dell’ultimo miglio’, ai collegamenti stabili con Birgi e alla valorizzazione logistica in chiave ZES. Spazio poi al turismo e alla cultura con la proposta di un Sistema Archeologico Diffuso del Trapanese che insieme a Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea, “deve far parte di una strategia unitaria che integri cultura, ambiente, turismo lento e occupazione. La valorizzazione dell’archeologia minore e del patrimonio culturale deve generare lavoro stabile e qualificato, rafforzando l’identità del territorio e contrastando lo spopolamento”. Altro punto la legalità, l’inclusione e i beni confiscati. “Per trasformare un patrimonio sottratto alla mafia in lavoro buono – ha spiegato Badami – serve un Piano provinciale per il riuso sociale e produttivo dei beni confiscati, che privilegi cooperative sociali, imprese giovanili e progetti di inserimento lavorativo. L’obiettivo è coniugare legalità, sviluppo e inclusione, creando occupazione per giovani, donne e migranti, e rafforzando il presidio pubblico e sociale del territorio”. A favore della filiera agroalimentare ma non solo, c’à la proposta di una “piena attuazione alla legge regionale sulla Dieta Mediterranea che integri i criteri premiali nella contrattualistica pubblica per mense scolastiche, universitarie, sanitarie e RSA. L’intento è che il Libero Consorzio collabori con Comuni, SRR e organizzazioni di categoria per promuovere i prodotti locali, biologici e tipici, sostenere l’iscrizione dei ristoratori all’albo regionale, legare il marchio Dieta Mediterranea a turismo, salute e lavoro regolare nelle filiere agroalimentari” . Per il segretario generale Cisl Sicilia Leonardo La Piana, che ha concluso la giornata, “è fondamentale questo modello partecipativo che è proprio della nostra organizzazione e che la Cisl Palermo Trapani ha replicato prima nel capoluogo sicilano poi a Trapani seguendo la scia della nostra iniziativa regionale. Il territorio di Trapani come molte zone della nostra isola, ha un grande potenziale inespresso che aspetta programmi certi e chiari per essere sfruttato al meglio. Il dialogo, la partecipazione, il confronto su ogni risorsa disponibile e opportunità da non perdere, sta alla base della nostra azione sindacale di ogni giorno. Noi proseguiremo, chiedendo al governo regionale e all’assemblea regionale siciliana di attuare una governance condivisa e partecipata sulle politiche attive del lavoro, sulle politiche industriali, ambientali, sanitarie e sociali ma non solo, serve una strategia di sostegno al mondo economico e in particolare occorre puntare sulla capacità di attrazione degli investimenti, che colleghi gli stessi alla creazione di posti di lavoro. È necessario rendere la regione una destinazione competitiva e attrattiva per le imprese, italiane ed estere, che vogliano investire e creare opportunità di sviluppo e occupazione”.
INTERVISTE- “Il coraggio delle idee” presentate le proposte della Cisl Palermo Trapani per il rilancio di Trapani e la sua provincia.
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